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Emergenza smog anche da noi. A Padova ci provano con le piante di paulownia… foto

Una possibile soluzione arriva dal Veneto. Assorbono fino a 32 tonnellate di anidride carbonica all'anno.

Nel pieno dell’emergenza smog a Como, ecco che arriva dal Veneto una idea che potrebbe contribuire ad aiutare a far scendere le concentrazioni di polveri sottili nell’aria. Beoschi e fasce verdi contro lo smog: per ripulire l’aria dall’inquinamento e dalla concentrazione di Pm 10 e per ridurre la produzione di anidride carbonica la soluzione è piantare più alberi, in città come in campagna, lungo le strade più trafficate e a ridosso di zone residenziali e produttive. Lo conferma Coldiretti, in occasione dell’emergenza inquinamento nelle principali città italiane, fra cui Padova fra i capoluoghi con l’aria più “malata” del Paese, ricordando che le piante e i boschi contribuiscono a ridurre la quantità di anidride carbonica nell’aria, ad abbassare la temperatura e a bloccare al diffusione delle polveri sottili.

 

A Padova e provincia, ricorda Coldiretti Padova, la qualità dell’aria è problematica per molte settimane all’anno sia in prossimità del capoluogo che di altri centri della provincia. I dati diffusi in questi giorni lo confermano e costituiscono un preoccupante campanello d’allarme. Dall’aumento della superficie boschiva, attraverso la messa a dimora di piante da parte di agricoltori pronti ad intraprendere questa attività, potrebbero nascere delle vere e proprie “oasi verdi” e fasce di protezione dall’inquinamento. Nella nostra provincia, aggiunge Coldiretti Padova, c’è una coltivazione emergente che potrebbe dare una risposta a questa necessità.

 

È la paulownia, una pianta ad alto fusto e a crescita accelerata, dalla quale si ricava, dopo pochi anni, anche dell’ottimo legno. Ogni ettaro di paulownia, spiegano gli esperti di Coldiretti Padova, è in grado di assorbire dalle 28 alle 32 tonnellate di anidride carbonica all’anno, vale a dire che ogni pianta consuma dai 32 ai 36 chilogrammi di CO2 ogni dodici mesi. Il tutto con la possibilità di ricavare un legno leggerissimo e al tempo stesso resistente ed elastico dopo cinque-sei anni. Una volta tagliata la pianta “ricaccia” dalle radici e riprende perciò a crescere, fino ad arrivare anche a cinque-sei cicli, senza dover ricorre a trattamenti chimici.