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INCONTRI: il Riso in Officina con Cristiano Stella

Mercoledì 3 aprile alle ore 20.00 Musica Nuova in Cucina, il “kitchen cabaret” di Max Pini e Cristiano Stella all’Officina della Musica di Como, via Giulini, 14.

Una cena speciale, unica nel suo genere, a base di tre ingredienti: uno per il palato, uno per gli occhi e uno per le emozioni.

Il riso, la cui origine incerta viene collocata in un luogo, le pendici dell’Himalaya, e in un tempo, quindicimila anni fa, sarà il protagonista della serata; fra tutti i cereali l’alimento più completo, con un notevole contenuto di fibre e vitamine e sali minerali, in Italia vanta una tradizione culinaria secolare, a partire dalle zone della Lombardia e del Piemonte per estendersi, man mano, in tutto il paese. Max Pini ci racconterà la sua storia, come al solito ricca di aneddoti e curiosità varie, mentre potremo scoprire in diretta tutti i segreti per un’ottima preparazione del piatto.

Sarà Gin Angri, con le sue splendide fotografie, a raccontarci come veniva raccolto e mondato, intere giornate con l’acqua fino alle ginocchia nel periodo che andava dalla fine di aprile agli inizi di giugno, dalle donne impegnate in questo lavoro stagionale: le mondine.

La musica, terzo ingrediente e protagonista indiscusso in Officina attraverso concerti, presentazioni di libri e altri eventi, riscopre in questa occasione l’importanza di un accordo particolare, quello che lega le note al gusto. Ne parlo con Cristiano Stella, cantautore comasco che, oltre alla passione per la musica, ha pure quello della cucina.

 

Da cosa nasce il titolo di questo evento: Riso Amaro 

Il titolo nasce dal desiderio di provocare, stimolare una reazione e, al tempo stesso, trasmettere un contenuto. La storia del riso è la storia di una pianta migrante, e ogni migrazione porta con sé speranza e amarezza: per quello che si potrà trovare, per quello che si lascia. Il chicco di riso è composto da più strati, dalle parti pregiate e da quelle che lo sono meno, i contrasti rappresentano gli estremi della vita, la risata e l’amarezza; noi viviamo dei contrasti che si esaltano a vicenda. C’è poi, importantissimo, il contributo di Gin Angri, uno dei fotografi più bravi che abbiamo in Italia; le foto sono toccanti, si vede la fatica, il lavoro, i campi, e tutto questo restituisce la bellezza della storia delle mondine, e del loro lavoro così usurante. Io e Max abbiamo visto le foto in anteprima, ci hanno colpito profondamente, non posso svelare niente di più. Come vedi, bellezza e sofferenza vanno di pari passo. Il riso viene infatti considerato, grazie alla sua digeribilità, uno dei cibi più “leggeri” della nostra alimentazione, ed è proprio questa leggerezza che vogliamo, alla fine, trasmettere nel corso della serata. Il nostro è un evento che incuriosisce, ed è proprio dalla curiosità che stimoliamo nelle persone che nasce il successo di questa proposta.

 

Cristiano come si lega la musica a un evento di questo tipo, e con quale criterio scegliete i brani?

Il viaggio che ha fatto il riso per arrivare a noi parte dal Medio Oriente, passa per l’Arabia e raggiunge la Sicilia; da qui al nord Italia, per una serie di percorsi che attraversano spazio e tempo che verranno raccontati nel corso della serata.  Ecco, ogni momento della storia ha degli elementi che vengono identificati e ripresi dalla musica. L’acqua, per esempio: l’importanza dell’acqua nella coltivazione del riso mi ha fatto pensare al brano “Acque” di Guccini. Ci sono state parole chiave alle quali, come musicista, mi sono agganciato, alle quali ho dedicato ore di lavoro e di ricerca.  I pezzi che scelgo di portare, però, ho deciso di non provarli; li conosco, ne studio di nuovo il significato, ma all’interno della serata verranno eseguiti senza aver fatto nemmeno una prova. Questo perché voglio che la musica diventi come un piatto cucinato al momento, con tutte le incognite e variabili che la cosa comporta.

Un altro brano che porterò sarà un tributo a Lucio Dalla, per accogliere il riso nel momento in cui arriva in una delle città più importanti del nord, Milano. Fino a qui le mondine non si vedono ancora: compariranno nella seconda parte dello spettacolo, e le canzoni viaggeranno insieme a loro. Ci sarà, a questo punto, un elemento spiazzante, che nessuno si aspetta in un evento di questo tipo, ma non chiedermi di cosa si tratta. Il bello di un evento come questo è anche l’elemento sorpresa, e sarà quindi con una sorpresa che porteremo i nostri ospiti in giro per l’Italia. Posso dirti, oltre a questo, che ci sarà la versione originale della canzone “Bella Ciao”, quella del 1906, versione che è totalmente diversa da quella che conosciamo, recuperata solo grazie alle cantanti Giovanna Marini e Giovanna Daffini, che hanno rilanciato questa canzone negli anni sessanta.

 

La cucina, come la musica, accompagna la storia di tutti i giorni; sono questi gli elementi dell’identità di un popolo, i linguaggi più diretti per l’espressione comune, dice ancora Cristiano. Il gusto, il sapore, il suono. arrivano prima della parola. Noi ci definiamo kitchen cabaret perché non è solo la spettacolarizzazione della cucina, ma qualcosa di più: qui c’è di mezzo la vista, il gusto, l’udito, i sentimenti e il piacere, quello della condivisione.  Uno spettacolo da vedere, assaporare, e poi mangiare tutti insieme.  Mercoledì 3 aprile alle ore 20.00 Musica Nuova in Cucina, il “kitchen cabaret” di Max Pini e Cristiano Stella all’Officina della Musica di Como, via Giulini, 14.

 

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