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Regione Lombardia: un accordo per mitigare gli impatti economici derivanti dall’emergenza sanitaria Coronavirus - CiaoComo
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Regione Lombardia: un accordo per mitigare gli impatti economici derivanti dall’emergenza sanitaria Coronavirus

Regione Lombardia: un accordo per mitigare gli impatti economici derivanti dall’emergenza sanitaria Coronavirus

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L’emergenza sanitaria è preoccupante, ma la situazione sociale ed economica che ne è derivata i cui effetti si sono già propagati a livello regionale, con ricadute su tutti i processi produttivi in tutti i settori, anche fuori dalla “zona rossa, induce ad una urgente risposta da parte di  istituzioni,  oganizzazioni imprenditoriali  e parti sociali. Oggi è stato stilato un accordo territoriale per mitigare gli impatti economici derivanti dall’emergenza sanitaria Coronavirus, il documento sarà inviato all’attenzione del Governo.

L’appello è chiaro “Non volendo sottovalutare i rischi per la salute pubblica, per i quali Regione Lombardia sta facendo un infaticabile lavoro, abbiamo bisogno di messaggi rassicuranti e positivi al fine di ridare energia e futuro a tutta l’economia lombarda. Se la chiusura (o le restrizioni) di molte attività, di negozi, palestre, cinema, teatri per una settimana può anche essere sopportabile, il danno in termini internazionali è immenso”.

Tutte le parti firmatarie hanno condiviso l’avvio di una Segreteria tecnica unica del Patto per lo Sviluppo, che assume la funzione di sede permanente nel periodo di emergenza, che dovrà individuare strumenti di sostegno alle imprese e di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, nonché dei lavoratori autonomi, iniziative in partnership con gli enti bilaterali, misure di sostegno alla liquidità, provvedimenti per il rilancio del sistema economico, produttivo, culturale e sociale lombardo. Attenzione particolare rivolta agli strumenti degli ammortizzatori sociali e alle iniziative di smart working con azioni a supporto della aziende che lo adottano anche oltre l’emergenza contingente.

Qui il testo completo dell’ Accordo_Territoriale_emergenza_Coronavirusd
Durante l’incontro urgente del Tavolo di Segreteria Tecnica del Patto per lo Sviluppo in tema di Coronavirus è stato evidenziata, attraverso i dati forniti da Confcommercio regionale, la difficile situazione delle imprese che operano nei settori rappresentati, che registrano un calo del fatturato tra il 50% e l’80%. La principale preoccupazione riguarda la previsione di carenza di liquidità per affrontare le scadenze dei pagamenti per fornitori e stipendi.

Da una prima ricognizione è stato registrato un significativo calo del fatturato in tutti i settori. Per citarne qualcuno:

RETAIL NON FOOD: -50/60%

BAR E RISTORANTI: -50/60%

IMPORT/EXPORT: – 40%

SERVIZI E CONSULENZA: -30%

VIAGGI: -70/80%

ALBERGHI/RESIDENCE: -60/70%

 

Ma il settore che più risente è sicuramente quello Turistico e che manifesta ripercussioni immediate e sul medio periodo. Il livello delle disdette alberghiere raggiunge punte del 80/90%. Ed ovviamente non giungono nuove prenotazioni.

 

CORONAVIRUS: LE RICHIESTE DI FIPE E DELLE PARTI SOCIALI AL GOVERNO

Per tutelare il comparto della ristorazione, in cui operano oltre 300.000 imprese con circa 1,5 milioni di lavoratori ed un valore aggiunto di 90 miliardi di euro,  dalle gravi ripercussioni che l’emergenza sanitaria per la diffusione del coronavirus sta avendo sull’intera economia italiana ed in particolare sui flussi turistici, la Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – unitamente alle altre rappresentanze dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore, ha sottoscritto un avviso comune per il sostegno delle imprese e dei lavoratori del settore volto a condividere principi e linee guida delle imminenti azioni da mettere in campo, indispensabili per fronteggiare la grave situazione in essere. Nell’avviso comune sono state evidenziata, inoltre, la necessità di intervenire su tutto il territorio nazionale e non solo sulle cosiddette “zone rosse”.

