Associazione Carducci: “Per la cultura a Como noi ci siamo dal 1910”. Presentata una stagione coi fiocchi

L’ Istituto Carducci, nato nel 1910 per offrire ai comaschi nuove opportunità di crescita culturale, non ha mai smesso, nemmeno per un momento, di ottemperare a quanto l’ingegner Enrico Musa aveva voluto donando alla città l’edificio di via Cavallotti quale luogo di erudizione per gli operai delle industrie tessili,

Col passare degli anni e con un grado di scolarizzazione della popolazione sempre più elevato, la “scuola dei dopolavoristi” del Carducci non ha più avuto senso di essere, ma è rimasta immutata la missione educativa dell’ente che ha continuato ad organizzare una completa stagione dedicata alle arti. L’Associazione Giosuè Carducci, attualmente presieduta da Renato Papa, è artefice dell’attività che comprende gli spettacoli, i corsi  e la conservazione di beni quali il Museo Casartelli e l’Archivio Storico, a cui si affiancano incontri, conferenze, viaggi e altre iniziative culturali.

Alla vigilia del 110° anno sta per iniziare la nuova stagione e l’obbiettivo che si è posto l’associazione è di potenziare i vari settori di attività e far conoscere ai cittadini e non solo, un importante luogo di spettacolo e cultura che negli ultimi tempi appare appannato, ma è tutt’ora vitale e pronto al nuovo decennio con una serie di interessanti appuntamenti. Il Carducci intende  riprendersi il suo spazio quale produttore di cultura, socialità e bellezza. Il compito è arduo in tema di risorse umane e finanziarie. Le prime provengono da persone volonterose, che mettono a disposizione tempo e competenza; le seconde sono il maggior problema, ma a sostegno significativo per la prossima stagione culturale, l’Associazione potrà avvalersi di un contributo erogato dalla Fondazione Cariplo, legato al progetto “Ad Maiora”, finalizzato a riportare il “Carducci” a nuova ribalta, per attrarre nuova e maggiore frequentazione.

La stagione 2019/2020

Musica 

La stagione musicale si aprirà già il 2 ottobre con “Don Pasquale”, opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti che verrà rappresentata in una versione ridotta, ma con orchestrazione dal vivo: il tenore Francesco Tuppo, il baritono Allan Rizzetti, il basso Alberto Bianchi Lanzoni e il soprano Anna Delfino sono i protagonisti dell’opera diretti dal  Maestro Giorgio Martano. Scene e costumi a cura di Elena D’Angelo.

Una delle novità di quest’anno è la collaborazione con la compagnia Elena D’Angelo, una delle più famose in italia nel mondo dell’operetta. “Et voilà … l’operetta” è il titolo di una rassegna che intende avvicinare giovani e meno giovani al recupero della memoria del teatro leggero dei primi cinquant’anni del Novecento, anche con il coinvolgimento attivo di studenti nella preparazione dello spettacolo finale. Attraverso un percorso di avvicinamento all’operetta in tutti i suoi aspetti (storico, culturale, musicale, sociale e stilistico) i ragazzi potranno ridefinire le narrazioni dei propri genitori e nonni, avendo una consapevolezza e una conoscenza maggiore di questo genere di spettacolo, dal quale deriva la forma teatrale a loro più familiare: il musical.

 

Nel programma curato da Antonietta Loffredo e Sabina Concari non mancano gli appuntamenti storici del Carducci come il concerto legato al “Concorso Nazionale Mario Orlandoni” (17 novembre), che da quest’anno diventa un premio nazionale. Da quest’anno verrà inoltre assegnato al vincitore, in aggiunta al premio di euro 2000, un premio speciale AsLiCo che consiste nella possibilità di partecipare ad una masterclass per giovani cantanti lirici organizzata dal Teatro Sociale di Como.

