Sorico, scatto d’ira ed uccide il fratello con una coltellata: in carcere dopo quattro mesi foto

Chiarito il giallo di Arno Sandrini, trovato privo di vita nella sua abitazione a marzo. E' stato il convivente ad ucciderlo secondo carabinieri e Pm.

Stamane i carabinieri della Compagnia di Menaggio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Como su richiesta del Pm Antonio Nalesso, nei confronti di un 43enne residente in alto lago per l’omicidio aggravato del fratello: si tratta di Pietro Sandrini.. L’operazione, partita a marzo dopo il ritrovamento senza vita a Sorico di Arno Sandrini, paziente psichiatrico, ha portato alla scoperta choc secondo i militari: nel corso dei mesi, le prolungate ed incessanti indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del fratello convivente della vittima e di accertare che lo stesso, dopo uno scatto d’ira e con un coltello in mano (o comunque un oggetto similare), lo ha colpito ed ucciso. Ferendolo inizialmente ad un polpaccio: condizione questa che, senza una adeguata cura, lo ha portato al decesso. Pietro Sandrini come confermato dai carabinieri (video sopra) è finito stamane in cella: rintracciato in un camping di Novate Mezzola, non ha opposto resistenza al momento del fermo.

carabinieri menaggio e como presentano operazione arresto pietro sandrini a sorico

 

I militari hanno ricostruito l’accaduto con immagini di telecamere della zona, ma anche con il supporto di riscontri scientifici e biologici come il Dna sugli abiti indossati da Pietro il giorno dell’aggressione, ritrovato sporchi di sangue del fratello morto. Lo scatto d’ora sarebbe collegato al distacco della corrente elettrica da parte di Enel nella loro abitazione di Sorico. Era il fratello Arno – con la pensione d’invalidità – a provvedere ai pagamenti visto che Pietro risulta nullafacente. Quel distacco di corrente sarebbe stata la “molla” della feroce reazione verso il fratello con gravi problemi fisici e psichici: ferito e poi lasciato morire. Quattro mesi dopo la ricostruzione dei carabinieri ed il fermo operato oggi.