UnipolSai, lo stop di Papi diventa lungo: in settimana l’operazione al ginocchio foto

L'atleta ha subito la frattura del femore a novembre, ora deve essere sistemata la protesi. Parla il chirurgo che lo ha in cura

Giulio Maria Papi, atleta della UnipolSai Briantea84 e della Nazionale Italiana di pallacanestro in carrozzina, è in lista questa settimana per l’intervento chirurgico alla protesi del ginocchio destro. L’operazione sarà guidata dall’équipe medica del Professor Roberto Biagini e del Dottor Carmine Zoccali e verrà eseguita all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma. Seguiranno aggiornamenti post intervento.

Giulio Maria Papi:“Come ho già annunciato nei giorni scorsi, a causa di una caduta domestica avvenuta a metà novembre, ho riportato una frattura al femore e una problematica alla protesi interna all’altezza del ginocchio. Il giorno successivo sono stato prontamente operato al femore all’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. Nel corso di questi mesi ho guardato all’obiettivo primario: tornare a giocare al più presto. Adattandomi alla situazione mi sono allenato per farmi trovare pronto per questo nuovo intervento chirurgico alla protesi del ginocchio. L’équipe medica, in collaborazione con il Dottor. Luigi Gatta, farà di tutto per rendere la ripresa dall’intervento semplice e veloce, in modo da valutare la miglior soluzione per tornare in campo con la massima sicurezza. Ringrazio nuovamente la mia famiglia, la società Briantea84, tutti i tifosi che ho avuto la possibilità di rivedere al PalaMeda nel weekend del Preliminary Round di Champions League, la Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina, il Comitato Italiano Paralimpico e tutte le persone che mi sono state vicine in questo periodo”.

Carmine Zoccali – Chirurgo ortopedico Istituto Nazionale Tumori Regina Elena -:“In seguito all’incidente accaduto, Giulio Maria Papi ha riportato una frattura del femore prossimale e una rottura di alcuni componenti protesici. La frattura è già stata trattata, adesso bisognerà rimuovere le componenti protesiche danneggiate e sostituirle con delle nuove. L’intervento richiederà cura, sterilità e attenzione completa. Nella prima operazione non è stato possibile eseguire questo passaggio perché c’era bisogno di attendere una situazione più stabile della zona interessata”.