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L’architettura va sui banchi di scuola. Bambini e ragazzi per un progetto di futuro prossimo foto

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Questa mattina a Roma è stata inaugurata la mostra “Abitare il Paese – la cultura della domanda “ , evento finale di un lungo percorso promosso dal Consiglio Nazionale Architetti PPC nelle scuole italiane. L’iniziativa ha coinvolto oltre 1500 bambini e ragazzi di oltre 70 scuole distribuite su 35 province e 15 regioni italiane. A Roma anche i referenti dell’Ordine degli Architetti di Como, Stefania Cacia e Silvana Verga, con una delegazione di studenti del liceo Paolo Giovio e della primaria Giovanni Paolo II che hanno presentato due tavole riassuntive del lavoro svolto con le elementari e le superiori a Rebbio.

architettura su banchi di scuola

Stefania Cacia e Silvana Verga, hanno fatto da tutor agli studenti per il progetto pilota Abitare il Paese- La cultura della domanda. L’iniziativa è stata promossa in tutta Italia dal Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori in collaborazione con la Fondazione Reggio Children- Centro Loris Malaguzzi con un obiettivo: portare all’interno delle scuole la cultura della domanda di architettura di qualità..

Se l’architettura ha lo scopo di migliorare la vita delle persone, si devono attuare politiche e processi in grado di influire sulla qualità dell’abitare. A tal proposito questa disciplina deve entrare nelle scuole e generare una cultura della domanda di qualità, del progetto e dell’architettura come bene collettivo nei cittadini di oggi e di domani. “Abitare il paese-la cultura della domanda- i bambini e i ragazzi per un progetto di futuro” ha previsto incontri e tavoli di lavoro che sono stati sviluppati in forma coordinata a livello territoriale.  Gli architetti protagonisti di questo “viaggio nella scuola italiana” hanno coinvolti bambini e ragazzi, tra i 3 e i 18 anni, sul territorio e i loro insegnanti e dirigenti scolastici che hanno interagito con loro e le comunità locali per ragionare insieme sulla strategia da mettere in campo per la città del futuro.

Stefania Cacia, architetto referente del progetto comasco, ha fatto da tutor agli alunni delle classi IV A e IV B della scuola primaria Giovanni Paolo II di Rebbio mentre la collega Silvana Verga ha lavorato con gli studenti della 4 D del Liceo scientifico Paolo Giovio.

architettura su banchi di scuola

Prossimo step è l’inaugurazione, il 3 giugno alle 16.30, della mostra “Abitare il Paese: l’altracomo”, alla sede dell’Ordine Architetti di Como che conclude il progetto realizzato sul nostro territorio e patrocinato dal Comune di Como e vede protagonisti Rebbio e gli studenti.

All’inaugurazione i ragazzi delle scuole coinvolte parleranno del lavoro svolto.

Interverranno

Dott.sa Angela Corengia, Assessore alle Politiche educative e Partecipazione del Comune di Como

Arch. Michele Pierpaoli,  Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Como,.

Arch. Stefania Cacia, referente del progetto e tutor delle classi IV A e IV B della scuola primaria di Rebbio

Arch. Silvana Verga, tutor della classe 4 D del liceo Paolo Giovio,

Sono invitati a partecipare i dirigenti scolastici e gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di Como, per approfondire il progetto e valutare l’eventuale coinvolgimento dei loro istituti per il prossimo anno scolastico.

L’esposizione con sei tavole riassuntive dello studio del territorio (foto, didascalie, mappe e disegni) che sono state realizzate dagli studenti è allestita nella sala conferenze della sede dell’Ordine al piano terra del Novocomum di Giuseppe Terragni, in viale G. Sinigaglia 1, a Como è visitabile  fino al 28 giugno, nei seguenti orari:

  • dal lunedì al venerdì: 9.00-14.00
  • sabato, domenica e giorni festivi: Chiuso
  • Aperta al pomeriggio: solo su appuntamento(Info: 031269800)

 

architettura su banchi di scuola

 L’esperienza comasca 

L’Ordine degli Architetti, PPC di Como, nel corso dell’anno scolastico 2018/19, ha aderito all’iniziativa coinvolgendo una sessantina di studenti nel progetto, attraverso azioni di lettura, comprensione, racconto e immaginazione del territorio, si sono confrontati con il contesto urbano che frequentano ogni giorno, il quartiere in cui sorgono le scuole ( Primarie e Liceo Giovio e centro storico e commerciale), individuando il loro rapporto con la città e proponendo un personale ed originale punto di vista su di essa. Ai due tutor e ai docenti che li hanno affiancati, è stato chiesto di sostenere e raccogliere le idee e i suggerimenti dei ragazzi e farsi promotori dei concetti e delle possibilità che si sono sviluppate durante l’attività svolta.

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