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Al Sociale si chiude la stagione dell’opera con il nuovo “Rinaldo” secondo Spirei foto

Venerdì 11 gennaio alle ore 20.00 e domenica 13 gennaio alle ore 15.30 al Teatro Sociale di Como, va in scena l’ultima opera in Stagione: RINALDO, la nuova produzione di OperaLombardia con la regia di Jacopo Spirei e la direzione di Ottavio Dantone.

La prima opera su libretto italiano che il ventiseienne Händel scrisse per Londra nel 1711, ispirata alla Gerusalemme Liberata di Tasso, è un capolavoro che colpisce per la ricchezza e la varietà di colori e stili.  L’opera raccolse, fin dalla prima rappresentazione a Londra il 24 febbraio 1711, un successo artistico e sociale strepitoso.

Sarà interessante vedere come il talentuoso regista Jacopo Spirei,che per oltre 15 anni è stato assistente ed allievo del maestro Graham Vick, ha trasformato l’epico eroe Rinaldo in “un uomo qualunque, una persona anonima che lavora in un piccolo ufficio, un uomo che potrebbe essere ognuno di noi”. Rinaldo è un’opera inusuale, mescola realtà e fantasia e la magia con la realtà. Un percorso da realismo magico con una serie di contaminazioni dal mondo dell’arte contemporanea e dal cinema. Mutuando dei paragoni proprio dal cinema, il “Rolando” di Spirei è a metà tra l’action movie e il film d’introspezione alla  Ingmar Bergman dove Rinaldo è un eroe smarrito. Scrive Spirei nelle note di regia: “Un eroe che non sa la strada da percorrere e che non vuole percorrerla. Rinaldo è noi e noi siamo Rinaldo; il suo percorso di superamento del se e di conquista della sua personale Gerusalemme celeste, che altro non è che la realizzazione del proprio massimo potenziale”

rinaldo teatro sociale

L’interpretazione di Spirei trae la sua originalità nei luoghi dove è ambientato il dramma musicale. Il primo dei tre atti si apre con Almirena che entra nell’ufficio del protagonista che se ne innamora perdutamente. Il secondo si svolge all’interno di un club notturno, luogo della perdizione e delle tentazioni alle quali Rinaldo è chiamato a resistere. Il terzo e ultimo atto si conclude nuovamente all’interno dell’ufficio dove il valoroso cavaliere templare affronta definitivamente il perfido Argante.

Imprescindibile nell’opera di Handel la presenza dell’ensemble barocco, Accademia Bizantina, guidato dal carismatico e colto Ottavio Dantone, guida esperta nel percorso di focalizzazione e di specializzazione che coniuga ricerca filologica e studio della prassi estetica interpretativa ed esecutiva del Barocco. Il contralto francese Delphine Galou, in linea con le intenzioni del regista, interpreta un Rinaldo morbido, quasi dimesso al confronto di un’Almirena vigorosa grazie all’interpretazione di Francesca Aspromonte.

rinaldo teatro sociale

INFO

Biglietti dell’opera da 58,00€ a 15,00€ + prev.

Biglietti e abbonamenti in vendita presso la biglietteria del Teatro oppure online su www.teatrosocialecomo.it

 

Rinaldo” è il primo dei quattro spettacoli inclusi in 4X40 UNDER40 – IL SOCIAL CLUB PIÙ ESCLUSIVO DI COMO, l’iniziativa dedicata agli UNDER4: un abbonamento per 4 serate riservato a solo 40 persone con massimo 40 anni di età. L’idea è di creare un piccolo club privato, quattro sere, una al mese, da condividere iniziando dall’aperitivo offerto da RIVO – Lake Como Foraged Gin, per passare poi allo spettacolo. Il tutto ad un prezzo molto vantaggioso e che unisce diversi generi di spettacolo, a cui gli UNDER40 potranno aggiungere gratuitamente a loro scelta un concerto sinfonico.

L’abbonamento comprende gli spettacoli Rinaldo 11/1 (ore 20) – Opera, Paolo Migone 3/2 – prose 2, Sagra della primavera, 29/3 – Danza, Alessandro Baricco 12/4 – Prose 1, 4 aperitivi, un concerto sinfonico a scelta, per un totale di 100€. La serata inizia con l’aperitivo in Sala Pasta alle ore 19.00.

