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A Como è #Bacomania: un mese di eventi per portare la città all'Unesco - CiaoComo
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A Como è #Bacomania: un mese di eventi per portare la città all’Unesco

Tanti progetti, lo scopo di valorizzare la filiera della gelsibachicoltura. In prima fila la Coop Tikva e Museo della Seta

#Bacomania. Si chiama così il progetto ambizioso che parte dal Museo della Seta in città e che ora prevede un mese di eventi per riportare la filiera della gelsibachicoltura a Como. Iniziativa che vede in prima fila la cooperativa sociale Tikvà e ha come partner enti, associazioni, sindacati, esercizi commerciali e ristoranti coinvolti in vari modi. Tra questi appunto il Museo della Seta e la Fondazione Volta.  Con #Bacomania Como si candida a diventare Città Creativa Unesco per la seta, lo hanno spiegato stamane i responsabili della struttura e dell’iniziativa riuniti alla sede di via Castelnuovo.

 

COSA E’ LA GELSIBACHICOLTURA

 

Como deve alla seta la sua ricchezza, la sua cultura, il suo paesaggio. Lo deve da secoli, con le alterne fortune che il tempo porta con sé. Le parti più pregiate di questa lavorazione trovano in Como, oggi come sempre, qualità, innovazione ed eccellenza. I segmenti più prettamente agricoli sono invece del tutto scomparsi, a Como come nel resto d’Italia.

Eppure la gelsibachicoltura è parte del nostro territorio. I gelsi sono ancora numerosissimi (e spesso misconosciuti) nei campi vicino alla città. Ancora qualche appassionato alleva in casa qualche esemplare di baco da seta. Ma, soprattutto, è sufficiente evocare la bachicoltura per risvegliare memorie familiari: i bigatt fanno parte della memoria della nostra comunità
Ne abbiamo avuto buona prova lo scorso anno quando al Museo della Seta, anche grazie al sostegno di Gianluca Brenna e Graziano Brenna, sono stati allevati alcune migliaia di bachi e poi è stata dedicata una intera sala a questo tema con una installazione multimediale. Non solo i turisti si sono molto divertiti, ma le abbiamo visto sfilare nonni e nipoti, genitori e figli, ex lavoratori del settore e imprenditori…. accomunati dalla curiosità di vedere una affollata bigattiera.
L’anno scorso, inoltre, decine di classi delle scuole elementari e medie (e decine di famiglie) grazie ad un finanziamento di Fondazione Cariplo hanno allevato in casa qualche baco: il racconto sui social di queste esperienze ha prodotto un’eco vastissima. Viene da quella diffusione endemica l’espressione #bacomania che ha colpito giornalisti e amministratori, mamme e agricoltori, insegnanti e ingegneri milanesi che hanno passato ore di discreto divertimento scambiandosi in chat e sui social fotografie ed esperienze.
In questi mesi molto lavoro è stato fatto. Già da tempo infatti tanti si stavano interrogando (e si sono interrogati negli anni) sulla reale possibilità di ripresa della gelsibachicoltura a Como e in Italia. A Como stiamo lavorando a una filiera locale già da alcuni anni. Abbiamo incontrato le altre esperienze. Abbiamo studiato i loro modelli di impresa.

Abbiamo esplorato le caratteristiche e le disponibilità del nostro territorio e ancora stiamo lavorando a mettere a punto un piano di sostenibilità pieno. Alcune cose però ci sono del tutto chiare relativamente a ciò che siamo (e che non siamo).
– Non abbiamo alcuna velleità di grandezza (la Cina può stare tranquilla!): il nostro primo scopo è salvare delle competenze. Nel tempo di pochi anni andrà persa del tutto la memoria di gesti e competenze, vocaboli e sapori, usanze e attrezzature che hanno intrecciato il nostro linguaggio e la nostra storia e che è importante non perdere, E’ anche in questi ‘patrimoni immateriali’ che si cela la ricchezza di una cultura e la sua capacità di affascinare cittadini e visitatori.
– Non siamo degli appassionati ben organizzati: vogliamo costruire occasioni di lavoro per integrare economie fragili. La bachicoltura -se non altro per la sua stagionalità- è sempre stata una economia integrativa e tale rimane anche nel nostro scenario. Lavoriamo perché questa integrazione rinforzi i segmenti fragili della nostra economia: in primis le cooperative sociali che inseriscono al lavoro persone con disabilità, ma anche qualche piccola impresa agricola locale che è in sè meritevole di sostegno per il valore ambientale e culturale che è connesso all’attività.
– Per sostenersi la filiera ha bisogno di essere valorizzata in tutti i suoi passaggi: se il valore viene prodotto solo dalla vendita del bozzolo, non c’è sostenibilità possibile almeno nel nostro territorio. Per noi sono valore le more di gelso come i laboratori di bachicoltura a scuola, l’oggettistica coi bozzoli come la vendita dei bachi per nutrire i rettili di affezione, l’uso del bozzolo a fini biomedici come quelli nella bioedilizia …. E persino il filo, perché non si fa questa lunga scalata per fermarsi a un metro dalla cima.
– Per valorizzare una filiera servono mercati e prodotti: l’anno scorso abbiamo fatto i primi 100 barattoli di marmellata che abbiamo venduto in pochissimi giorni. Quest’anno replichiamo e stiamo studiando due prodotti nuovi per Natale. Il coinvolgimento dei ristoranti è un test anche per valutare il mercato della mora fresca, e abbiamo già raccolto interesse dai negozi attenti al prodotto locale e al mercato turistico. Per arrivare al filo c’è ancora un po’ di strada da fare… ma abbiamo tempo, se camminiamo bene.
– La gelsibachicoltura è uno sport di squadra. Non a caso a sostenere la rinascita della filiera è una cooperativa sociale che si chiama Tikvà, un nome ebraico che significa insieme ‘corda’ e ‘speranza’: un modo sintetico e un po’ complicato per dire che ‘nessuno si salva da solo’. E da questi nodi sono nate le numerosissime collaborazioni che sostengono questo progetto. Non solo. In febbraio proprio da Como è partito il Coordinamento nazionale cooperativo per la gelsibachicoltura: ad oggi aderiscono una quindicina di realtà (non solo cooperative, ma che per certo cooperano tra loro) e in giugno si terrà il primo incontro di studio sulla sostenibilità economica di filiera. E ancora, da questa passione per la condivisione ed il confronto è nato l’incontro con Massimo Proia e l’associazione Synergie di Zagarolo: un artigiano geniale che sta realizzando in plexiglas, alluminio e software open dei prototipi di macchine di filatura da tavolo che presenterà nei prossimi giorni per #bacomania.
#bacomania allora è un logo che descrive un progetto inclusivo in cui ognuno può fare la sua parte: proprietari di singoli gelsi e insegnati, imprenditori tessili e allevatori da salotto, appassionati di artigianato artistico e manutentori meccanici. Non sarebbe bello domani indossare della seta comasca al 100%? Date tempo ai #bacomaniaci… anzi, dategli una mano. Tutti possono essere contagiati.

