Il coronavirus arriva in Amazzonia: morto un giovane indigeno

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L’epidemia di coronavirus sta interessando davvero tutto il mondo. Da questo punto di vista ci sono delle notizie che fanno temere ancora di più. Infatti il virus sta arrivando anche in luoghi dove si pensava non potesse esserci. Per esempio sappiamo a questo proposito che il Covid-19 è arrivato anche in Amazzonia. Qui è stato contagiato un ragazzo che non è riuscito a superare l’infezione. La vittima è un ragazzo di 15 anni che abitava in un villaggio locale dell’Amazzonia. Tutto questo ci fa capire come le conseguenze di questa pandemia non possono essere affatto sottovalutate, perché adesso, dopo la morte di questo ragazzo indio, sono a rischio anche le altre comunità che abitano nella foresta amazzonica.

Chi è la vittima del coronavirus in Amazzonia

Il ragazzo vittima del coronavirus in Amazzonia si chiamava Alvanei Xirixana. Abitava in un villaggio di Rehebe, che si trova lungo le rive del fiume Uraricoera. L’adolescente era stato ricoverato in terapia intensiva, visto che i medici avevano tenuto conto delle sue condizioni di salute piuttosto gravi.

Tuttavia non è riuscito a superare le conseguenze del contagio e dopo qualche giorno è morto. A confermare la notizia del decesso del giovane è stato il Ministero della Salute del Brasile. Il ministro brasiliano si è detto piuttosto preoccupato da queste notizie che cominciano ad arrivare.

Infatti si teme soprattutto il fatto che il virus sia arrivato in zone che di solito sono considerate al riparo, date le caratteristiche dei luoghi interessati, che sono lontani dai problemi tipici della società contemporanea.

In isolamento 70 persone

La morte del ragazzo indio ha comportato delle conseguenze anche per alcune persone che fanno parte della stessa comunità. 70 persone che sono state a contatto con la vittima sono state isolate. Dovranno essere sottoposte al tampone, per vedere se risulteranno positive.

Gli esperti si chiedono adesso quali possano essere le cause che hanno portato alla diffusione del coronavirus anche presso queste comunità locali dell’Amazzonia. Si ritiene che il tutto vada rapportato alla ricerca illegale dell’oro.

Il territorio in cui abitava il giovane è infatti interessato da una ricerca spietata di metalli preziosi. Ci sono più di 20.000 minatori illegali che riescono ad entrare e ad uscire da questi territori senza che vengano sottoposti ad alcun controllo.

Come il giovane indio ha contratto il coronavirus

Si fanno anche delle ipotesi molto precise su quali siano state le modalità del contagio che hanno portato alla morte del ragazzo 15enne. Il Brasile comunque non è esente dall’epidemia di coronavirus, visto che conta almeno 20.000 casi di contagi.

Nello specifico, per quanto riguarda il giovane morto in Amazzonia, si ritiene che il ragazzo possa essersi infettato, essendo entrato in contatto ravvicinato con alcuni operai che si erano accampati vicino al villaggio in cui abitava. Si tratterebbe di minatori che si dedicano alla caccia illegale di metalli preziosi.

Il Governo brasiliano si dice molto preoccupato, perché teme molto per la salute degli indigeni che vivono in tutti i villaggi vicini. Infatti ci sono state anche altre due vittime, altri due indigeni che sono morti a questo punto si presuppone anche loro contagiati dal virus.

Le difficoltà in questi villaggi dell’Amazzonia sono davvero molte, perché la popolazione locale vive in territori isolati, non ha condizioni sanitarie ottimali e non dispone di ospedali che potrebbero far fronte ad un contagio su larga scala.

Se il virus veramente è arrivato anche in Amazzonia, dovremmo comprendere ancora di più l’entità di questa epidemia che adesso minaccia anche popolazioni che si ritenevano tutelate, tra l’altro in condizioni di vita piuttosto precarie, che potrebbero mettere a rischio intere comunità che vivono in questi villaggi del Brasile.

Fonte: www.kontrokultura.it

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