 

TEATRO SOCIALE DI COMO

venerdì, 11 gennaio – ore 20.00 turno A

domenica, 13 gennaio – ore 15.30 turno B

RINALDO

Opera seria in tre atti su libretto di Giacomo Rossi

da una sceneggiatura di Aaron Hill, da La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso

Musica di George Friedrich Händel, edizione critica a cura di Bernardo Ticci,

revisione drammaturgica di Ottavio Dantone.

 

Rinaldo                       Delphine Galou

Almirena                    Francesca Aspromonte

Armida                       Anna Maria Sarra

Goffredo                     Raffaele Pe

Argante                      Luigi De Donato

Mago Cristiano         Federico Benetti

Donna                         Anna Bessi

 

Clavicembalo e direzione     

Ottavio Dantone

 

Regia                         

Jacopo Spirei

 

Scene                          Mauro Tinti

Costumi                      Silvia Aymonino

Luci                             Marco Alba

Coreografie                Virginia Spallarossa

 

 Compagnia di Danza Déjà Donné

 

Accademia Bizantina

 

Coproduzione Teatri di OperaLombardia

 

Nuovo allestimento

 

 

 

rinaldo teatro sociale

 

NOTE DI REGIA

 

Rinaldo è un’opera inusuale, mescola realtà e fantasia in continuazione, mescola la magia con la realtà. Abbiamo deciso un percorso di realismo magico con una serie di contaminazioni dal mondo dell’arte contemporanea e dal cinema.

Rinaldo è un eroe smarrito, è un eroe che non sa la strada da percorrere e che non vuole percorrerla. Rinaldo è noi e noi siamo Rinaldo; il suo percorso di superamento del se e di conquista della sua personale Gerusalemme celeste, che altro non è che la realizzazione del proprio massimo potenziale, è il centro della nostra interpretazione dell’opera a metà tra un action movie e un’introspezione umana.

Abbiamo deciso di rendere Rinaldo un uomo qualunque, una persona anonima che lavora in un piccolo ufficio, un uomo che potrebbe essere ognuno di noi. Durante l’ouverture Almirena entra nel suo “mondo” e Rinaldo se ne innamora perdutamente; a questo punto la sua realtà è contaminata da quella di Almirena. Goffredo irrompe nella stanza trascinando Argante prigioniero e siamo catapultati in una serie di eventi straordinari che capitano ad un uomo ordinario. Rinaldo è posto davanti al dilemma di combattere una guerra di cui non conosce niente. Argante rimasto solo invoca Armida la quale si palesa come donna che domina il lato oscuro della vita, rappresentato da un grande ragno. Il ragno rappresenta i mille modi in cui si può essere imprigionati dalle situazioni della vita, rappresenta il pericolo.

Nella scena seguente Almirena porta Rinaldo nel suo mondo, in un giardino realistico ma curvato, che crea un’idea di realtà instabile dove le prospettive sono irregolari, una tenda leggera alle spalle mossa dal vento crea l’illusione di un mondo sereno e di sogno, a interrompere il sogno; il telo bianco cade a rivelare Armida col suo ragno. Armida, una volta rapita Almirena, scompare dietro una saracinesca che rappresenta non solo un limite invalicabile ma anche una porta verso gli inferi e il mondo sotterraneo che Armida rappresenta.

Nel secondo atto Rinaldo è davanti all’ingresso, la porta del vizio, la discesa agli inferi: è l’ingresso di un club notturno dove le sirene e la donna all’ingresso lo invitano ad entrare. La saracinesca si alza e avanza verso di noi il mondo di Armida, dove si svolge tutto il secondo atto, una specie di club della perdizione: questo è il percorso delle tentazioni di Rinaldo, deve scendere in fondo per ritrovare il suo amore, una specie di Orfeo che discende negli inferi per incontrare la sua Euridice.

Nel terzo atto ci troviamo di nuovo fuori dal regno di Armida, il Mago è il barbone che soggiorna al di fuori dell’ingresso. Mago, guru, asceta, un mistico, dona a Goffredo un arma per entrare; è con questa arma che entra ed abbatte il ragno di Armida con l’aiuto di Rinaldo.

Nel concitato finale la realtà di Rinaldo e quella di Almirena si ritrovano, ma Rinaldo deve fare una scelta: tornare nel suo mondo o vincere e rimanere in quello di Almirena. La battaglia è di Rinaldo contro se stesso, di nuovo nel suo ufficio all’interno del quale affronta Argante, una volta sconfitta la sua realtà Rinaldo decide di andare oltre e abbandonare i due mondi insieme ad Almirena.

Al di là delle differenze, il loro amore li unisce e, avanzando, lasciano indietro i loro due mondi.

 

Jacopo Spirei