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I Lunedì del Cinema da B a T, da Bellocchio a Tarantino foto

Quando l’estate sta per finire iniziano i Lunedì del Cinema. succede così da quasi trent’anni e da quindici è lo Spazio Gloria di via Varesina a Como la sala che ospita la rassegna di qualità.

Quest’anno il Circolo Arci Xanadù che ha la direzione artistica dei “Lunedì”, ha scelto di navigare borderline, pescando dal grande bacino dei film indipendenti, guardando molto ai concorsi in giro per il mondo e alla cinematografia dei giovani registi sud americani. Non mancano, comunque, anche lavori di grandi del cinema come Andrzej Wajda  e Pedro Almodóvar e titoli che puntano all’Oscar come “C’era una volta Hollywood ” di Quentin Tarantino. Mai come quest’anno la definizione, un po’ abusata, di d’essai, è azzeccata per la rassegna dei Lunedì del Cinema.

La prima parte di rassegna parte il 16 settembre con uno dei due, soli,  film italiani: “Il traditore” di Marco Bellocchio che, a 80anni, tiene con sicurezza le redini di una storia articolatissima, ricolma di personaggi, passaggi, confronti e giudizi. Il traditore vede al centro la figura di Tommaso Buscetta, in quello che tenta di essere a più riprese una sorta di ritratto sfaccettato di un uomo che si crede d’onore in tutte le sue contraddizioni e i suoi vizi (le donne, le menzogne e un certo sottile edonismo).

lunedì del cinema 2019

Un altro grande del cinema mondiale, Andrzej Waida, ci lascia con un film bellissimo, che basterebbe da solo a raccontare tutta una carriera, tutta una vita, tutta una profonda credenza nel cinema come dispositivo di memoria e libertà. “Il ritratto negato”, realizzato da Wajda poco prima di morire, è il racconto di un uomo libero, il pittore Wladyslaw Strzeminski, figura fondamentale dell’avanguardia pittorica novecentesca e dell’arte modena in generale.

L’altro film italiano in programma ai “Lunedì” è del regista pugliese Agostino Ferrente. “Selfie”, girato nell’estate del 2017, quando Ferrente si rivolge a dei sedicenni che ha incontrato nel rione Traiano di Napoli  a cui vuole affidare il compito di raccontare la vita dei ragazzi che abitano in quel sobborgo della metropoli campana. Gli adolescenti Alessandro e Pietro per mezzo di un iPhone, filmano ciò che accade intorno a loro comparendo sempre nell’inquadratura. La motivazione che ha spinto Ferrente a tentare questo particolare esercizio cinematografico non si esaurisce soltanto in un esperimento di autorappresentazione, che pure riesce bene nell’intento di rivelare sentimenti e aspirazioni dei suoi protagonisti e nel raccontare l’amicizia fraterna di due ragazzi che hanno lasciato presto la scuola, ma anche di approfondire la storia di Davide Bifolco, ragazzo del quartiere ucciso da un carabiniere per uno scambio di persona, una tragedia aumentata da una distorta risonanza mediatica (con la giovane vittima incensurata trattata al pari di un criminale) e da una vicenda giudiziaria ancora irrisolta.

lunedì del cinema 2019

Da segnalareOro Verde dei registi Ciro Guerra e Cristina Gallego che si concentrano sulle origini di un popolo, in un viaggio antropologico di raro splendore. Siamo in Colombia nel ’68, assistiamo alla nascita dell’impero della droga. Modelli come Narcos Loving Pablo sono al di là da venire. “Oro verde – C’era una volta in Colombia” racconta di un legame ancestrale con la terra, di un luogo in cui le tradizioni sono tutto. I cambiamenti sociali anche in “I figli del Fiume giallo” di Jia Zhang-ke, diciassette anni di storia della Cina contemporanea attraverso la storia di  Qiao e Bin, boss della malavita di una piccola città mineraria del nord del Paese.

Una gran sorpresa il primo lungometraggio del giovane Kantemir Balagov. A cominciare dalle prime scelte estetiche di “Tesnota”, quel formato 4/3, la musica tradizionale, i titoli di testa artigianali. Si ha per un attimo l’impressione di una scheggia fuori dal tempo. Anche se poi il film rivendica in pieno il suo stare sul presente, nonostante il filtro della distanza… Siamo nel 1998, a Nalchik, nella repubblica russa Cabardino-Balcaria, nel Caucaso del Nord. Poco lontano, la Cecenia è ancora in fiamme. E anche qui la situazione è di estrema tensione, tra rivendicazioni autonomiste contro la Russia e i vari conflitti etnici e religiosi di una società che ancora parla di tribù e di gruppi distinti e separati.

Il 16 dicembre come regalo natalizio arriva con “C’era una volta a… Hollywood”, la lettera d’amore di Quentin Tarantino verso una industria cinematografica e forse anche verso alcuni legami affettivi/lavorativi che ora sono venuti meno. La Hollywood che mostra Tarantino è fatta di amicizia, rispetto ma al tempo stesso di doppio gioco e di vite da film. Vite in cui non c’è molta differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è. “C’era una volta a… Hollywood” è un film diverso per Tarantino. In cui la violenza a cui ha abituato i suoi fan non c’è, o meglio non è visibile e percepibile allo stesso modo. È un film che in un certo senso consegna al grande pubblico un regista un tantino inedito, nostalgico e riflessivo. Leonardo di Caprio e Brad Pitt sono il lasciapassare per la notte degli Oscar

lunedì del cinema 2019

Questo il programma completo de i Lunedì del Cinema

16 settembre
IL TRADITORE di Marco Bellocchio
(ingresso promozionale a 3€)

23 settembre
ORO VERDE – C’ERA UNA VOLTA IN COLOMBIA di Cristina Gallego, Ciro Guerra

30 settembre
LE NOSTRE BATTAGLIE di Guillaume Senez

7 ottobre
IL RITRATTO NEGATO di Andrzej Wajda

14 ottobre
I FIGLI DEL FIUME GIALLO di Jia Zhang-ke

21 ottobre
ANCORA UN GIORNO di Raúl de la Fuente, Damian Nenow

28 ottobre
DOLOR Y GLORIA di Pedro Almodóvar

4 novembre
SELFIE di Agostino Ferrente

11 novembre
SARAH E SALEEM di Muayad Alayan

18 novembre
UNA NOTTE DI 12 ANNI di Álvaro Brechner

25 novembre
CLIMAX di Gaspar Noé

2 dicembre
TESNOTA di Kantemir Balagov

9 dicembre
IL COLPEVOLE – THE GUILTY di Gustav Möller

16 dicembre
C’ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD di Quentin Tarantino
(versione originale con sottotitoli in italiano)

23 dicembre
FILM DA DEFINIRE

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Inizio film ore 21:00
Ingressi: Intero € 7 – Ridotto € 5 (under 18 – over 65). Abbonamento del ciclo (15 film) € 60.
Ingresso riservato ai soci ARCI