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Mazzette e fisco, oggi c’è Pennestrì davanti al giudice per spiegare tutte le operazioni foto

Si prevede un lungo interrogatorio per il commercialista comasco, in cella a San Vittore da diverse settimane. Rivelazione: nessun provvedimento per l'ex direttore dell'Agenzia delle Entrate in cella a sua volta

E’ il giorno di Antonio Pennestrì. Lui oggi davanti al Pm Pasquale Addesso, in Tribunale a Como, per l’atteso faccia a faccia che dovrà chiarire la posizione del noto commercialista comasco, in carcere (a San Vittore a Milano) da ormai diverse settimane con l’accusa di corruzione per avere agevolato – questo secondo il Pm – controlli e verifiche da parte del fisco su alcuni suoi clienti. Pennestrì ha chiesto di parlare e spiegare la sua posizione, cosa che ha già fatto il figlio Stefano nei giorni scorsi, anche lui arrestato (e tuttora in cella a Monza). Nessuno degli altri arrestati – tra cui l’ex direttore dell’agenzia delle entrate di Como Roberto Leoni –  ha ancora formalizzato richiesta di scarcerazione. E la cosa strana – come riporta oggi il quotidiano “La Provincia di Como” – è che proprio a Leoni l’Agenzia delle Entrate non ha formalizzato l’apertura di alcun procedimento disciplinare a suo carico anche se è tuttora in carcere. L’ex direttore della filiale di Como – formalmente ancora al vertice della sede di Varese – non ha ricevuto alcunchè, cosa che di norma scatta in automatico con il provvedimento di arresto.

 

L’avvocato dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Como, che lo ha incontrato in queste ore in carcere a Busto Arsizio, spiega che Leoni sta per formalizzare le sue dimissioni dal luogo di lavoro anche se lui si sente tirato in ballo nella vicenda senza avere alcuna colpa. Il legale è Sara Turchetti, anche lei però finora non ha presentato alcuna istanza alla Procura di Como per il suo assistito.