Como, non passa la mozione contro l’assessore Negretti: scintille Nessi-Rapinese foto

Tensione alle stelle tra i due consiglieri nel presentare il documento contro l'assessore al personale. Scrutinio segreto, 17 i voti a favore.

Il Consiglio comunale di Como ha bocciato la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore a Personale e Sicurezza Elena Negretti presentata dalla lista Rapinese: è stata discussa stasera in aula in una seduta che ha visto contrapporsi maggioranza ed opposizione. Non sono mancati i momenti di tensione. L’esito della votazione: 17 hanno detto no alla mozione, 8 favorevoli, die le schede bianche. Mozione respinta a scrutinio segreto.

A presentare la mozione di sfiducia a nome della lista civica è stata Ada Mantovani che ha stigmatizzato la vicenda della dipendente licenziata e poi fatta riassumere dal giudice per la quale l’assessore è stata poi accusata direttamente dalla lista di Rapinese:”Un fatto grave perché se la dipendente non avesse impugnato il licenziamento, avrebbe perso il suo posto di lavoro ingiustamente“. Altre accuse poi sull’operato dell’assessore al personale.

 

Duro intervento contro questa mozione da parte del capogruppo di Svolta civica Vittorio Nessi che ha attaccato Rapinese dicendo che ha sempre cercato di ridicolizzare la figura umana dell’assessore con allusioni, pettegolezzi ed ironie sul suo conto. Parole duramente contestate da Rapinese che ha annunciato di voler acquisire i verbali perché “Non posso permettere a nessuno di poter infangare la mia persona su un tema così delicato”.

 

Prima del voto finale, poi, gli altri interventi: difesa dell’assessore nelle parole della Lega (Alessandra Bonduri) e della Lista Civica Insieme con Franco Brenna, critiche al sindaco più che all’assessore da parte del Pd con Stefano Fanetti. Matteo Ferretti (Fratelli d’Italia) ha rinnovato sostegno ed appoggio del suo gruppo alla Negretti. Forza Italia, fuori dalla giunta, ha poi rinnovato il sostegno al sindaco, da qui il voto contrario sulla mozione. L’ultima parola prima del voto a scrutinio segreto da parte dello stesso primo cittadino Landriscina che ha difeso l’assessore da tutti gli attacchi. Poi, come detto, il voto e la mozione che non passa.