In particolare la FIPE, unitamente alle altre organizzazioni firmatarie, chiede al Governo di mettere a disposizione delle imprese coinvolte ammortizzatori sociali in deroga alle normative vigenti, indipendentemente dai requisiti dimensionali. Inoltre, è richiesta la sospensione di ogni onere fiscale e contributivo per gli operatori economici coinvolti nonché di tutti gli oneri e adempimenti connessi all’attività d’impresa.

“In questo momento particolare – dichiara la FIPE – il compito delle parti sociali è di invitare il governo a provvedimenti tempestivi e di impegnarsi direttamente con azioni proprie messe in campo attraverso il sistema della bilateralità per offrire un supporto alle imprese e ai lavoratori del settore. La FIPE presidierà inoltre i vertici governativi in corso per favorire una rapida messa in campo di tali azioni”

 

CORONAVIRUS: MENO PRESENZE IN AGRITURISMO. 

 

Gli agriturismi sono situati in campagna, anche in zone isolate, in strutture familiari e lontano dagli affollamenti, con spazi adeguati per i posti letto e a tavola: per questo sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche, scoprendo al tempo stesso le bellezze e le tradizioni enogastronomiche del territorio.  È quanto afferma Coldiretti Como Lecco, in base a un monitoraggio di Terranostra, nel sottolineare che la paura irrazionale sul coronavirus sta provocando anche nelle strutture agrituristiche lariane un calo delle presenze per pranzi, cene e pernottamenti.

Nelle oltre 1600 aziende agrituristiche attive in Lombardia, l’allarme generato dalla diffusione del Coronavirus sta colpendo le prenotazioni di italiani e stranieri, con le disdette che arrivano anche da parte di chi aveva già deciso di recarsi in una delle strutture: il calo di presenze è più contenuto nelle realtà

agrituristiche lariane, ma c’è. I timori legati al coronavirus stanno quindi coinvolgendo, a più ampio raggio, un settore che a livello lombardo conta oltre mezzo milione di presenze all’anno, con una rete di più di 14 mila posti letto e 40 mila coperti per il ristoro, e una capacità di rispondere alla nuova domanda green degli ospiti, dal trekking ai percorsi culturali a quelli benessere, dagli spostamenti in bicicletta all’accoglienza dei camperisti fino ai matrimoni, con la capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo, che è fra le qualità più apprezzate, con piatti della tradizione preparati dai cuochi contadini. 

“Con grande senso di responsabilità, le imprese agrituristiche sono impegnate nell’osservanza delle ordinanze regionali e comunali – commenta Emanuele Bonfiglio, Presidente di Terranostra Como Lecco – garantendo l’apertura delle strutture agrituristiche lariane. I comportamenti di precauzione sono necessari, soprattutto al fine di garantire la continuità dei servizi: la nostra forza è avere strutture in campagna, con spazi tali da evitare assembramenti”.

Terranostra Como Lecco sottolinea l’importanza “di reagire intensificando, anzi, la promozione del nostro lago e delle nostre strutture, come già faremo a breve partecipando a eventi importanti di respiro internazionale. Le nostre magiche terre sono luoghi sicuri che non possono chiudersi al mondo ma, anzi, trovare nella loro unicità, nella bellezza dei loro luoghi e nella bontà dei loro prodotti la giusta forza per tornare a crescere. Fin da subito”. 

“Come Terranostra – conclude il presidente regionale dell’associazione agrituristica Massimo Grignani – ci stiamo confrontando con l’assessorato regionale all’Agricoltura per affrontare questa situazione che rischia di provocare gravi ripercussioni sulle nostre attività. Abbiamo, infine, invitato tutte le imprese agrituristiche a informare correttamente i propri ospiti secondo le disposizioni di igiene divulgate dal Ministero della Salute”.

 

 

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