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Davide Fent presenta il romanzo "Finchè morte non ci separi", vite stravolte dalla guerra - CiaoComo
Como

Davide Fent presenta il romanzo “Finchè morte non ci separi”, vite stravolte dalla guerra

fiera del libro

Davide Fent a Como è molto conosciuto, non solo perchè ci vive da 52 anni, ma anche e soprattutto per i suoi tanti interessi che vanno dal cinema, ai vini, dal teatro ai vecchi vinili, ma soprattutto i libri, da leggere, collezionare e scrivere. Dopo “Emersioni lacustri” (LietoColle 2017), è da poco stato pubblicato “Finchè morte non ci separi” (Youcanprint), un romanzo senza eroi ambientato durante la Grande Guerra. Giovedì  24 ottobre alle 18, Fent sarà alla libreria Plinio il Vecchio, via Vitani 14 a Como, per presentare “Finchè morte non ci separi” con gli interventi del giornalista Enrico Levrini e il contributo della poetessa Alessandra Corbetta.

Datato nel 1919, il romanzo è ambientato ad Asolo. Qui un albergo diventa il palcoscenico su cui danzano le esistenze di uomini e donne, burattini i cui fili vengono mossi dalla Storia, quella Grande, della guerra. In qualche modo tutti loro sono il risultato di fattori in moto quasi perpetuo, così imponenti da far perdere il controllo. Un dipinto impietoso ma al contempo edificante, una visione parziale di un quadro molto più grande, che contiene al suo interno tutte le caratteristiche che appartengono all’intero. Si dipanano storie, ma anche pensieri puri, purezza data dall’innocenza degli uomini, che come formiche lavorano affinché la Terra giri, di fronte alla follia collettiva che prese il nome di I Guerra Mondiale.

Davide Fent ci conduce nel carnaio dei corpi straziati, ma se prima c’erano carne e sangue, ora rimangono esistenze implose, frantumate, interrotte. La I Guerra Mondiale segnò la perdita dell’innocenza per gli uomini del ’900, e assistiamo assorbiti e attoniti alla confusione mortifera di chi rimane, all’entusiasmo infantile di chi nella morte ritrova l’amore per la vita.

Un libro da leggere perché, permettendogli di sporcarci, ne vedremo la funzione catartica e verremo a patti con la rassegnazione.

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