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Come sarà l’Aida 2020 del progetto 200.Com? “Vorrei che fosse una vera esperienza per il pubblico”, parola del regista Alessio Pizzech

Dopo aver svelato il titolo scelto, Aida di Giuseppe Verdi, è ora il momento di rivelare chi sarà  il regista che metterà in scena nell’estate 2020 l’ottava edizione di 200.Com Un progetto per la città.

A dare forma al titolo verdiano nell’Arena del Teatro Sociale di Como sarà Alessio Pizzech, uomo di spettacolo, a tutto tondo: multiforme la sua attività, sia nel teatro di prosa che nel teatro musicale, oltre che come direttore artistico di istituzioni culturali e progetti.
Definito giovanissimo dalla critica come uno dei più significativi registi italiani, con straordinaria energia Pizzech ha messo in scena circa 150 spettacoli fra prosa e lirica collaborando con tutti i principali teatri e festival italiani, e per la prima volta con AsLiCo e il Teatro Sociale di Como.

Ho accettato con gioia ed entusiasmo di firmare la regia di Aida per il Teatro Sociale di Como. – dichiara Alessio Pizzech – Da una parte è emozionante la possibilità di dare vita a una messinscena di Aida che vorrei fosse una vera e propria esperienza per il pubblico: un lavoro capace di coniugare la teatralità che lo spettacolo porta con sé e l’intimità segreta che caratterizza ogni personaggio. Un’opera quindi dalle forti contraddizioni, che pone non pochi problemi per la messinscena: una sfida per la mia ricerca artistica. Dall’altra l’allestimento di Como con il coro dei 200 suscita, all’interno del mio percorso di regia, domande sul senso dell’agire artistico e sul rapporto tra etica ed estetica.”

Dopo i grandissimi successi de La traviata la passata estate, il Teatro Sociale e soprattutto il Coro 200.Com sono quindi al lavoro per questa inaugurazione del tredicesimo Festival Como Città della Musica.
I coristi attendevano con ansia di conoscere il titolo! – afferma Fedora Sorrentino, Presidente Teatro Sociale di Como / AsLiCo – All’ultima recita di Traviata, già ce lo chiedevano, hanno passato mesi a cercare di indovinarlo, giocare al “toto-titolo”. All’annuncio sono stati molto contenti della scelta, anche se un po’ impauriti, perché Aida è un altro grande lavoro, imponente e impegnativo. Lunedì invece incontreranno per la prima volta Alessio Pizzech, che subito li metterà alla prova e loro non vedono l’ora! I nostri 200 (e oltre!) sono ogni anno sempre più entusiasti dell’avventura che intraprendono e per noi è una soddisfazione vedere che gruppo unito e affiatato si sia creato”.

Si è formato, infatti, con gli anni qualcosa più di un coro, un gruppo, quasi una comunità, elemento molto importante anche per il regista dell’edizione 2020: “Ogni spettacolo è occasione per fare comunità, – ci spiega Pizzech – per costruire legami che nascono proprio in coincidenza della creazione artistica: legami così forti e duraturi da pervadere la vita stessa, anche fuori dalle scene. Continuo a pensare che nell’incontro risieda il motivo profondo per cui continuo a portare avanti  questo cammino di vita.
Vorrei che Aida rappresentasse un incontro con una comunità che si riconosce tutta assieme in  quell’atto artistico. Questo lavoro vuole essere un omaggio alla potenza degli affetti che si sprigionano nel linguaggio dell’opera dove il coro ha un ruolo potentissimo, nel senso della tragedia antica: specchio di una collettività che troppo spesso non vuole vedersi, rifiuta l’immagine di sé o, al contrario, narcisisticamente la adora. Sono onorato della fiducia che il
team del Teatro Sociale di Como mi ha accordato. Sono convinto che questa avventura creativa mi cambierà e auspico che lascerà un segno nelle duecento persone, donne e uomini, che hanno scelto di dedicare il proprio
tempo all’arte e alla bellezza.”