Ecco “Crampo Urbano”, l’esperimento per la cultura a Como foto

A fine settembre 1969 la città di Como si confrontò, non senza polemiche, con l’arte fuoriuscita da musei e pinacoteche in “Campo Urbano”, cinquant’anni dopo, venerdì 6 dicembre, sarà “Crampo Urbano” a far parlare i cittadini, in particolar modo coloro che  dibattono sulle modalità di produzione e fruizione di eventi culturali.

Si perchè “Crampo Urbano” è innovativo, autoironico, collettivo, libero, è lo spazio culturale che vorremmo avesse la città di Como per orientarsi nel presente e progettare il futuro scrivono gli organizzatori.

In sostanza cosa diamine è Crampo Urbano? E’ un esperimento nato dall’osservazione quotidiana della crescente disaffezione maturata nei confronti delle iniziative culturali della nostra città, spiegano da Associazione Luminanda che, in collaborazione con Mondovisione, Sentiero dei Sogni, Nodo Libri e con il contributo del Comune di Como, ha deciso di cercare ancora una volta di avvicinare persone e associazioni culturali attive sul territorio comasco facendosi portatrice di un dialogo aperto sullo stato dell’arte e della cultura in città e di valorizzare i luoghi e rafforzare la consapevolezza di chi li abita.

Ispirati dall’omonimo racconto dell’autore ed editore Gerardo Monizza, in uscita in tutte le librerie (1 Libro
+ 1 Cubo + 27 Cubetti = Cubo di Urbik) proprio venerdì 6 dicembre, domani pomeriggio gli organizzatori proporranno un eventolampo in 5 librerie della città dove saranno esposti 10 cubi di Urbik:

• Cinque espressamente dedicati all’arte ed al gioco: sperimentando con i 45 caratteri a disposizione sarà possibile creare frasi che abbiano come tema principale l’arte. Alcune solo da scoprire seguendo le regole del gioco, altre da inventare.

• Cinque cubi bianchi interamente pensati per essere colorati, illustrati, scarabocchiati o scritti. Saranno la tela che permetterà al pubblico ed alla cittadinanza di Como di esprimere il proprio personalissimo Crampo Urbano.

Vale tutto: si potrà esprimere dissenso, insoddisfazione, proporre un’azione nuova da realizzare o ancora
parlare di arte e di poesia o molto altro.

Ad invitare le persone a partecipare vi saranno degli araldi d’eccezione, i Bianconigli dell’ Accademia Aldo
Galli appariranno nelle librerie pronti ad accompagnare il pubblico alla scoperta dei cubi e dei loro segreti.
Le librerie coinvolte sono: Ubik Como, La Feltrinelli, Libreria Dei Ragazzi, Noseda e Plinio Il Vecchio.

Pronti a giocare a questi rompicapi:

Ore 16.00 Libreria Noseda

ore 16.30 Libreria Feltrinelli

ore 17.00 Libreria Ubik

ore 17.30 Libreria Plinio il Vecchio

ore 18.00 Libreria dei ragazzi

crampo urbano

 

Il gioco di Crampo Urbano continuerà poi a partire dalle ore 20.30, alla presenza dell’autore Gerardo Monizza e del giornalista de La Provincia e rappresentante dell’associazione Sentiero dei sogni Pietro Berra, presso Chiostrino Artificio in Como dove varie associazioni culturali si presenteranno al pubblico e lavoreranno insieme alla realizzazione di un ultimo cubo di Urbik.

Organizzazione a cura di
• Per Associazione Luminanda: Anna Buttarelli, Chiara Abbate, Dario Luzzani, Roberto Clerici e Josette Bonomi
• Mondovisione
• Sentiero dei Sogni
• Nodo Libri
• Arte Migrante
Arte Migrante

Scegliamo il gioco come bussola per orientarci nel mondo e Crampo Urbano ci offre l’opportunità di osservare gli impedimenti e le difficoltà del fare arte in questa città. E di farlo insieme.Vieni a raccontarci il tuo Crampo Urbano!

crampo urbano

“Crampo Urbano – Una storia fantastica” di Gerardo Monizza

Crampo Urbano                                                                                                                                                                                     Il libro.Parte prima. Narra la straordinaria vicenda di un monolite che appare improvvisamente, nella piazza principale della città, tra lo stupore della folla e dei critici. È l’inquietante storia di un evento che tutti vedono, ma che pochi capiscono. Che sia arte?

Campo Urbano
Il libro. Parte seconda. È la cronaca vera di una giornata memorabile (Como, 21 settembre 1969) in cui nasce e muore l’arte di strada. Partecipano sessanta artisti che realizzano venti azioni; la città partecipa con grande entusiasmo. Non mancano le critiche.