Tra gli appuntamenti attesi annualmente il Premio Franz e Maria Terraneo, con consegna della medaglia d’oro 2019 al miglior titolo accademico dell’anno.Il concerto, che si svolgerà il 5 dicembre, avrà per protagonisti due meritevoli giovani musicisti di scuola comasca: la pianista Anna Bottani ed il violoncellista Emanuele Rigamonti.

Un’altra collaborazione in atto prevede due concerti pomeridiani, il 23 e 24 novembre a Villa Bernasconi di Cernobbio. Grazie all’accurata scelta del repertorio, Antonietta Loffredo (pianoforte) e l’Ensemble Musica per Gioco (strumenti giocattolo) introdurranno i giovanissimi al mondo della musica classica. Ogni concerto sarà infatti preceduto da un brevissimo workshop, con strumenti giocattolo. Necessaria la prenotazione sul sito www.villabernasconi.eu

La seconda parte della stagione (da gennaio a maggio) proseguirà con appuntamenti fra i quali un omaggio al cinema muto. Il Maestro Carlo Balzaretti, raffinato pianista, nonché direttore del conservatorio “G. Verdi” di Como, offrirà al pubblico, il 23 aprile, una sonorizzazione estemporanea del film Spite marriage (Matrimonio per dispetto) (1929), commentando uno tra i più divertenti film di Buster Keaton.

Il 14 febbraio l’atteso ritorno di Simone Savogin in una serata dedicata alla slam poetry, accompagnato da Stefano Fumagalli (autore delle musiche e chitarrista), Andrea Baroldi (tromba), Fabio Longo (basso), Edoardo Maggioni (tastiere) e Martino Malacrida (batteria).

Il 20 marzo il “Quintetto di ottoni B&B – Brass and Breakfast Quintet” nell’accattivante programma intitolato Bach&Friends.

 

Teatro

“Un calendario che è stato stilato con coraggio e fiducia (verso il pubblico), curiosità e desiderio di “osare” – dice la curatrice Miriana Ronchetti –  Un progetto che coniuga tradizione ed innovazione, un percorso colto e popolare insieme”

Teatro di prosa per ragazzi e adulti – Recital con Alessandro Quasimodo, Miry Ronchetti e Corrado Bega

Inizio domenica 13 ottobre con un testo di Miry Ronchetti “C’era una volta un re”. Il Risorgimento e l’Unità d’Italia raccontati ai giovani, perché possano appropriarsi di quei valori di democrazia e di libertà che si sono poi affermati mediante la Costituzione. Il tutto raccontato in modo informale, presentato da Giuseppe Garibaldi, Anita Ana Ribeiro da Silva, Rosalia Montmasson, personaggi ribelli che potrebbero essere veri modelli per gli uomini d’oggi. Con Corrado Bega e Domitilla Colombo.

Domenica 27 ottobre è di turno “Suonala ancora, Bombe – Memorie di una elefantessa a Milano”. È la commovente storia di Bombay, detta Bombe, elefantessa indiana arrivata in Italia nel 1939 per diventare la milanese più amata da tre generazioni di bambini che l’hanno conosciuta allo Zoo di Milano. È la storia di una città vivace ed aperta a una dimensione internazionale, del suo calvario negli anni sanguinosi del Secondo Conflitto Mondiale, del suo dolore, della sua rinascita. Di Marta Nijhuiscon, Mario Cei, regia di Paolo Bignamini.

Sabato 9 novembre “Ciao Edith, dedicato a Edith Piaf. La storia, la vita, le canzoni, le immagini, brevi filmati di una grande artista. Di e con Alessandro Quasimodo e Miri Ronchetti.

Sabato 23 novembre “La terra impareggiabile”, un omaggio a Salvatore Quasimodo. La Sicilia tra mito e letteratura, questo l’assunto di un recital che, tra poesia, prosa e canzoni, ripercorre la storia di un legame inscindibile fra quella terra ed i suoi più rappresentativi narratori del novecento, da Verga a Pirandello, da Vittorini a Bufalino, a Sciascia.