Se sentite già qualche sintomo di #bacomania contattate la cooperativa sociale Tikvà: info@tikvacoop.it
Tikvà – Economie Territoriali Inclusive è una cooperativa sociale nata a Como lo scorso anno che ha nella sua mission la costruzione di reti e collaborazioni per lo sviluppo locale e la valorizzazione del territorio con lo scopo di costruire inclusione sociale. Ha al suo attivo alcuni progetti di animazione digitale, valorizzazione di giardini urbani e animazione culturale.

 

IL DETTAGLIO DEGLI EVENTI DI MAGGIO

14 maggio 2019

Ore 9 all’ISIS Paolo Carcano -Setificio
Vi facciamo il filo! : laboratorio di trattura e filatura per i corsi di Tecnico del Sistema Moda a cura di Massimo Proia (associazione Synergie)

Ore 17.30 al Museo della Seta di via Castelnuovo 9
Si può fare! Filatura della seta con macchine di piccolo formato: presentazione di alcuni prototipi di macchine per la trattura e filatura della seta “da tavolo”. Introduzione di Graziano Brenna ed Enrico Lironi, dimostrazione a cura di Massimo Proia

22 maggio 2019

Ore 17.30 al Museo della Seta di via Castelnuovo 9
Gelso: uno di noi! Conoscere e curare una pianta tipica del nostro paesaggio: incontro con Giandomenico Borelli, dottore agronomo. In collaborazione con Orticolario.

29 maggio 2019

Ore 17.30 al Museo della Seta di via Castelnuovo 9
Seta: femminile e singolare. Cosmetica, estetica e un pizzico di curiosità: incontro conviviale con Amelia Cairoli, Ornella Gambarotto, Giada Mieli e Lucia Mantero, in collaborazione con Dee di Bellezza ed Equipe Ornella. Danzerà per noi negli spazi del museo Beatrice Carbone, ballerina solita del Teatro alla Scala di Milano.

3 giugno 2019
Ore 17.30 al Museo della Seta di via Castelnuovo 9
Povere filandere! Vita e lavoro delle donne in filanda: incontro con Elisa Bellato, antropologa e curatrice del Museo del Baco di Vittorio Veneto, in collaborazione con Cgil, Cisl, Uil e Acli Como.

8 giugno 2019
Ore 15 nel giardino del Museo della Seta e piazzale retrostante
Festa dei bachi: giochi e laboratori per bambini. Fila il tuo bozzolo, un baco per amico, selfie con i baco e molto altro. E per finire: panee marmellata di gelso per tutti e bachi da allevare a casa (per chi ha le foglie di gelso).

Inoltre, ogni settimana alcuni chef della città proporranno ai clienti piatti a base di gelso pensati per #bacomania. Per prenotazioni contattare i ristoranti.

13-19 maggio: Quatar Pass, via Borgovico 178 Como. Tel. 031.571944
20-26 maggio: Local Market, via Borsieri 21 Como. Tel. 031.4130093 e Il Grillo, via Chigollo Capiago Intimiano. Tel. 031.460185
27 maggio-2 giugno: La Moltrasina, via Fratelli Raschi, 9 Moltrasio. Tel. 031.290316
3-9 giugno: Feel Como, via Diaz 54 Como. www.feelcomo.com e La Ghironda, via Bellinzona 68 Como. Tel. 031.570883.

Local Market: aperitivo a tema con buffet il 23 maggio alle 18.

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