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Coronavirus: La Rete è Live – episode 2

di Sabrina Sigon

 

«Oggi, D’Annunzio e il discorso di Quarto; solo, devo disattivare la videocamera. Meglio che non vedano la mia faccina in un angolo, ma si concentrino sul testo o sulle immagini…».

Anche la scuola, fortemente penalizzata da questo periodo di chiusura forzata, si sta attivando. E queste sono le parole di una professoressa del liceo Classico A. Volta di Como che, in un intervento online, intitolato “Cronache dalla scuola al tempo del virus – giorno 12”, si organizza per registrare le lezioni in videoconferenza. Perché così «anche chi ha una connessione ballerina / chi è assente / chi è impossibilitato a seguire per vari motivi può recuperare la lezione, gli interventi dei compagni, le immagini che condivido». E mentre il preside sta valutando la possibilità di mattinate con scansione oraria di quaranta minuti – stacco – quaranta minuti, alcuni insegnanti cominciano a cimentarsi con le videolezioni. Ce la farà?

«Ce la stiamo facendo», scrive la docente.

Le Sfogliatelle, gruppo che si definisce “Una community fondata sulla lettura, la cultura e gli abbracci”, non potendo organizzare in questo periodo incontri letterari hanno pensato di cimentarsi, anche loro, in “consegne a domicilio” davvero speciali. Sulla loro pagina Fb ogni giorno postano un video di una scrittrice. La prima delle tante ad aver risposto alla loro chiamata è Marilù Oliva, con il suo “L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre”.

«Qualcuno mi ha detto: “Come mai l’Odissea raccontata dal punto di vista delle donne? Beh, la risposta è semplice: perché le donne qui ci sono, e hanno un ruolo rivoluzionario», racconta in video Marilù; «sono figure molto potenti che sembra siano rimaste nell’ombra, ma non è affatto così. Abbiamo delle ninfee, delle dee, come Calipso, Circe, abbiamo una figura tenerissima come quella di Nausicaa. Abbiamo delle regine: Penelope sicuramente serberà tante sorprese e si dimostrerà molto, molto forte».

«Voi le conoscete le Sfogliatelle? No, non quelle di Napoli, quelle di Cantù» dice nel suo video la seconda scrittrice, Valeria Benatti (Da oggi voglio essere felice, Giunti editore), e continua: «sono delle ragazze fantastiche che organizzano meravigliose presentazioni di libri. E adesso sono tristi, perché non riescono a farne, in questo momentaccio; allora vogliono un saluto da noi autori e autrici, che io faccio molto volentieri, ricordandovi il mio libro. Sono sicura che, se lo leggete vi lascerà qualcosa, qualcosa di buono dentro al cuore».

E lo scrivere questo articolo a me ne ha lasciate tante, di cose buone. Perché questa è la rete che mi piace, questi siamo noi che, ostinati, cocciuti a volte maldestri ma positivi, mentre un periodo estremamente difficile accade intorno a noi ci adoperiamo affinché, nonostante tutto, qualcosa di buono da noi accada.

… to be continued.