E poi il mondo poetico dell’infanzia: domenica 8 dicembre con un recital per bambini di tutte le età: “Carissima Infanzia”, pensato per creare un momento d’incontro tra piccoli ed adulti, trasportati nel magico mondo -dell’infanzia. Filastrocche, poesie, racconti, immagini dedicate a fanciulli di oggi, di ieri, di sempre. Lo spettacolo, già presentato  all’Istituto Italiano di Cultura di Vienna, alla Biblioteca di via Senato a Milano ed in altre città, è stato molto apprezzato dal pubblico.

Il 2020 si apre con un incontro dedicato ai giovani. Giovedì 16 gennaio 2020: “Salvatore Quasimodo: il poeta e l’uomo”. Alessandro Quasimodo incontra e dialoga con i giovani sulla poetica, la vita, le curiosità della vita privata del padre, Premio Nobel 1959 per la letteratura.

Domenica 19 gennaio 2020, “Ciaula scopre la luna” e “Rosso Malpelo”: Luigi Pirandello e Giovanni Verga per i ragazzi. Il tema, purtroppo, è ancora molto attuale: lo sfruttamento minorile. Una lettura drammatizzata, adattata e musicata, per avvicinare i ragazzi al mondo della letteratura. La performance propone un breve ma mirato viaggio all’interno della vastissima opera dei due autori siciliani, in un atto unico adattato teatralmente dalle omonime novelle, che abbracciano l’argomento con straordinaria profondità e sensibilità umana. Sfondo delle due storie è la miniera.

Domenica 2 e lunedì 3 febbraio: “Alice in Wonderland” (spettacolo per scuole elementari e medie) “English Theatre for Students”. Tratto dal romanzo di Lewis Carroll, rielaborato originalmente da Miry Ronchetti. Alice vista dai bambini: curiosa delle cose del mondo invisibile, con i personaggi stravaganti e il famoso Coniglio Bianco che la conduce in un mondo fuori dalle regole. Alice personifica la curiosità dell’infanzia, che dovrebbe sempre abitare l’uomo. Alice, il Coniglio Bianco, il Cappellaio Matto, la Regina di Cuori e la Guardia Paurosa ci accompagnano in un regno folle e squinternato dove regnano lo stupore e la meraviglia.

Venerdì 21 febbraio è il momento della poesia in lingua inglese:  “All are sleeping on the hill by Spoon River Antology”. L’autore Edgar Lee Masters, in queste meravigliose poesie, immagina di far parlare alcuni abitanti di Spoon River, che dormono per sempre sulla collina, perché passati ad altra vita. Ognuno racconta della propria vita: dolori, amori, tragedie, evidenziando così i caratteri dell’animo umano; tutto quello che in vita non avrebbero mai osato rivelare. Con Amanda Cooney e Thania Michely.  Ensemble di Miry Ronchetti pensato per emozionare e far riflettere lo spettatore.

Stages inerenti gli spazi di relazione

Con gli stages ci si propone di trasmettere al pubblico presente gli “strumenti utili” per affrontare il pubblico: tecniche base per una buona lettura del testo, presenza scenica, ricuperando così l’arte della parola, in un’epoca dove la quantità di informazioni va a scapito della qualità. L’obiettivo è anche quello di rendere armonico il rapporto fra voce, corpo, mente in relazione a se stessi ed agli altri, aumentando la propria capacità interpretativa.

Stage: “I personaggi che vivono dentro” – venerdì 4 e sabato 5 ottobre. Con Matteo Gazzolo, attore e docente di recitazione:   approfondimento e conoscenza dei nostri personaggi interiori. Adatto a coloro che sono interessati a dar voce ad un testo; per lavoro (insegnanti, oratori, formatori), per interesse artistico, culturale, personale.

Lettura espressiva e comunicazione”: 16 e 17 novembre con Mario Cei, attore e docente di recitazione. Lo Stage si propone di avviare alla conoscenza degli strumenti necessari per leggere un testo o per comunicare nel modo più espressivo ed efficace in pubblico, facendosi ascoltare con attenzione.

