Botte, minacce ed umiliazioni alla moglie, fermato dalla polizia: finisce in carcere foto

Il protagonista è un Pakistano di 46 anni, da tempo residente in città: ha impedito alla donna anche di imparare l'italiano.

Offese, pesanti insulti, minacce. Senza dimenticare botte, dai calci ai pugni, spesso davanti ai tre figli della coppia. Ed infine umiliazioni e vessazioni, compreso il divieto di imparare l’italiano. Un campionario di comportamenti oltre il limite che ha portato un pakistano di 46 anni, da tempo residente a Como, a finire in carcere. Oggi la polizia di Como, su disposizione del Gip – che ha accolto la richiesta della Procura – lo ha rintracciato e portato in carcere. E’ accusato di maltrattamenti  e lesioni aggravate. La vittima è la moglie, connazionale, due anni in meno di lui.

 

 

Le violenze, secondo quanto ricostruito dagli agenti sono proseguite per anni, da quando la donna, dopo il matrimonio celebrato in Pakistan nel 2010, ha raggiunto il marito in Italia. Nel luglio scorso, dopo l’ennesima aggressione del marito che l’aveva picchiata in malo modo, la donna aveva avuto il coraggio di andare in questura, raccontare tutto alla polizia e presentare denuncia. Era stata quindi accompagnata con i figli in una struttura protetta. Nonostante questo, però, la donna aveva poi deciso di rinunciare alla protezione e tornare dal marito. I figli, come disposto dal tribunale dei minori erano stati comunque affidati a una struttura di accoglienza.

 

Ora la svolta. La Procura ha deciso di fermare l’uomo e portarlo in carcere al Bassone. E’ rinchiuso da questa mattina. Contro il padre anche la testimonianza diretta del figlio maggiore della coppia pakistana, sentito in una struttura protetta: ha confermato violenze ed abusi vari.