Frontaliere comasco licenziato in tronco per avere insultato i poliziotti sul web foto

Vere e proprie minacce su Facebook, la polizia lo preleva dalla sua ditta che poi prende il provvedimento. Guardate il post.

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Clamorosi sviluppi nella vicenda del frontaliere comasco che ha scritto su Facebook un post al vetriolo dopo essere stato multato dalla polizia cantonale per avere guardato il telefono durante la guida in auto. E dopo essere stato portato in gendarmeria per un verbale – prelevato direttamente dalla sua ditta di stabio, la Rapelli – il dipendente oggi è stato licenziato proprio dall’azienda come riporta il quotidiano online “Ticinolibero.ch

Di certo la scena, così come il post, non sono piaciuti alla Rapelli. Alcune settimane fa una donna – anch’essa comasca – è stata licenziata da una società di Lugano per un video contro le forze dell’ordine. Ora il nuovo, severo, provvedimento verso il frontaliere. Anche la ragazza era stata licenziata dopo le sue “esternazioni”, ora lo stesso provvedimento

 

Ecco il comunicato della Rapelli diffuso oggi.

A seguito dell’incresciosa vicenda che vede protagonista in negativo un proprio dipendente, il quale sul proprio profilo Facebook personale ha rivolto insulti e pesanti minacce all’indirizzo delle forze dell’ordine, Rapelli SA ha prontamente reagito e tiene pertanto a comunicare che:

• Simili comportamenti sono incompatibili con la cultura aziendale della Rapelli SA e con i valori su cui essa si fonda

• L’azienda ha offerto la massima disponibilità e collaborazione alle nostre forze di polizia per chiarire i termini della vicenda con il diretto interessato

• Come si conviene in uno stato di diritto, è stato dapprima verificato che il collaboratore in questione fosse effettivamente l’autore del vergognoso gesto

• Appurato questo aspetto, abbiamo deciso il licenziamento immediato del collaboratore visto che questi comportamenti non sono assolutamente tollerati

Rammaricandosi per l’accaduto, che coinvolge un collaboratore fino a oggi irreprensibile per comportamenti e qualità del lavoro, Rapelli SA considera il licenziamento come un provvedimento inevitabile vista la gravità dei fatti. Fatti da cui la Rapelli si dissocia, auspicando di non dover più assistere ad episodi del genere, non solo all’interno della propria azienda ma in generale”.

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