Stage di scrittura autobiografica”: 30 novembre e 1 dicembre. Lo stage è stato pensato per trasmettere un modo originale di autopresentazione scritta. Come scoprire e scrivere chi realmente siamo. Con Miry Ronchetti.

Stage di scrittura cinematografica”: 8 e 9 febbraio 2020. Ci si propone di illustrare gli strumenti e le tecniche della sceneggiatura cinematografica, per entrare nel vivo dello “script”: la teoria e la pratica, attraverso lo studio dei dettagli, cogliendo i trucchi di scrittura, scoprendo come trovare i “particolari” di ogni scena. Con Miry Ronchetti.

Corso di Teatro per bambini

Attraverso l’esperienza dell’arte teatrale i bambini possono giungere con maggiore facilità a condividere valori di amicizia, solidarietà, imparando a comunicare con creatività e sfogare nell’azione recitativa le diverse emozioni soffocate. La capacità di stare sul palcoscenico implica un’educazione alla sensorialità, alla percezione del movimento corporeo e vocale; agisce attraverso la rappresentazione di personaggi extra quotidiani, con un minuzioso lavoro pre-espressivo.

Due date saranno destinate all’incontro con lo psicologo Roberto Pozzetti, che illustrerà ai genitori l’importanza dell’azione teatrale nell’educazione e sulla psicologia del bambino, rispondendo a domande in rapporto all’arte creativa, alla fantasia nell’infanzia. I corsi saranno tenuti settimanalmente, nel giorno di mercoledì, dalle ore 16.45 alle ore 18,30.

In aprile 2020 lo spettacolo conclusivo “Il piccolo Principe”, liberamente tratto dal romanzo di Antoine De Saint Exupery Exupery e rapportato ai tempi di oggi. Interpreti saranno i giovani allievi del Corso.

 

Conferenze, Viaggi Culturali e Archivio Storico

Magda Noseda, vicepresidente dell’Associazione Giosuè  Carducci, si occupa anche di una parte meno spettacolare, ma ugualmente importante dell’attività: le conferenze tratteranno temi di cultura generale,  dall’attualità alla storia, alla storia dell’arte, alla critica letteraria, alla presentazione di pubblicazioni di particolare pregio culturale. “In questo campo la nostra Associazione vanta, nella sua ultracentenaria attività, un nutritissimo carnet di conferenzieri di alto livello, fra i quali spiccano i nomi di Quirino Maiorana, Gina Paschel, Paolo Arcari, Innocenzo Cappa, Giacomo Devoto, Sabatino Lopez, Filippo Tomaso Marinetti, Salvatore Quasimodo, Riccardo Bacchelli, Carlo Linati, Claudio Treves. – ricorda Noseda – La stagione verrà aperta dalla presentazione di “L’ultimo sapiens. Viaggio al termine della nostra specie” la recente opera del Prof. Gianfranco Pacchioni”.

Al primo incontro seguiranno due cicli di conferenze: “Omaggio a Leonardo nel 5° centenario della morte” e “4 comaschi in cerca d’autore”.

Il “ciclo leonardesco”, con inizio l’11 ottobre, sarà aperto da “Vita di Leonardo”, uno scritto dello storico comense Paolo Giovio (1483-1552), che ha avuto l’opportunità di conoscere il grande artista. A seguire la proiezione del cortometraggio “Leonardo racconta il Cenacolo”, realizzato da Maurizio Sangalli per Expo Milano 2015. Le letture a cura di Rosanna Pirovano. Il successivo 17 ottobre prevede una gita a Lodi e Crema, dedicata a “Architetture bramantesche in Lombardia al tempo di Leonardo”.

Il 29 ottobre vedrà la conferenza di Francesca Tasso, curatrice delle raccolte d’Arte dei Musei del Castello Sforzesco di Milano, “Leonardo al Castello di Milano. La Sala delle Asse e il suo restauro”.

