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La decisione

Giorno della Memoria, anche Como conferisce la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

La decisione nella notte dopo una lunga discussione in consiglio comunale. 29 voti a favore su 31 presenti. E' stata una delle superstiti del campo di Auschwitz

Prima era stata la volta di OLgiate Comasco per il nostro territorio. Quindi Lecco, Varese, Luino, altri comuni dell’hinterland milanese. E ieri, giornata della memoria, anche Como e Cremona hanno deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. La decisione è arrivata nella notte dopo una lunga discussione in Consiglio comunale che alla fine ha approvato la delibera della giunta. In favore hanno votato tutti gli esponenti di maggioranza e quasi tutti quelli di opposizione: 29 favorevoli su 31 presenti (niente voto di Rapinese e Martinelli).

 

Liliana Segre, nata a Milano in una famiglia ebraica, visse col padre, Alberto Segre, e i nonni paterni. La madre, Lucia morì quando Liliana non aveva neanche compiuto un anno. Suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, Liliana Segre venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all’età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como nel carcere di San Donnino e poi a San Vittore a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni.

Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni furono arrestati a Inverigo; dopo qualche settimana anche loro vennero deportati ad Auschwitz e uccisi al loro arrivo, il 30 giugno 1944. Fu liberata il primo maggio 1945. La Segre è senatrice a vita.

 

 

 

 

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