La Traviata delle sorprese: Violetta è una influencer, il pubblico brinda coi cantanti e c’è anche il burlesque. This is Verdi foto

Forse una notte con la luna che si riflette nel lago di Como è stata l’ispiratrice di Verdi per musicare qualche scena di Traviata, l’opera in parte composta in casa dell’editore Ricordi a Cadenabbia, e chissà che la notte di giovedì 27 giugno quell’onda di lago non torni a lambire Como per il debutto della Traviata nell’Arena estiva del Teatro Sociale. Certo due secoli separano le Violetta Valery attorno a cui ruota la trama. La donna ottocentesca dello scandalo sembra lontana anni luce da quella messa in scena a Como dal regista Andrea Bernard che vede una Violetta influencer sempre al centro dei commenti di fan e hater sui social. Ma forse non così diverse, dalle crinoline in cui la spinse la censura dell’epoca, fino al tacco 12 odierno, Violetta è sempre credibile  e la sua contemporaneitá si conferma di allestimento in allestimento. In realtà il personaggio originario tratto da La signora delle camelie di Alexander Dumas non ha nai smesso di crescere, di trasformarsi.

La Traviata di Giuseppe Verdi all’Arena del Teatro Sociale apre l’ XII edizione del  Festival Como Città della Musica – La notte che resta

3 recite: 27, 29 giugno al 2 luglio, ore 21.30

Il progetto dei 200.com prosegue con uno dei titoli più amati e rappresentati, che quest’anno in una formula ancora più immersiva: nel I atto il pubblico (coloro che avranno acquistato il biglietto nel I settore), parteciperà alla festa in casa di Violetta al canto di libiamo nei lieti calici. Una formula immersiva e interattiva con cui è nato il progetto 200.com: la condivisione dell’opera con la città. E ciò avviene, in questa edizione, a più livelli: un coinvolgimento della collettività, che dal coro dei 200.com (quasi 300 cittadini ormai, che, dal 2013, per un anno provano nelle sale del Teatro le parti per le varie sezioni del coro) coinvolge il pubblico secondo quei
precetti di regie contemporanee, che tendono a far muovere gli spettatori tra scene e cantanti durante la rappresentazione, osservatori e protagonisti, o meglio osservatori che annullano la barriera tra pubblico e palcoscenico e instaurano un contatto diretto con ogni componente teatrale, condividendo il punto di vista degli interpreti, in un dialogo fatto di sguardi e nuove prospettive, con percezioni sonore e visive capaci di cambiare completamente la fruizione dell’opera.

“L’opera lirica è senza alcun dubbio la forma di espressione artistica più alta che l’essere umano abbia mai creato, in quanto il risultato finale è la summa delle interazioni tra le diverse arti, e di conseguenza tra diverse persone, che concorrono ad un unico scopo” rivela Alessandro Palumbo, cui è affidata la concertazione e direzione d’orchestra “Realizzare Traviata attraverso la compartecipazione di un coro formato da oltre duecento persone, amatori, appassionati, essi stessi pubblico fervente dei teatri d’opera, ci avvicina ancora di più al senso della ricerca di Verdi, annullando quel confine, talvolta ancor troppo spesso, tra il pubblico e l’opera d’arte. Grazie anche all’originalità dello spazio in cui si svolge questa produzione, la scena accade letteralmente tra il pubblico, che diventa a sua volta coro, e si fa partecipe del dramma di Violetta ed Alfredo. Ecco vedersi allora realizzata quella perfetta integrazione sociale e culturale tanto desiata in momenti storici come il nostro, che paradossalmente sembrerebbe essere governato da tendenze diametralmente opposte, e che ci spingono piuttosto verso un sempre maggiore isolamento sociale. Anche nei singoli personaggi che compongono La traviata si rincontra questa stessa verità umana, in modo particolare nello sviluppo psicologico che alcuni di loro seguono.”

la traviata 2019

La regia è affidata ad Andrea Bernard, che vede in Violetta la contemporaneità di una nota social influencer, abituata a vivere tra le passerelle d’alta moda, il mondo più glamour, apparente e inconsistente, osservatrice e commentatrice della realtà, ma a sua volta commentata e seguita, anche nella vita privata, con quella morbosità dei reality televisivi, ed ancora stigmatizzata con crudeltà come avviene costantemente su diversi profili.

Per il progetto dei 200.com era importante per me sottolineare il ruolo del coro all’interno di Traviata, così da renderlo coprotagonista. In La Traviata il coro rappresenta, per volere stesso di Verdi, lo sguardo bigotto e moralista della società. Una società sempre pronta a giudicare e a vedere la vita in modo egoista e superficiale.” afferma il regista Andrea Bernard “Il concetto di questa versione di La Traviata si concentra quindi sulla differenza tra vita pubblica e vita privata e il confine tra di esse che troppo spesso diventa labile. Da sempre Violetta è messa sotto i riflettori per la sua vita dissoluta, i suoi affari e il suo fascino irresistibile. Le sue feste sono le più attese e partecipate di Parigi ma, pur essendo molto famosa, nessuno la conosce davvero per quello che è. L’unico della vicenda ad avvicinarsi all’intimità interiore di Violetta è Alfredo che, comprendendola, si innamorerà di lei e la conquisterà.
In questa messa in scena un ruolo importante lo avranno anche i social media, mezzi di comunicazione sempre più importanti e utilizzati, ma che ancora una volta favoriscono più l’immagine al contenuto. Questo mezzo permette a chiunque di commentare e giudicare, nascosti da un profilo e da uno schermo. La stessa Violetta ha messo in vendita la sua immagine e la sua vita pubblica e privata attraverso i social media e sarà quindi per questo messa continuamente a giudizio. Le telecamere e i flash seguiranno ogni movimento, diventando sempre più presenti, fino al momento in cui lei letteralmente, Violetta staccherà il contatto con l’esterno, isolandosi nella sua malattia fino alla morte, accettando quindi la solitudine e il suo inevitabile destino lontano dalle apparenze.”

Il team creativo comprende le scene di Alberto Beltrame, le luci di Alessandro Carletti, i costumi di Elena Beccaro, la regia video di Pierpaolo Moro, i movimenti coreografici e assistente alla regia Marta Negrini, assistente alla regia Tecla Gucci.

Violetta Valéry è interpretata da Sarah Tisba, Flora Bervoix da Francesca Di Sauro, Annina da Francesca Maria Cucuzza, Alfredo Germont da Alessandro Fantoni, Giorgio Germont da Michele Patti, Gastone da Giacomo Leone, il Barone Douphol da Luca Vianello.
Tra le tante sorprese… non mancherà una ballerina di burlesque: Sophie Champagne