Il 12 novembre avrà luogo “Leonardo ingegnere militare fra rilievi, progetti e realizzazioni (1482-1513)”, conferenza di Marino Viganò, storico delle fortificazioni e direttore della Fondazione Trivulzio di Milano. Successivamente (19 novembre, Milano) una gita con visita guidata alla Sala delle Asse del Castello Sforzesco, al Cenacolo Vinciano, con presentazione di Michela Palazzo, direttore del monumento e restauratrice dell’affresco, quindi alla chiesa di S. Michele al Dosso, dove è conservata la copia de “La Vergine delle Rocce”.

Il ciclo “4 comaschi in cerca d’autore” con inizio il 18 ottobre, si prefigge di indagare la biografia di comaschi (nativi od onorari) illustri, rispettivamente di epoca romana, medievale, moderna e contemporanea. Inizierà Isabella Nobile già Conservatore del Museo Archeologico di Como, con la presentazione “Caio Giulio Cesare: un Romano fra i Comensi”. Omaggio al fondatore della città. Seguirà, il 6 novembre, il prof. Luigi Picchi, letterato, poeta e docente di italianistica, con “Benedetto Giovio, fratello maggiore di nome e di fatto (1471-1545). Sulla figura dello storico comasco, fratello del più noto Paolo Giovio. Alessandra Mita Ferraro, professore di storia presso l’Università di Tradate, interverrà il 28 novembre con “Oltre il mecenatismo Voltiano: il fisico Giulio Cesare Gattoni (1741-1809)”. Omaggio a Giulio Cesare Gattoni, fisico, sperimentatore ed amico di Alessandro Volta. Infine, a conclusione del ciclo, il 4 dicembre, la conferenza di Alberto Longatti, giornalista e critico: “ Piero Collina, poeta della nostalgia (1910-1983), che si propone di illustrare la figura del poeta dialettale Piero Collina mediante letture di attori appartenenti all’associazione culturale “la Famiglia Comasca”.

Dalla seconda metà di gennaio 2020 prosecuzione delle conferenze, con date da definire. Tema: “I mestieri di un tempo”.  In particolare, sull’arte della sartoria, del “magister a muro” (architetto), del “pica pietre” (scultore), del “cirusico” (barbiere ed altro), del sarto. Ad illustrazione di ciascuna delle predette conferenze potrà essere organizzata una gita, rispettivamente ad una sartoria (milanese), alle costruzioni murarie di Bellinzona, alla bottega di uno scultore, al Teatro Anatomico della Alma Mater Studiorum di Bologna.

Tali conferenze, i cui titoli e date sono ancora da definire, potrebbero includere anche l’arte del “fabbricatore di scarpe” (con gita ad una importante fabbrica di scarpe) e l’arte dello “speziale” (farmacista,  con visita ad una farmacia storica, probabilmente a Genova, l’antica Farmacia di Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi o a Parma, la Spezieria di San Giovanni).

Le proposte di viaggi culturali:

– dal 20 al 26 ottobre 2019: “Tesori nascosti di Francia: viaggio tra Occitania e Perigord”

– dal 30 novembre al 20 dicembre 2019: “Firenze e Vinci: omaggio a Leonardo nel 5°centenario dalla morte

– dal 29 febbraio al 5 marzo 2020: “Il Paese dei contrasti: dal deserto alla tecnologia, dai castelli di terra ai  grattacieli” (Dubai, Abu Dhabi, Al Ain), anche come anticipazione di Expo 2020 (20 ottobre 2020 – 10 aprile 2021)

– dal 20 al 24 aprile 2020: “Luna Caprese: un viaggio tra isola e continente

– dal 24 al 31 maggio 2020: “Caledonia, paese dei Picti o Scozia: tre nomi per le terre di fascino al di là del Vallo

– ottobre 2020: “Le antiche vie carovaniere verso Oriente: l’Uzbekistan, da Samarcanda a Bukhara

 

Magda Noseda, quale ex Archivista di Stato, possiede il meglio della competenza per la cura dell’archivio della nostra Associazione, che ne documenta l’attività a partire dalla data della fondazione (come Pro Cultura Popolare, 1903), fino agli anni ottanta del secolo scorso. In seguito, con l’avvento della tecnica digitale, la documentazione è più rarefatta e meno seriale: non costituisce più un corpus omogeneo.

