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Anche nel comasco due giorni senza benzina: la protesta dei distributori - CiaoComo
Settimana prossima

Anche nel comasco due giorni senza benzina: la protesta dei distributori

24 ore di stop, le motivazioni dei sindacati di categoria. Forse attivi solo quelli in autostrada.

 

In occasione dello sciopero nazionale degli impianti di distribuzione carburanti della rete autostradale, compresi tangenziali e raccordi, indetto dalle ore 22 del 5 febbraio alle ore 22 del 6 febbraio 2019, anche tutti i distributori comaschi dovrebbero restare chiusi.  A garantire il rifornimento di benzina dovrebbero esclusivamente quelli all’interno della rete autostradale. Per il comasco, comunque, ancora di salvezza quelli che si trovano in Svizzera.

 

La protesta, fanno sapere i sindacati, deriva dal fatto che il Ministero “ha deciso di confiscare il rimborso che, dopo oltre 15 anni di trattative, il Governo precedente aveva finalmente approvato con la finanziaria 2018 in termini di credito d’imposta a favore dei gestori, riconoscendo il maggiore livello di commissioni bancarie collegate alle transazioni con carte di credito, subito in ragione dello straordinario peso fiscale che grava sul prezzo dei carburanti”. I sindacati fanno notare che “al prezzo medio attuale della benzina (circa 1,5 euro al litro), ogni 100 euro di commissioni che il sistema bancario pretende dal gestore, 66,59 euro sono generati dal tributo incassato dall’Erario, vale a dire proprio dal Mef, che quindi più di qualunque altro soggetto dovrebbe sostenere e prudentemente difendere tale provvedimento.

 

Quel provvedimento sul credito d’imposta che, partorito 13 mesi fa, i gestori non hanno neanche potuto cominciare a spendere per i ritardi dell’amministrazione, è stato reso persino tassabile ed è stato incassato nel frattempo dal monopolista Nexi che ha cominciato a raddoppiare il peso delle commissioni, senza che né il Mef, né l’Antitrust, trovassero niente da ridire, nonostante le ripetute sollecitazioni”. Il MEF, inoltre, nega il rimborso dei pagamenti con carte “l’aumento esponenziale delle transazioni con carte di credito causato dall’introduzione degli obblighi relativi alla fatturazione elettronica”. Dal 1 febbraio la fattura elettronica sarà emessa dai gestori esclusivamente nei confronti di chi paga con bonifico anticipato o assegno circolare.

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