Nei cortili canturini con The Gang e Max Manfredi foto

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Siamo entrati nel vivo del Festival Storie di Cortile curato, da Andrea Parodi, che vuole riscoprire i cortili del canturino e della Brianza quali luoghi di aggregazione e, perchè no, di cultura. Due gli eventi questa settimana, attesissimi spettacoli con artisti di livello nazionale, venerdì 5 luglio a Cantù con The Gang e sabato a Cucciago con Max Manfredi.
entramvi gli spettacoli)

Venerdì 5 luglio
Cantù – Cortile de la Cantürina (Circolo Arci Virginio Bianchi)
Via Ettore Brambilla 3
Ore 21.00 – INGRESSO LIBERO – info 335 7284428
I FILI DI DIEYE – UN VIAGGIO PER TERRA E PER MARE – THE GANG IN CONCERTO

Un viaggio per terra e per mare attraverso le canzoni dei Gang. “Le canzoni servono per sederci intorno al fuoco e tornare umani”, così
Marino Severini dei Gang presenta “Marenostro”, che poeticamente affronta il tema della tragedia senza fine che da anni si manifesta
davanti alle nostre coste; una canzone della memoria e del dolore, ma al contempo della speranza. I Gang sono la più grande e coerente rock
band italiana di sempre e senza di loro non sarebbero mai esistiti i Modena City Ramblers, Bandabardò e Davide Van De Sfroos. Sono stati i
primi a coniugare il rock e la canzone d’autore inventando un genere, il combat folk, figlio dei Clash, della musica irlandese, di Bob Dylan
e dei canti di lotta italiani.

Dopo il concerto dei Gang il cortile brianzolo si collegherà col villaggio di Mbour in Senegal. In un cortile di Figino è iniziata la bella storia di integrazione tra Elena Razzi e  Dieye arriva dal Senegal e tra i loro figli. Un’amicizia che si è concretizzata in quella che è oramai nota come la “Corte solidale”  e di cui i giornali locali hanno parlato nei mesi scorsi. Dieye a fine maggio ha preso un volo aereo per il Senegal e venerdì,  insieme ai fratelli Severini,  ci si trasferirà nel suo viaggio a ballare con lei. Dress code: abiti colorati come il mercato di Mbour!
Sabato 6 luglio
Cucciago – Corte Castello
Via XX Settembre
Ore 21.00 – INGRESSO LIBERO – info 031 787302 / 031 787587
LA METÀ DELLA PIETRA – LA SACRA OSPITALITÀ DEL MEDITERRANEO NELLE
CANZONI DI MAX MANFREDI

Quando Odisseo giunge nell’isola dei Feaci è uno straniero sporco, con le vesti stracciate, ignoto a tutti. Eppure viene accolto nella reggia
di Alcinoo come l’ospite più prezioso: lavato, profumato, nutrito di cibo prelibato, dilettato con la poesia. Se di passaggio verso altra
terra, per i Greci era importante che l’ospite fosse degnamente accolto, e ricoperto di doni prima di affrontare il nuovo viaggio.
Così Max Manfredi, celebrando un tema molto caro agli antichi, canta in Retsina il valore sacro dell’ospitalità. “Adesso puoi fermarti qui
senza tanti pensieri, puoi fermarti qui a mangiare, a bere e a dormire… puoi fermarti qui a cantare, a ridere e a venire. Stanotte
puoi fermarti qui e domani ripartire”. Il cantautore ligure racconta di viaggi, climi, città e metropoli, evoca scene meridiane e
crepuscolari in cui per riconoscersi basta un minimo di abbandono.
E se l’ospitalità è il primo passo per entrare nel territorio della civiltà, la sua negazione diventa automaticamente il primo passo per tornare indietro verso il mondo dei Ciclopi. I popoli saggi sanno che l’ospitalità conviene a tutti, per questo occorre proteggerla.
Le famiglie ospiti si scambiavano dei “simboli”: una pietra veniva spezzata a metà, una parte veniva consegnata all’uomo ospitante e
l’altra allo straniero.

Max Manfredi sarà accompagnato da Filippo Gambetta – organetto, Marco Spiccio – pianoforte, Fabrizio Ugas – chitarra e lauda
Di lui Fabrizio De Andrè diceva “è il migliore di tutti!”

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