La documentazione storica della attività del Carducci Pro Coltura Popolare deve essere inventariata analiticamente e con l’ausilio di un programma elettronico.

L’Istituto conserva poi almeno 3 altri fondi archivistici, pervenuti per donazione:

  • il Fondo Capranica, costituito da manoscritti del letterato Antonio Capranica,
  • il Fondo Fogazzaro, con carteggio epistolare della famiglia Fogazzaro-Valmarana,
  • il Fondo Album Cartoline Storiche Guaita.

per i quali la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica di Milano (Ministero per i Beni Culturali) ha emesso una Dichiarazione di “Notevole interesse storico”.

L’archivio relativo all’attività della nostra Associazione, per il quale è stato finora svolto un riordino parziale, rende testimonianza della molteplice attività, svolta per oltre 110 anni in diversi ambiti culturali, quali musica, teatro, conferenze, gite culturali, corsi d’arte.

L’archivio è in una laboriosa fase di riordino.  L’inventariazione della parte rimanente (circa la metà) è da effettuare prima dell’inoltro alla Soprintendenza di una richiesta di dichiarazione di “Notevole interesse storico e culturale” dell’archivio stesso.

 

Corsi Artistici 

Un settore “fondante” della azione culturale espressa già dall’Istituto Carducci-Pro Coltura Popolare ed ora Associazione, insieme con le conferenze e i concerti, sono stati i “corsi artistici”. All’ultimo piano dell’edificio costruito nel 1910 erano state progettate tre ampie e luminosissime aule, tuttora utilizzate, per l’insegnamento del disegno. Fra gli allievi, l’ampio archivio storico della Associazione testimonia la presenza di Manlio Rho, in seguito coinvolto come insegnante dei corsi insieme con il pittore Eligio Torno.

Gli attuali corsi diretti da Stefano Venturini prevedono disegno, pittura, modellato, incisione, nudo, acquerello, copia d’autore. I corsi artistici propongono tre tipologie di frequentazione: i corsi storici di ogni sabato dell’anno scolastico, i corsi del sabato del solo mese di luglio e i corsi serali.

A fine corso viene organizzata una mostra nella sede della Associazione Carducci con una scelta delle opere realizzate durante l’anno e, dal 2017, una mostra presso la ex chiesa di San Pietro in Atrio con la presentazione alla cittadinanza e ai turisti, delle migliori opere realizzate. Queste mostre, in un luogo prestigioso della città, oltre a essere una forte gratificazione per gli allievi, rendono testimonianza di quali livelli una scuola non accademica può raggiungere. La presenta di pubblico nella settimana espositiva è sempre stata molto alta contando circa 2000 ingressi.

I corsi sono frequentati da persone di tutte le età: lo scorso anno la più giovane aveva 10 anni e la più anziana 84; non sono richieste capacità specifiche perché non esiste chi non sappia disegnare o modellare, o fare incisioni. Semplicemente un individuo normalmente, non conosce il modo di far emergere queste capacità che si evidenziano sotto la guida degli insegnanti. Una delle caratteristiche  principale di questi corsi  è che gli insegnanti guidano ma non impongono il proprio “stile”, per cui i risultati sono sempre molto personali e non legati a una visione di “scuola”, fattore reso evidente nella mostra a San Pietro in Atrio.

