8 Marzo: le Donne di Ciaocomo Radio l’avrebbero festeggiato così

8 Marzo: le Donne di Ciaocomo Radio l'avrebbero festeggiato così

Giusto un mese fa, domenica 23 febbraio, noi speaker donne di CiaoComo Radio ci siamo ritrovate allo Spazio Gloria per uno shooting con il fotografo Andrea Longoni, che ha risposto entusiasta all’invito di Laura Terenzio, con Vittoria Amalfitano anima del programma Sistersontrip: sono loro la “mente”, a cui io ho più che volentieri fatto da spalla.

Un luogo per molte di noi familiare e magico, il cinema Gloria, ci ha ospitato per una giornata diversa accogliendoci con calore e dandoci la possibilità di mostrarci per come siamo e per come ci sentiamo, rigorosamente dotate di cuffia, ché per tutte noi la radio è passione pura.

Una giornata in cui ci siamo trovate, tutte insieme: per ridere, scherzare, chiacchierare, conoscerci meglio, fare gruppo. Un momento in cui ci siamo sentite belle, tutte, in una doppia veste: negli abiti che più ci fanno sentire a nostro agio e in quelli, eleganti, che di rado indossiamo. Una domenica che in ciascuna di noi ha lasciato belle emozioni e forti sensazioni.

Un momento in cui, insieme, ci siamo anche trovate a ricevere le prime notizie legate alle chiusure e all’emergenza che poi si è scatenata in tutta la sua gravità.

Un mese dopo, tutto è cambiato, ma quel momento lo ricordiamo bene, e ci ritroveremo, quando sarà possibile.

8 marzo radio

Ecco le voci di alcune di noi:

Laura Terenzio

«Credo molto nel genere femminile e mi piace la condivisione. L’idea parte da qua. Unire un gruppo di speaker radiofoniche per creare quell’energia che ti lascia solo un’emozione: la felicità. Questa è stata la sensazione che ho provato appena rientrata in casa dopo una domenica strana e surreale. Oggi scrivo questi pensieri, circondata da quattro mura, che amplificano ancora di più la voglia di creare e fare nuovi progetti. (Ve lo dico, ne ho in mente un altro, ancora più impegnativo. Siete pronte, ragazze?)

Tante le cose che mi hanno colpito: la collaborazione e precisione nel creare tutto ciò di Vittoria (che ha proposto l’idea dell’outfit, definito #comemisentoamioagio), mia socia di Sistersontrip, e di Dalila, collega della radio (la  precisione fatta persona);  la fiducia dello Spazio Gloria, che ci ha lasciato in mano le chiavi di una location da film; la disponibilità del fotografo Andrea Longoni, che non ci ha pensato due volte a dirmi di sì.

E poi loro, le modelle per un giorno, chi più timida, chi più imbarazzata, chi più divertita: voglio ringraziarle una per una per l’entusiasmo nel partecipare e nel lasciarsi andare: Ilia Piaia, Roberta Giani, Alessia Roversi, Stefania Macrì, Marta Parziale, Ilenia De Sena, Silvia Moretto, Giorgia Monteleone, Beatrice Canton “La Beuz” e Paola Binda “La Scintilla”.

Oltre che alle immagini,  abbiamo poi dato spazio anche alle loro voci in due puntate dedicate alle donne viaggiatrici (disponibili tra i podcast di Sistersontrip sul sito di CiaoComo). Quindi, che dire, non abbiamo tralasciato nulla.

Siete curiosi di scoprire il prossimo progetto? Sì? Bene: ora siamo a casa a prepararlo con l’aiuto di Claudia Fasola. Dateci il tempo e ne usciremo più cariche che mai. Insieme a tutti voi!!»

 

Vittoria Amalfitano

«Come al solito l’idea è stata di Laura – un vero vulcano –  che me ne ha parlato ai primi di febbraio, una sera in cui mangiavamo sushi: la cosa mi fa strano, perché penso alla quotidianità di prima e alla situazione di costrizione di oggi. Devo ammettere che io sono sempre un po’ scettica all’inizio di un progetto,  ma poi voglio fare le cose bene e così ci siamo messe di impegno. La giornata è riuscita davvero bene: la location era per me perfetta, anche perché amo molto il mondo del cinema; l’idea che fossimo tutte insieme per passare un pomeriggio diverso dal solito è stata molto gratificante. Spero di fare altre cose del genere e con Laura non mancherà occasione:  io sarò lì per appoggiarla su tutto (o almeno al 90%). In un mese le cose sono cambiate, ci si vede solo in videochiamata o ci si sente al telefono: questo forse ci permetterà di apprezzare di più alcuni momenti».

 

Stefania Macrì

«Gloria. Un cinema vuoto, un pomeriggio di fine settimana qualsiasi, un pugno di speaker accanite, luci, ombre, buio, sole, flash.

Ripensando alle ore di shooting, sono queste le cose che mi vengono in mente.

Col senno di poi, stavamo già vivendo quello che avremmo vissuto nei giorni a seguire: pieni e vuoti, luci ed  ombre, silenzi spaziosi e musica, chiacchiere in lontananza.

E’ stato un bel pomeriggio, di divertimento, di “ansia per i riflettori” (uno, in realtà, ma tant’è..), di confronto, di parole, musica, ballo, leggerezza, libertà.

Di scoperta di se stesse davanti alla luce accecante di una macchina fotografica. Vestirsi, svestirsi, scoprirsi, riscoprirsi, nude, eleganti, normali. Mascherina?»

 

Roberta Giani

«Sono stata felicissima per il bellissimo regalo e ringrazio tutte di avermi coinvolta. È raro trovare un gruppo così unito e inclusivo. Molto spesso sul lavoro le donne si fanno la guerra e cercano di  mettere in cattiva luce le altre in ogni modo (chissà poi perché). In radio non è affatto così! E’ una grande squadra! Sicuramente il  messaggio che sta dietro al servizio fotografico è molto importante, ma ci tengo a dire che per me è stato un bell’esempio di  solidarietà femminile e divertimento tra tutte noi. Insomma ancora grazie, per averlo condiviso. Rispetto a quello che stiamo vivendo ora la situazione era ben diversa, speriamo che finisca tutto in fretta per tornare presto alle nostre vite di tutti i giorni. Un abbraccio, da lontano.»

Alessia Roversi

«Il giorno in cui ci siamo trovate a fare lo shooting al Gloria è stato un momento molto bello: ci ha permesso di stare insieme, cosa che non abbiamo molto spesso occasione di fare date le diverse modalità e gli orari in cui conduciamo i programmi e anche perché abbiamo tutte delle vite molto incasinate. Considerati gli sviluppi, è stato di fatto uno degli ultimi momenti in cui ci siamo potute abbracciare. Mentre eravamo lì, arrivavano da più parti le prime notizie di decreti e chiusure anche delle scuole, dove molte di noi lavorano: sono iniziate quel giorno le prime limitazioni. Mentre noi ci stringevamo per festeggiare l’8 marzo – le foto erano in previsione di quella giornata – il mio pensiero andava anche a quelle donne che non possono festeggiare perchè vedono negati i propri diritti o sono costrette in casa con un partner violento senza poter scappare. A quelle donne io dedicherei più che un pensiero, ma un impegno a testimoniare che c’è un modo diverso di vivere l’amore e stare al mondo. Poter fare delle foto sembra una cosa piccola ma può essere grande: è affermare che ci siamo e siamo più di un bel faccino o una gonna corta. Il mio pensiero è stato per quelle donne che non hanno mai avuto modo la possibilità di vedersi belle, da sole o davanti all’obiettivo di un fotografo»

Dalila Lattanzi