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Lega e Como senza frontiere, sfida a distanza: oggi Salvini, domani presidio in città foto

Il Ministro dell'Interno questa sera a CascinaAmata di Cantù, replica degli attivisti che sostengono il diritto all'accoglienza dei migranti. Sullo sfondo la vicenda della Sea Watch e del comandante Carola.

Una sfida a distanza nel comasco E proprio su un tema – quello della Sea-Watch 3 – che in queste ore sta infiammando la vita politica nazionale Uno dei protagonisti, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, questa sera arriva nel comasco per parlare anche di questo delicato tema. Sarà alle 20,30 al Parco Mamete di CascinaAmata. Sarà presente anche il Sottosegretario di Stato canturino Nicola Molteni, i sindaci e tutti gli esponenti locali della Lega per la festa del partito del quale lo stesso Salvini è anche Segretario federale. Facile pensare, come era già successo di recente a Cantù e prima a Como, ad un imponente bagno di folla per il suo saluto al popolo leghista, certo, ma anche per sentire cosa dirà su questo tema di grossissima attualità.

nave sea watch protesta di como senza frontiere a como

 

E poi c’è anche la manifestazione di chi non la pensa come Salvini. Sono gli uomini e le donne di Como senza Frontiere che hanno organizzato per domani sera (1° luglio) in centro Como un presidio per “esprimere – come si legge nella nota arrivata in redazione – il nostro sostegno a Sea Watch, a Carola Rackete, all’equipaggio, per riaffermare il nostro dovere di solidarietà e di accoglienza nei confronti di uomini e donne migranti”. La vicenda Sea-Watch è proprio di questi giorni: l’ordine di non entrare nei porti italiani, il comandante Rachete che dopo giorni di attesa – con tanti migranti a bordo (erano già stati fatti sbarcare donne incinta e bambini ndr) – ha deciso di forzare il blocco navale arrivando ad avere una collisione con una motovedetta della Finanza.

Questo il comunicato di Como senza frontiere arrivato in redazione che annuncia il presidio di domani a Como

 

Non è facile, in tempi come questi, appellarsi alla legge.

La legge dovrebbe essere uguale per tutti – così almeno recita la frase che campeggia sulle pareti di tutti i tribunali. Ma la legge – qui, ora – non lo è più. Non lo è per le persone che migrano, non lo è per le persone e le organizzazioni che cercano di ridurre il danno, soccorrendole e accogliendole.

Eppure, anche in tempi come questi, osiamo appellarci alla legge.

All’antichissima legge del mare che IMPONE di salvare i naufraghi e di portarli in un porto sicuro, non di limitarsi a compilare statistiche delle vittime, non di riportarli lì dove ha avuto origine il loro dramma. Una legge che ha trovato spazio nelle convenzioni internazionali che anche lo Stato italiano ha sottoscritto.

Alla legge costituzionale italiana (nata dalla lotta contro il fascismo, il nazismo, il razzismo) che all’articolo 2 PROCLAMA il dovere della solidarietà: «La Repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

Sono leggi che dovrebbero essere iscritte nei sentimenti profondi di tutti e tutte, e che invece oggi sono dimenticate, contraddette, vilipese da governi e governanti, ma anche da benpensanti e indifferenti.

Non possiamo assistere al naufragio dell’umanità.

Quello che è accaduto – e continua ad accadere – nel Mediterraneo, così come nei deserti africani, o alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, non riguarda solo qualche decina o centinaia o migliaia di migranti, non riguarda solo una o cento o mille organizzazioni non governative.

Riguarda tutti e tutte.

La vicenda della nave Sea Watch 3, dei migranti a bordo, dell’equipaggio, della capitana Carola Rackete è l’esito di una inammissibile deriva inumana e razzista.

Abbiamo il dovere di reagire, di chiedere il rispetto delle leggi fondamentali, di restare umani.

Abbiamo il dovere di indicare un porto sicuro per l’umanità, per i naufraghi, per le persone migranti, ma anche per tutti noi.

Lunedì 1 luglio 2019 alle ore 20.30 in piazza Grimoldi a Como chiediamo a tutte e tutti di partecipare a un presidio, così come era stato il 3 ottobre 2018 in solidarietà con il sindaco di Riace Mimmo Lucano, per esprimere il nostro sostegno a Sea Watch, a Carola Rackete, all’equipaggio, per riaffermare il nostro dovere di solidarietà e di accoglienza nei confronti di uomini e donne migranti.

Como senza frontiere