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L'operazione

Aggressione e rapina in centro Como: come la Polizia ha incastrato il responsabile

Decisive le immagini degli sportelli bancomat dove era andato a prelevare dopo aver preso la tessera della vittima.

Gli agenti della Questura di Como – squadra Mobile – hanno arrestato l’uomo che, due settimane fa, ha aggredito e rapinato una pensionata che rientrava a casa dopo aver fatto la spesa in centro Como, poco distante dalla Prefettura. E’ accusato di rapina aggravata ed utilizzo indebito di carte di credito: è un cittadino pakistano, è stato rintracciato dai poliziotti che, a suo carico, hanno raccolto indizi importanti. La Procura ha emesso in queste ore l’ordine di custodia cautelare, già eseguito dai poliziotti.

 

La pensionata era appena rientrata a casa quando ha aperto la porta del suo appartamento e s’è trovata davanti l’uomo che poi l’ha minacciata e costretta a sedersi su una sedia. Non avendo trovato oggetti di valore nella casa, le ha preso il bancomat con il quale ha poi cercato di prelevare soldi dallo sportello automatico. E la Polizia lo ha incastrato proprio con le immagini delle telecamere dei bancomat che si trovano in zona: caso chiuso proprio grazie alle riprese. Ora il pakistano è finito in cella.

 

LA RICOSTRUZUONE DEGLI AGENTI

 

Fondamentali sono state le impronte ritrovate dalla Scientifica e sviluppate assieme agli specialisti del Gabinetto Regionale di Milano su una delle cassettiere presenti nella camera da letto della donna e all’interno della quale il malvivente aveva frugato. A questo si è aggiunta l’acquisizione e la visione scrupolosa dei filmati prodotti dalle telecamere presenti in zona e in alcune vie dove il rapinatore è transitato. Particolarmente utili sono state le telecamere installate presso la locale Prefettura e presso la filiale di “Che Banca” in una via limitrofa a quella in cui è accaduto l’episodio, che hanno ripreso l’autore del reato prima e dopo la rapina e, infine, quelle installate presso lo sportello bancomat della stesso istituto bancario dove il protagonista ha tentato di utilizzare la tessera sottratta alla donna, senza peraltro riuscirci.

 

Malgrado in tutte le immagini avesse il viso in parte coperto, la sua fisionomia ha consentito agli investigatori di trovare un riscontro. Il quadro probatorio raccolto è stato poi ritenuto sufficiente e completo dal GIP presso il Tribunale ordinario di Como che, su richiesta della locale Procura, ha emesso una ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere del rapinatore. E il Pakistano, anche se  irreperibile, con l’ausilio di presidi tecnologici e ai servizi di osservazione, è stato tratto in arresto dai poliziotti nella sua vecchia abitazione a Como, abitata ancora oggi dai genitori.

 

 

 

 

 

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