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Como, la nuova avventura tra i professionisti inizia ora!

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Il 25 agosto inizierà il campionato di Serie C: 59 squadre iscritte (per ora) di cui 20 nel girone A, girone in cui militerà per la prima volta il Como del nuovo corso. Dal ritiro di Arona, in cui la squadra si sta preparando, al Sinigaglia la cui erba sta dando da fare agli agronomi lariani: a fine luglio, grandi lavori sono in corso d’opera.

I problemi societari che nel 2017 hanno portato al fallimento sembrano ormai superati. La società, dopo essere stata rifondata, è ripartita dalla Serie D e dopo una prima buona stagione, conclusasi al secondo posto con la promozione sfumata all’ultimo, è giunto il tanto agognato salto nel mondo dei professionisti. I ragazzi di mister Banchini si sono imposti con 6 punti di vantaggio su una storica contendente come il Mantova e ora sono pronti ad affrontare la Serie C. Ma cosa può ragionevolmente aspettarsi la squadra dal nuovo campionato?

Cominciamo col dire che la terza serie, come ben sanno tutti i tifosi del Como e delle altre compagini che la seguono, è una categoria caratterizzata da incertezza, equilibrio e spettacolo centellinato, sia a livello sportivo sia a livello societario. Spieghiamoci meglio: come del resto per la Serie B, in Serie C la forbice tra la zona playoff e la zona retrocessione è strettissima e non solo per l’enorme numero di squadre che partecipano alla post-season. I consigli scommesse sportive di siti specializzati in pronostici come www.sportytrader.it , d’altronde, suggeriscono che chiunque può facilmente battere chiunque e il salto di categoria dalla D può avere effetti più sul piano economico e societario che sul piano sportivo. Sul piano sportivo, infatti, raramente le neopromosse deludono: basti pensare che delle ultime 20 neopromosse solo 2 sono state poi direttamente retrocesse. I problemi sussistono più dal punto di vista societario. Spesso, i soldi per iscriversi e per pagare gli stipendi mancano o subiscono percorsi sospetti che portano molte volte società a fallire (proprio come successo al Como) o a subire penalizzazioni in termini di classifica anche superiori ai 20 punti. Non è il caso del Como di quest’anno.

La società del nuovo corso, infatti, ha ingaggiato un allenatore capace, Marco Banchini, che seppure privo di molta esperienza tra D e C ha un curriculum internazionale notevole e sa adattarsi (ha allenato a Malta, in Albania e addirittura a Vanuatu) e nel suo primo anno sulle rive del Lago si è dimostrato un giovane allenatore di talento.

Oltre alla continuità tecnica in panchina, la società si sta muovendo bene sul mercato sia in termini di conferme dei giocatori che bene hanno figurato nella scorsa stagione e che sono di prospettiva futura sia in termini di acquisti e di arrivi di giocatori di esperienza. In questo senso le conferme dei giovani Ferrari e soprattutto De Nuzzo, protagonisti lo scorso anno, sono indicative della volontà di costruire un progetto duraturo. I volti nuovi sono inoltre giocatori esperti della categoria in grado di garantire al Como un impatto solido nella nuova avventura tra i professionisti. Tra di essi Matteo Solini, centrale difensivo proveniente dalla Reggina con cui ha giocato titolare lo scorso anno; Alessandro Bellemo, centrocampista chioggiotto acquisito dalla SPAL; Francesco Marano, avvocato stabiese nella scorsa stagione centrocampista alla Sicula Leonzio; Giacomo Ferrazzo, difensore dalla Juve Stabia; Davide Facchin, portiere del Venezia lo scorso anno con più di 200 presenze in C; e l’altro estremo difensore Luca Zanotti proveniente sempre dalle Vespe.

La squadra insomma è ricca di esperienza ma anche di giovani interessanti e può con sicurezza approcciarsi alla nuova stagione. Poche squadre (tra esse Monza, Carrarese e Siena) sembrano di una categoria superiore (anche e soprattutto per questioni di budget), mentre la squadra può ragionevolmente competere con tutte le altre e raggiungere addirittura la parte sinistra della classifica che significherebbe playoff. Da dire, però, che già terminare il campionato senza venire retrocessi né disputare i playout sarebbe soddisfacente e permetterebbe di costruire su ciò che già c’è.  Manca forse ancora un attaccante per completare il mosaico tattico dell’allenatore ma siamo sicuri che il DS Ludi stia lavorando con competenza. Ai tifosi non resta che aspettare ancora un mese e poi, finalmente, affollare di nuovo il Sinigaglia per una stagione che si preannuncia intensissima e, speriamo, di successo.

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