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I Pennestrì ai domiciliari con braccialetto elettronico dopo tre mesi di carcere foto

La decisione presa dal giudice in queste ore. Forse domani già a casa a Como e Cernobbio. Hanno già formalizzato il patteggiamento.

Fuori dal carcere nelle prossime ore: tre mesi dopo il loro clamoroso arresto, padre e figlio – i commercialisti Antonio e Stefano Pennestrì – hanno ottenuto gli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. I due sono accusati di aver creato un sistema per poter sistemare alcuni controlli dell’Agenzia delle Entrate con il pagamento di mazzette.
La decisione è stata presa nelle scorse ore dal giudice Carlo Cecchetti, che ha valutato positivamente l’istanza presentata del legale dei due professionisti, l’avvocato comasco Giuseppe Botta. Antonio sconterà i domiciliari nella sua abitazione di Como, il figlio Stefano a Cernobbio. La loro scarcerazione dovrebbe avvenire forse domani dopo che sarà stato sistemato il braccialetto che li può controllare a distanza. Gli arresti domiciliari concesso dopo che lo stesso legale ha presentato per entrambi richiesta di patteggiamento: 4 anni e 6 mesi per Antonio e 3 anni per Stefano Pennestrì. Nell’istanza è stato inserito anche un risarcimento del danno quantificato in 55 mila euro ciascuno, per un totale di 110 mila euro.

Ai due commercialisti sono contestati nove capi di imputazione: dalla corruzione alla rivelazione del segreto d’ufficio alla frode fiscale.