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Chi bella vuole apparire…Riflessioni sulla femminiltà con Betty Argenziano

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Tacchi alti, depilazioni, tinture per capelli… alle donne piace soffrire? La domanda sorge spontanea quando si passano in rassegna tutte le torture quotidiane che la donna occidentale s’infligge per raggiungere la sospirata bellezza: la “cura” del suo corpo richiede tempo, denaro e tanto dolore, come conferma la popolarità dell’adagio «chi bella vuole apparire un poco deve soffrire». Per condividere questi “dolori necessari” Betty Argenziano, scrittrice, architetta, pittrice e scultrice, da sempre interessata alle tematiche dell’emancipazione femminile, ha aperto il blog che si chiama Alle donne piace soffrire? e da questo è derivato il libro che venerdì 17 maggio alle 18 viene presentato a Villa Bernasconi di Cernobbio su iniziativa di Women in White Society.

 

Alle donne piace soffrire?  è il racconto ironico e meticoloso delle crudeltà auto-inflitte mette a fuoco gli stereotipi estetici e rincorre lo sfuggente concetto di femminilità, che non appartiene più al corpo e alla mente della donna ma è piuttosto un prodotto che si può mettere nel carrello della spesa, indossare all’occasione, e poi togliere la sera con batuffolo di cotone. Nonostante i traguardi raggiunti in Occidente nella parità tra i sessi, quello estetico è purtroppo ancora l’aspetto fondante l’autostima della donna: una base piuttosto barcollante sulla quale edificare la fiducia in se stessa.

Non manca un excursus sulle dolorose pratiche estetiche nel resto mondo, talune delle quali oltrepassano il concetto di bellezza “femminile” per sconfinare in vere e proprie violazioni dei diritti umani. Alle donne piace soffrire? propone con ironia una originale interpretazione dei meccanismi di controllo delle donne, e di come questi nuociano all’intera Umanità.

Pensare che una volta le donne erano dee, detentrici di una “porta celeste”, ossia di una vagina capace di offrire orgasmi e di essere tramite fra mondo umano e mondo divino, le donne erano consapevoli del proprio privilegio, insito nella loro stessa natura. Con l’avvento della cultura patriarcale e della paura del misterioso potere femminile, si volle accentuare il dimorfismo sessuale tramutandolo il dimorfismo culturale. Ma libro della Argenziano  culmina meravigliosamente in un invito ad amarsi nella propria intima essenza e a credere in una Rivoluzione da fare, non da guardare, “che ci restituirà il privilegio di essere dee”.

Dialogherà con  Betty la presidentessa WiWs – Women In White Society Paola Minussi in un viaggio alla scoperta dei “riti-supplizi” di bellezza femminili.

Ingresso libero

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