Pusiano inaugura il percorso “Segantini in Brianza” foto

 Pusiano, il paese dei tramonti, il prossimo 28 settembre inaugurerà un percorso che celebra il proprio tramonto sul lago più famoso: quello contemplato da Segantini, che lo traspose nel suo capolavoro “Ave Maria a trasbordo”. Un sentiero alla scoperta di “Segantini in Brianza”, un primo passo per poter avere anche a Pusiano un segno tangibile del passaggio dell’artista.

Da tempo è intenzione dell’Amministrazione Comunale realizzare un’iniziativa permanente per valorizzare il legame con il pittore e promuovere turisticamente il territorio di Pusiano: la Giunta guidata dal Sindaco Maspero deliberò nel maggio 2017 il contributo economico e l’impegno dell’Amministrazione e incaricò l’Associazione Promoterre e il sig. Giancarlo Molteni di individuare e realizzare un’opera dedicata all’artista.

segantini a pusiano

Ci sono voluti 2 anni di verifica di fattibilità, messa a punti dei materiali e dei costi, verifica del tracciato, studio delle opere e del pensiero di Segantini, approfondimenti e sopralluoghi: il progetto si è concretizzato nel posizionamento di riproduzioni di 13 opere dell’autore nei punti salienti del centro storico, creando anche un percorso intorno ai principali edifici.

Verranno così messe in evidenza le opere che il pittore ideò e realizzò in Brianza, un breve ma intenso periodo che si inserisce tra la pittura “milanese” e quella “svizzera” dell’Engadina. A Pusiano, Segantini non riprodusse quello che vedeva, ma quello che voleva esprimere: la propria sensibilità, il proprio io, la propria risposta di fronte alla natura che lo interrogava. E lo fece con una tecnica nuova, il divisionismo, che qui trovò le sue prime sperimentazioni e applicazioni: la famosa “Ave maria a trasbordo” – olio su tela – ambientato sul lago di Pusiano, è considerato il primo esempio di utilizzo della tecnica divisionista e valse all’autore la Medaglia d’Oro all’Esposizione Internazionale del 1883. La tecnica accosta pennellate di colori diversi, stimolando l’osservatore a ottenere con i propri occhi un’immagine unitaria dell’insieme.

segantini a pusiano

Il progetto è stato frutto del lavoro di un nutrito gruppo di lavoro, trainato da Giancarlo Molteni con i suoi approfondimenti sulla storia locale e da Pieremilio Bonfanti, presidente di Promoterre. Matteo Dozio, pittore, si è fatto carico dello sviluppo grafico, mentre il pensiero di Segantini è stato focalizzato da Marco Creuso, presidente dell’Associazione Il Teatro Filosofico. Prezioso il contributo della responsabile della biblioteca, Rita Vanossi, nel lavoro di ricerca e contatto, con la collaborazione del personale degli Uffici Comunali  per le relazioni istituzionali con gli enti proprietari dei quadri e dei relativi diritti, nonché per la parte di implementazione. La Consigliera Elena Gaggion ha seguito il coordinamento e la comunicazione, mentre la Consigliera Rita Zanirato è stata il punto di riferimento dell’Amministrazione Comunale, con il supporto del Sindaco Andrea Maspero.

segantini a pusiano

Alla realizzazione hanno contribuito gli sponsor, in particolare TSP Group di Rino Roda e Cattaneo Paolo Grafiche, l’Amministrazione Comunale, nonchè il ricavato dalla vendita del libro di Molteni sulla storia locale “Pusiano, il paese dei tramonti”.

E’ stato scelto un materiale moderno, luminoso e resistente – un accoppiato di alluminio, su supporti realizzati ad hoc e che richiamano il cavalletto del pittore. Le riproduzioni – in grandi dimensioni, fino ad oltre 2 mt – saranno accompagnate da un pieghevole illustrativo.

L’inaugurazione del “Percorso Segantini in Brianza” è prevista per sabato 28 settembre. Il programma della giornata prevede un accompagnamento nel percorso con partenza dalla Piazza a lago alle ore 15.00, e sarà accompagnato da approfondimenti, brevi rappresentazioni teatrali e momenti musicali.

I progetti di Pusiano su Segantini non sono alla conclusione, ma solo all’inizio… la prossima sfida sarà la creazione di uno “Spazio Segantini” all’interno di Palazzo Beauharnais: l’Amministrazione Comunale lo ha già deliberato, Molteni e Promoterre sono determinati alla realizzazione. Sarà il nostro prossimo passo.

segantini a pusiano

Elena Gaggion – presidente della Consulta per la Promozione del Territorio – , afferma: “è con soddisfazione che anno dopo anno offriamo una proposta turistica che si arricchisce, grazie alla collaborazione degli esercenti e delle associazioni, con l’obiettivo di attirare un pubblico vario, interessato alla bellezza del nostro borgo sul lago e che così scopre la qualità di vita del paese. L’iniziativa dedicata a Segantini sarà un’opera permanente, che potenzierà l’attrattività del paese: un percorso culturale, di facile approccio, che si affiancherà al fascino del lago, alla tranquillità delle vie del borgo storico, alla serenità dei sentieri verso il Santuario di Santa Maria della Neve, alla prelibatezza del piatto di “riso e pesce persico” servito nei ristoranti.”

