Quantcast

INCONTRI: Kitchen Cabaret, lo Spritz e altre storie con Cristiano Stella

Mercoledì 22 maggio dalle 19.30 alle 22.00, appuntamento con Kitchen Cabaret, per l’ultimo spettacolo di questo ciclo dal titolo: “Lo Spritz e altre Storie” all’Officina della Musica, via Giulini 14, Como, condotto da Max Pini e Cristiano Stella.

Prosecco spumante oppure prosecco frizzante, vino rosso, bianco e acqua con le bollicine, seltz, e poi Aperol, Campari, Cynar o, addirittura, China Martini. Le varianti dello Spritz, cocktail nato fra gli anni ‘20 e ‘30 del 1900 tra Padova e Venezia, sono tante. A portarlo alla ribalta la pubblicità dell’Aperol che, nel 1980, ne ha promosso la diffusione a livello nazionale attraverso una serie di spot pubblicitari ben congeniati.

 

Le sue origini però, quelle più antiche e non legate ad attività commerciali, sono da ricercarsi nella storia, e chiedo a Cristiano Stella di darcene un piccolo assaggio, in attesa di ascoltare direttamente da lui e da Max Pini quello che avranno da raccontare durante la serata. 

Partendo dal nome, per esempio, sembrerebbe che “Spritz” derivi dal verbo tedesco austriaco spritzen, che significa “spruzzare”, come avviene appunto allungando il vino con l’acqua frizzante; questo per permettere ai soldati dell’Impero austriaco, di stanza nel Regno Lombardo–Veneto, di stemperare l’elevata gradazione alcoolica dei vini veneti. Ma di tutto questo ci racconterà Max. Quello che farò io sarà cantare brani di Piero Ciampi e Giorgio Gaber su vino e vinaccia, la storica componente dello Spritz che veniva servito nei trani, e recitare una poesia di Ernesto Calzavara, poeta di Treviso. Sarà da qui che parto, dal Veneto.

 

Come accennavi, la storia dello Spritz è legata a quella dei trani, dei bar; una storia relativamente “giovane”, la loro, se si pensa che cominciarono a diffondersi a cavallo tra il ‘700 e il ‘900 in tutta Europa. Inizialmente venivano chiamati “Caffè” e primo fra tutti fu, in Italia, il Caffè Florian nella Venezia del 1720. Come nasce l’idea di un luogo che porti la gente a ritrovarsi in un momento di pausa, spesso prima o dopo cena?    

Se mi parli di Caffè Florian da musicista la prima cosa che mi viene in mente è un album molto bello, quello delle Orme del 1979 dedicato, appunto, a questo storico locale, disco che molti estimatori trovarono geniale per l’utilizzo di violino, violoncello e clavicembalo, strumenti mai impiegati, da questo gruppo, prima di allora. Vedi quante cose si possono raccontare, partendo da un aperitivo! È comunque intorno al 1500 che nascono questi ritrovi, i primi bar, come luoghi di incontro di artisti e poeti, prima in Medio Oriente e poi, con l’assedio di Vienna da parte dei Turchi, importati anche in Europa.

Di questi posti dalle atmosfere particolari ed esotiche se ne interessò subito anche la letteratura, con il libro: “La Bottega del Caffè”. E chi se non Carlo Goldoni, commediografo, scrittore e librettista veneziano poteva occuparsene, creando una narrazione corale in cui non vi è un solo protagonista ma il locale stesso diventa il protagonista della storia.

 

A proposito di letteratura, da ricordare per aver raccontato di questi locali, ci sono J. R. Moehringer con il suo: “Il Bar delle Grandi Speranze”, e il nostro Stefano Benni che, con penna agile e ironica, passa attraverso tutta una serie di personaggi e situazioni tipiche da bar nel suo divertentissimo: “Bar Sport”. Si potrebbe pensare, a questo punto, anche a un racconto ambientato in Officina? 

L’idea del Kitchen Cabaret nasce proprio come prodotto dell’Officina, con una sua originalità nella narrazione e nelle proposte che, di volta in volta, con Max ci divertiamo a studiare. Quando facciamo gli incontri di preparazione c’è, come dice Max, una “pangenesi delle idee”, dei confronti dove nascono i concetti che solo in un secondo tempo trasformiamo in azioni. Questo è insieme il nostro marchio e il nostro alibi per raccontare storie, in un locale aperto e intelligente capace di recepire proposte originali e diverse fra loro. 

 

Dai libri che parlano di bar si è passati, in tempi più recenti, ai bar che parlano di libri; sempre più presentazioni vengono organizzate all’interno di questi locali, magari proprio in orario di aperitivo. Mi sembra un ottimo scambio di favori, ti pare?  

Anche in Officina quasi tutte le settimane, al sabato pomeriggio, insieme a un buon aperitivo e con la presentazione di un giornalista, si può godere di momenti come questi, nei quali la cultura e il bar si incontrano. Un grande scambio, direi.

 

Tornando alla vostra serata, quale sarà la musica che accompagnerà lo Spritz e quali le prelibatezze che porterete in Officina? 

Per quanto riguarda la musica ho pensato a una cosa particolare: ho trovato un pezzo dal testo molto interessante di Daniele Sepe che, di proposito, non ho voluto ascoltare per musicarlo a modo mio, senza preparazione alcuna. Proprio come si fa per i cocktails, così, al momento, dietro il bancone del bar. Queste sono le classiche serate dove c’è un’improvvisazione pensata, come abbiamo già fatto per le cene. E, a proposito di cibo, l’aperitivo sarà molto rinforzato, con cuscus, affettati, focacce, pizza, insomma tutto ciò che serve per una buona serata.

 

Ringrazio e saluto Cristiano Stella chiedendogli quando comincerà il nuovo ciclo di Kitchen Cabaret. “A settembre”, mi dice. E, per sancire questo appuntamento, mercoledì sera Cecilia Casella e Mario Bargna ci saluteranno con un pezzo… molto acconcio!

Mercoledì 22 maggio dalle 19.30 alle 22.00, per gli appuntamenti Kitchen Cabaret, “Lo Spritz e altre Storie” all’Officina della Musica, via Giulini, 14, Como, con Max Pini e Cristiano Stella.

Entrata per i soci, aperitivo rinforzato e spettacolo

€ 18

Per info e prenotazioni

Mail: info@notasunota.it

Telefono: 3492803945

 

sabrina sigon piede pagina