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Andy Serkis, creatore di Gollum e Mowgli, ospite al Lake Como Film Festival foto

Che film farei sul lago di Como? Magari uno con rimandi storici ma anche un po’ ironico, che so, Annibale che scende dalle Alpi con ghi elefanti e si ferma a Como per un drink. Ma il paesaggio lo lascerei naturale perchè qui c’è una luce particolare che non c’è bisogno di tecnologia”. ” A dirlo scherzosamente è Andy Serkis, ospite internazionale del Lake Como Film Festival che oggi ha incontrato la stampa e domani sarà protagonista di un chiacchierata con il critico cinematografico Andrea Giordano davanti al pubblico di Villa Erba prima della proiezione del film “Mowgli – Il figlio della Giungla”, pellicola da lui diretta che propone un adattamento del “Libro della giungla” di Rudyard Kipling.

lake como film nights

Personaggio poliedrico nel panorama internazionale e  pioniere della motion capture (tecnica con la quale si animano al computer personaggi virtuali plasmandone i movimenti su attori reali), Serkis ha dato forma e voce Gollum (nel video Andy ci fa sentire anche la voce originale del personaggio) nella Trilogia de “Il Signore degli Anelli”, la scimmia Cesare nel “Pianeta delle scimmie”, King Kong nel remake di Peter Jackson fino all’orso Baloo, in “Mowgli, dunque non solo un grande attore, ma anche maestro nel creare animali e creature fantastiche.

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Proprio su questa nuova tecnologia entrata pesantemente nella realizzazione di kolossal cinematografici si è lungamente soffermato Andy Serkis che voluto sottolineare la motion capture non esclude la grande importanza che hanno costumi e make up nella realizzazione di un film, così come il ruolo dell’attore non ne viene intaccato, piuttosto questa tecnologia è da intendersi come una delle possibilità attoriali da usare in una produzione. Nella sua interpretazione di Gollum, ad esempio, la parte emozionale che ogni interprete mette nel personaggio è la stessa che avrebbe dovuto impiegare se avesse recitato in carne ed ossa e non solo virtualmente.

La stessa cosa vale per la computer graphic con la quale si creano o modificano paesaggi, per  Mowgli – Il figlio della Giungla” le riprese sono state effettuate in una vera giungla (anche se non quella indiana), così come i villaggi e altri ambienti sono stati costruiti veramente, il computer è intervenuto, piuttosto, per contestualizzare l’ambiente in quello che Kipling descrive nel libro, cioè l’India coloniale di fine ‘800.

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L’artista britannico ha un ottimo rapporto con l’Italia (ha una casa in Toscana e si è sposato nel nostro Paese), ma non era mai stato a Como. Domani , sabato 27 luglio alle 18.30, incontrerà il pubblico nell’ambito del ciclo “Incontri all’ombra dei platani” . Anche questo appuntamento, come tutto il resto del programma, non subirà variazioni anche in caso di maltempo, gli organizzatori hanno previsto di spostare velocemente tutto all’interno del padiglione centrale del polo espositivo di Villa Erba.