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INCONTRI: Simona Bennardo “La corsia dei veicoli lenti”

di Sabrina Sigon

Psicologa, psicoterapeuta e scrittrice comasca, Simona Bennardo ha già al suo attivo diverse pubblicazioni: “Il piano di volo delle libellule”, un romanzo breve sulla psicoterapia, “La Vendetta mi renderà Felice” romanzo giallo edito dalla casa Editrice il Seme Bianco nel 2018 e successivamente ripubblicato da Emersioni – Gruppo Lit Castelvecchi, con il titolo “Un nome schedato”, e il “Controdecalogo” Ed. New Press, scritto con G. Veneroso, R. Ganzetti, C. Negretti, M. Barbera.

La “Corsia dei veicoli lenti” è il suo terzo romanzo che, pubblicato lo scorso agosto sempre dalla casa editrice Emersioni, Simona Bennardo presenterà per la prima volta nell’ambito dell’evento “Mangia, gioca, vola” organizzato dal comune di Lurate Caccivio domenica 29 settembre. “Il rosa è un colore bellissimo”, dice Simona, “dai molti significati”.

Uno di questi è legato al volersi bene, e al mese della prevenzione del tumore al seno di cui, attraverso il suo libro, è diventata testimonial; infatti una parte del ricavato verrà devoluta a progetti sulla prevenzione del tumore al seno. Simona comincia a raccontarmi la sua esperienza partendo dal titolo del libro, da quella “Corsia dei veicoli lenti” nella quale, in un giorno qualsiasi di un mese qualsiasi, si è trovata catapultata al momento della diagnosi.

“Il titolo riprende una metafora che mi era venuta in mente nella seduta con la psicologa”, dice Simona; “era il periodo della chemioterapia quando, da una che fa mille cose al giorno, mi sono trovata da questa parte, quella da cui si guarda in un modo diverso ciò che ti succede intorno, e vedi gli altri passare a velocità sostenuta. Ho deciso di tenere, fin dai primi giorni di questa esperienza, una sorta di diario di bordo, nel quale annotavo tutto quello che succedeva e, all’inizio, ti posso assicurare che il pensiero di condividerlo era molto lontano da me.”

Come si è trasformato il tuo diario in qualcosa da condividere, e qual è stata la motivazione principale che ti ha spinto a farlo?

“La diagnosi è sconvolgente, la tua vita cambia all’improvviso e, dopo il primo momento in cui ho cercato di scendere a patti con quanto mi stava capitando, ho sentito il bisogno di capire come altre donne, nella mia stessa situazione, avevano reagito; quali erano stati i loro pensieri, che percorso emotivo avevano vissuto, come erano riuscite ad andare avanti. È stato così che ho cominciato a leggere il libro di Francesca Del Rosso “Wondy”, e quello che ha scritto Alessandro Milan, suo marito, dopo la sua tragica scomparsa; poi il libro di Anna Savini, giornalista del quotidiano La Provincia di Como, “Buone ragioni per restare in vita”, e altri. Ho tratto da queste letture una forza incredibile, ho sentito il loro coraggio giorno dopo giorno, che è diventato anche il mio. Poi la bravissima psicologa che mi ha seguito durante tutto questo percorso di terapie, durante una seduta mi ha detto – Simona tu sei una scrittrice, perché non racconti la tua esperienza? Io, che la stavo già raccontando a me stessa, da quel momento ho pensato di poterla raccontare anche agli altri”.

Prima mi dicevi che l’ironia ti ha aiutato a superare le tante difficoltà di quei mesi; sei riuscita anche a metterla nella tua storia?

“Ci ho provato, poi saranno i lettori a dirmi se ci sono riuscita. Il caso ha voluto che, al momento della diagnosi, fossi in un periodo molto divertente della mia vita; stavo scrivendo il seguito del romanzo: “La vendetta mi renderà felice” ed ero convinta che tutto stesse andando per il meglio. Da lì a cominciare a scrivere queste mie “memorie” semiserie e stato davvero un attimo. Però scrivendo mi venivano anche delle battute, le mie osservazioni, le cose che mi hanno fatto ridere, ma anche quelle che mi hanno fatto piangere”.

Parli anche del ruolo del dolore, nel tuo libro, delle difficoltà, della fatica, e il confrontarsi spesso con la morte. Come ti ha cambiata tutto questo?

“Questo percorso ha cambiato il mio modo di vedere le cose, anche di dare un valore diverso a determinati aspetti della vita: ci si può disperare per delle spese impreviste – ma i soldi vanno e vengono. Però un conto è dirlo e un conto è trasformare questa frase in un sistema di vita diverso. Oggi vivo il qui e ora, e cerco di godermi quello che c’è. Mi alzo tutte le mattine e il primo respiro che prendo è pieno di gioia. È questo che vorrei trasmettere col mio scritto: dopo tutto quello che si passa, e mentre stai male sembra impossibile, può tornare la gioia. Non ho ancora ripreso a lavorare a pieno ritmo e non so se voglio farlo, non voglio tornare a stressarmi, ma penso a godere del mio tempo, i miei gatti, cucinare, fare quelle cose che avevo accantonato”.

incontri simona bennardo

Nella Corsia dei veicoli lenti chi c’era insieme a te?

“Le persone che ho vicino tutt’ora. Ho avuto la fortuna di conoscere molte persone nuove e approfondire amicizie bellissime; da questo punto di vista è stato un anno molto ricco, i miei amici hanno seguito i miei tempi e i miei ritmi durante la malattia e, se alla sera ero stanca e non avevo voglia di uscire, mi dicevano: “fai bene”. Poi, però, mi chiamavano ancora, anche solo per sapere come stavo, ed è stata questa la cosa importante, sentire la loro presenza. Prima fra tutti, quella di mio marito Federico, che è sempre stato con me”.

Dopo aver raccontato la tua esperienza e averci invitato alla tua presentazione di domenica 29 settembre alla festa del Comune di Lurate Caccivio, so che c’è ancora una parola che vorresti dire, alla quale tieni molto.

“Prevenzione. Questo è un altro dei motivi che mi spinge a presentare e promuovere il libro: e allora domenica 29 settembre dress code rosa per tutti, perché è importante aver cura di sé e volersi bene”.

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