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Lunedì del Cinema: il film macedone “Dio è donna e si chiama Petrunya” dà il via alla rassegna foto

Petrunija è laureata in storia, ha 32 anni, vive nella cittadina macedone di Štip e non ha un’occupazione. Il 2020 de I Liunedì del Cinema riparte con il film balcanico “Dio è donna e si chiama Petrunya” della regista macedone Teona Strugar Mitevska, lunedì 13 gennaio alle 21 nel consueto Spazio Gloria di via Varesina a Como.

Ogni 19 gennaio, durante l’Epifania in Macedonia, ha luogo una cerimonia unica nel suo genere: un sommo sacerdote lancia una croce di legno nelle acque locali e centinaia di uomini la cercano. Chi la trova è benedetto per tutto l’anno e diviene una specie di eroe. Petrunya è una donna single di 31 anni, disoccupata, che vive ancora con i genitori. Tornando a casa da un colloquio fallito, assiste alla cerimonia e vi prende parte, trovando la croce. In breve, la sua esperienza diviene virale su internet ma segna anche l’inizio del suo personalissimo calvario di 24 ore contro gli uomini, il mondo e il sistema in genere.

“Dio è donna e si chiama Petrunya”presentato in concorso al Festival di Berlino 2019, viene raccontato così dalla regista “L’evento tradizionale è sempre stato per soli uomini, di conseguenza hanno cercato di portarle via la croce ma lei non si è arresa: il giorno dopo ha persino rilasciato un’intervista un’emittente locale in cui incoraggiava le donne a prendere negli anni successivi parte alla manifestazione. Per tutti, era pazza o disturbata mentalmente. Secondo il mio punto di vista, la storia mette in luce in maniera naturale quanto conformismo sociale e misoginia vi siano all’interno della nostra società ancora attaccata a vetuste norme patriarcali. La vicenda è desolante ed esasperante: il volerla raccontare è una sorta di reazione spontanea alla frustrazione che ha generato in me. Ogni volta che si racconta una storia incentrata sul cosiddetto sesso debole inevitabilmente si parla di film femminista. Ogni film con una donna protagonista o no che tratta di un argomento non conforme alla tradizionale suddivisione dei ruoli è un film femminista. Per me, è difficile pensare di essere donna e di non essere femminista. Il femminismo non è una malattia o qualcosa di cui aver paura. Uguaglianza, giustizia ed equità sono alla base della sua ideologia e non sono solo riservate alle donne”. 

 

lunedì del cinemapetrunya

Eroina suo malgrado. Nello spazio di una notte. Petrunya ha trent’anni, vive coi genitori e non aderisce ai canoni vigenti a Stip, Macedonia del Nord. Sovrappeso e pure laureata, nemmeno la madre sta dalla sua parte. Naturale che, di fronte alla cerimonia che ogni inverno si celebra nei Balcani – recuperare una croce che il Pope getta nelle acque gelide del fiume – decida di giocarsela. Fortuna e amore sono garantiti al temerario che la recupera. Ma l’opportunità è riservata ai maschi. Così vuole la tradizione.

Strugar Mitevska, vincitrice del premio Lux del Parlamento europeo, e a cui il festival di Torino ha dedicato una personale, tratteggia il ritratto di un’indesiderabile ispirato a una storia vera (la protagonista ha poi lasciato il Paese) in grado di gettare una luce vivida sui funesti cascami del patriarcato e sulla potenza vitale di un gesto irresponsabile.

Tutto il mondo vacilla intorno a Petrunya: la famiglia incapace di difenderla, il religioso obbligato a trovare giustificazioni dottrinali al maschilismo, le istituzioni incapaci di far rispettare i diritti fondamentali. Un film intelligente come la sua protagonista.

 

Spazio Gloria via Varesina – Como

13 gennaio ore 21

DIO È DONNA E SI CHIAMA PETRUNYA

di Teona Strugar Mitevska

Interpreti:  Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Simeon Moni Damevski,Suad Begovski

MACEDONIA BELGIO SLOVENIA CROAZIA  2019

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Ingressi: Intero € 7 – Ridotto € 5 (under 18 – over 65).
Abbonamento rassegna (19 film) 70€.
Le proiezioni sono riservate ai soci ARCI

Spazio Gloria via Varesina, 72