 

 

Museo Casartelli 

All’interno del Carducci c’è il Museo Casartelli nato nel 1917 per volere dell’ing. Enrico Musa,  il fondatore. Quel che oggi consideriamo “museo”, in realtà una collezione di modelli ed apparecchiature dimostrative di fenomeni chimici, fisici e meccanici, ciascuna legata alla descrizione di avvenimenti naturali, o di procedimenti di lavorazione di materiali agricoli ed industriali. L’idea geniale del “Museo Provinciale Scolastico Circolante Guido Casartelli” fu un contributo di notevole impatto, quale supporto didattico, anche di tipo sperimentale, per gli alunni delle scuole di Como e provincia.  Questa dotazione, basata sulle conoscenze di inizio del secolo scorso, costituisce oggi una realtà museale scientifico-naturalistica di rilievo per la città.

Vi si trovano due tipi fondamentali di oggetti utili all’insegnamento delle scienze naturali, della merceologia, della chimica, della fisica, delle tecnologie industriali: modelli e dispositivi veri e propri, così come numerosissime vetrinette trasportabili, destinate a circolare fra gli istituti scolastici, contenenti la narrazione figurata (quasi romanzi a fumetti) di fenomeni naturali, fisici, chimici, di processi produttivi. Da qui la successiva denominazione di Museo in Valigia.

In epoca in cui la scienza della comunicazione è disciplina preminente, basata su mezzi tecnici con grandi potenzialità di divulgazione, risulta commovente questa raccolta di oggetti di interesse tecnico e scientifico, destinati a catturare l’innata curiosità dei ragazzi, catalizzandone l’apprendimento. Un’iniziativa di comunicazione della scienza in epoca in cui la seconda rivoluzione industriale diffondeva grande fiducia nelle discipline scientifiche ai fini del progresso sociale.

Il museo ha sede nell’edificio attiguo a quello costruito in origine per la Pro Cultura, ed occupa la cosiddetta  “Sala dei Nobel”, realizzata nel 1920, è così chiamata dal 1927, anno in cui, commemorando il centenario dalla morte di Alessandro Volta, vi si tenne un convegno internazionale di Fisica, con la partecipazione di oltre 60 scienziati di fama internazionale. Fra questi, l’eccezionale presenza di ben 16 Premi Nobel. I nomi dei partecipanti sono ricordati con iscrizione in quattro medaglioni, parte della decorazione pittorica, opera di Achille Zambelli, che ricopre tutta la superficie della sala al disopra delle vetrine espositive, che ne occupano l’intero perimetro.

In poche vetrine alcuni secoli basilari per lo sviluppo industriale, fino alla contemporaneità di allora, a quel preciso momento della nostra storia in cui uno studente, grazie a tutto questo, poteva essere condotto dal docente a sperimentare e capire un elettroforo, un voltametro o un eudiometro, anziché sentirli illustrati a parole. Il che ci induca a guardare a questi oggetti non come a semplici cimeli del passato, ma come a cause efficienti di comunicazione del sapere.

Negli ultimi anni l’Associazione, dopo un complesso lavoro di restauro compiuto dall’Accademia Galli e da volontari cittadini, ha promosso la conoscenza di questo spazio, del tutto sconosciuto in precedenza alla città, organizzando visite guidate per le scuole, per gli insegnanti, per gli appassionati.

Altri lavori di miglioria andrebbero condotti, quali l’illuminazione artificiale del materiale espositivo (la luce proviene unicamente da finestre semicircolari, ricavate nelle pareti al disopra delle vetrine, ed è veramente scarsa, soprattutto in inverno) ed una chiara etichettatura del materiale esposto, con riferimento ad un catalogo da distribuire ai visitatori. Lavori per i quali mancano del tutto le risorse.

Al suo interno vi si tengono, a richiesta, conferenze, convegni, eventi di natura scientifica e divulgativa, vedi ad esempio in occasione de “La Notte dei Ricercatori (2014, 2015, 2016, 2017)”; “Le Giornate Europee del Patrimonio 2016”; “R, Ferragut, L’esperimento più bello (Politecnico di Milano)”.