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martedì, 18 gennaio 2022 - Aggiornato alle 18:07

Cinghiali e selvatici, Coldiretti: “Le catture in città confermano l’emergenza”

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Le catture dei cinghiali in città dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, ciò che Coldiretti denuncia da anni: il problema dei selvatici nel Comasco e Lecchese è assolutamente fuori controllo: gli incidenti stradali e i rischi per la popolazione si assommano, quindi, ai centinaia di migliaia di euro di danni patiti, ogni anno, dai nostri imprenditori agricoli: 350 mila solo nel 2018, con oltre 250 incidenti provocati dagli animali nelle nostre strade. Ora non si può più procrastinare il problema: si prendano le dovute decisioni e si agisca”.

Lo rimarcano Fortunato Trezzi e Giovanni Luigi Cremonesi presidente e direttore di Coldiretti Como-Lecco, nel chiedere che “con l’autunno si apra una nuova fase di confronto per risolvere una volta per tutte la questione, i selvatici sono diventati un flagello e un pericolo”. E indicano le priorità: “E’ assolutamente necessario un nuovo censimento, perché la popolazione degli ungulati, come i danni, è aumentata a dismisura. Occorre dar corso e incrementare gli interventi straordinari di prelievo, così come è urgente una revisione dei piani faunistico-venatori di concerto con le associazioni di categoria e gli organismi preposti. Ciò con particolare riferimento alle quote di esemplari, partendo dalla effettiva consistenza delle popolazioni di selvatici e in relazione ad oggettivi criteri di sostenibilità dei territori.

coldiretti cinghiali

Inoltre ribadiamo la necessità di coinvolgere gli Enti parco e dei gestori delle aree naturali degli Enti locali nella determinazione coordinata dei piani di contenimento; è altrettanto necessaria una semplificazione nei confronti delle imprese per la gestione dei risarcimenti dei danni e una revisione urgente della norma che ricomprenda tali risarcimenti negli aiuti di Stato (tema del “de minimis”).

Ancora è necessario, come sottolinea il direttore Cremonesi, “prevedere figure opportunamente formate e preparate in affiancamento agli operatori della polizia provinciale affinchè l’attività di contenimento sia più efficace ed efficiente. Sarebbe altrettanto utile chiedere a livello nazionale maggiore autonomia gestionale in capo alla Regione per governare e gestire particolari situazioni di emergenza”.

 

GLI ULTIMI DANNI DA UN CAPO ALL’ALTRO DELLE DUE PROVINCE

Se nelle alture che sovrastano Moltrasio i cinghiali non risparmiano nemmeno gli storici muretti a secco che delimitano strade e terrazzamenti in altura, nell’entroterra della zona di Menaggio la situazione resta drammatica per le alternate invasioni di cinghiali e cervi: Angelo e Roberto Crispi, nella loro azienda agricola stimano già “danni più consistenti dello scorso anno, e siamo solo ad agosto: parliamo di una forbice tra i 20 e i 30 mila euro”. “Un incubo assoluto” racconta Angelo che, negli ultimi giorni, ha contato “branchi interi di cervi nei campi, fino a 81 capi insieme nella zona del lago di Piano Porlezza. Loro brucano l’erba e i cinghiali rivoltano i campi: sembra quasi che si diano il cambio… E’ impossibile andare avanti così: e al danno si aggiunge la beffa di dover acquistare esternamente il fieno per il bestiame che potremmo produrre nei nostri  prati”.

“Le invasioni sono continue – commenta Davide Beltramini, dalla zona di Moltrasio – con ripetuti passaggi che hanno distrutto gli storici muretti a secco che delimitano terrazzamenti e strade poderali che resistevano da secoli”. Danni ingentissimi e intere aree che rischiano l’abbandono.

 

Coldiretti lancia un invito, oltrechè ai propri associati, anche a cittadini e automobilisti: “Segnalate sempre avvistamenti e danni subiti all’autorità di pubblica sicurezza” conclude il presidente Trezzi. “Non dimentichiamo che l’area lariana ha un’incidenza altissima di sinistri provocata da selvatici (specie nelle ore notturne), e si tratta, peraltro di numeri parziali, in quanto una gran parte di essi non viene nemmeno segnalata. Per questo, come detto, si rende sono necessari e urgenti un attento monitoraggio e un’azione di contrasto condivisa da tutte le istituzioni”.

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