Il Sindaco Andrea Maspero sottolinea come l’Amministrazione Comunale sia attenta a dare supporto allo sviluppo dei progetti, affiancando e sostenendo le Associazioni e i loro progetti, sia con il sostegno economico che con l’impegno del personale comunale. Così, per il 2020 si riconfermeranno gli appuntamenti principali: il Falo’ di S. Giuseppe, TirarTardi, PalcoLive e la Festa di Santa Maria della Neve, mentre la prossima sfida sarà l’individuazione di uno “Spazio Segantini” all’interno di Palazzo Beauharnais.

 

LA VITA DI SEGANTINI E IL SUO RAPPORTO CON PUSIANO

segantini a pusiano

Giovanni Segantini nacque ad Arco di Trento, cittadina a nord del Lago di Garda, il 15 gennaio 1858. A sette anni, in seguito a problemi economici del padre Agostino e alla morte della madre Margherita avvenuta il 13 marzo 1865, venne affidato alla sorellastra Irene che viveva a Milano ma che, per esigenze lavorative, lo lasciava sempre solo in casa. Il 15 agosto 1870 fu arrestato per vagabondaggio e affidato al riformatorio Marchiondi dove imparò a leggere e a scrivere pur manifestando sempre uno spirito libero e ribelle.

Nel 1873 il fratellastro Napoleone lo prese con sè e lo impiegò come garzone nel suo studio fotografico a Borgo Valsugana. Non amando questo lavoro Segantini tornò a Milano e riuscì ad entrare nella bottega di Luigi Tettamanzi, ex garibaldino e noto pittore di gonfaloni, ornamenti per chiese, targhe e insegne pubblicitarie. Sul pianerottolo della casa dove abitava, conobbe Attilio Tradico che studiava all’Accademia d’Arte di Brera che lo aiutò a frequentare i corsi della stessa dal 1875 al 1879. Qui mise in luce il suo talento scontrandosi però con il tradizionalismo accademico e nel 1879 dipinse il suo primo grande capolavoro “Il Coro di Sant’Antonio” che fu da tutti apprezzato durante l’annuale Mostra Nazionale dell’Accademia. A Brera incontrò i fratelli

Vittore e Alberto Grubicy, pittori e galleristi, con i quali iniziò un forte rapporto d’amicizia e d’attività artistica destinata a prolungarsi nel tempo.

Nell’agosto del 1881, ormai famoso ma sempre a corto di soldi, Segantini e Bice Bugatti, il suo grande e unico amore, stanchi  e desiderosi di fuggire dal caos cittadino, si stabilirono a Pusiano, identificata come soluzione ideale per essere non solo un piccolo villaggio rurale e di pescatori ma anche luogo che permettesse di assaporare quella natura e quei tramonti già individuati da Segantini in precedenti escursioni.

A Pusiano, la famiglia, visse in Via della Torre ora Via Madonna della Neve in una casa circondata da un bel giardino con la visione in lontananza delle colline Brianzole. Si mise a lavorare intensamente sia in casa che fuori mentre Bice gli leggeva libri ad alta voce, accompagnamento indispensabile per la sua concentrazione. Nacque qui la prima versione “dell’Ave Maria a trasbordo” con la quale vinse la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Amsterdam. L’opera sarà poi ridipinta a Savognin in Svizzera con la tecnica del divisionismo, tecnica di cui Segantini diventerà il più importante esponente a livello Europeo. Il quadro è esposto al Museo Segantini a  Saint Moritz.

Profondamente religioso nell’animo, rispettava la fede convinta di molta povera gente e la funzione dei Parroci, allora unico punto di riferimento per il popolo, anche se la sua posizione di convivente non sposato in chiesa lo metteva spesso in difficoltà.

Il 26 maggio 1882 a Pusiano nacque Gottardo, il 9 ottobre 1883 a Carella dove si erano trasferiti nacque Alberto, il 31 maggio 1885 a Milano nacque Mario e il 25 maggio 1886 sempre a Milano nacque Bianca.

Le sue opere Brianzole furono soprattutto nature morte, animali, ritratti di gente comune, poi iniziò a dipingere i contadini e le loro attività imprimendo nei quadri l’idea di pace, di tranquillità e profonda condivisione con la natura che costoro gli trasmettevano.

Nel giugno del 1886, dopo aver dipinto a Caglio l’ultimo suo grande capolavoro in terra brianzola “Alla Stanga”, più volte premiato e ora esposto nella Galleria d’Arte Moderna di Roma, Segantini, desideroso di orizzonti più ampi, si trasferì con tutta la sua bellissima famiglia a Savognin, in Svizzera.

Nel 1894 si trasferì al Maloja e visse nel suo splendido Chalet Kuomi. Nonostante gli indiscutibili successi, la fama, la gloria e l’ingente valore dei suoi quadri, Segantini faticava a mantenere l’elevato tenore di vita che volle dare alla sua famiglia.

Nel 1899 si recò sullo Schafberg a 2700 metri di altezza per lavorare al famoso “Trittico delle Natura” (La Natura, La Vita, La Morte) opera di notevoli dimensioni che avrebbe dovuto rappresentare la Svizzera all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 e che ora si trova incompiuta al Museo Segantini di Saint Moritz. Nonostante il freddo, lavorò all’aperto fino a quando fu colpito da forti dolori e fe

bbre alta rifiutando fino alla fine l’intervento del medico. Quando questi arrivò era ormai troppo tardi, aveva la peritonite e non poteva essere operato. Morì il 28 settembre 1899 a 41 anni e venne sepolto nel piccolo cimitero del Maloja dove riposa con moglie e figli. Produsse più di 800 opere di cui circa 300 in Brianza.

 

(tratto da “Pusiano nella Storia” di Giancarlo Molteni)