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Noir in Festival, la giornata conclusiva

È purtroppo arrivato a conclusione il Noir in Festival edizione 2018, che quest’anno ha portato a Como grandi anteprime cinematografiche e televisive internazionali e tanti, tanti autori di genere.

Ma c’è ancora spazio per una mattinata all’insegna del cinema e della letteratura.

Alle 11.00 nella sala principale del Teatro Sociale di Como, verrà proiettato, in omaggio al regista Jo Dante, la pellicola del 1985, Explorers, nella quale, come spesso capita nei film di fantascienza datati, scopriamo che il mondo di oggi forse non ha fatto i progressi scientifici e tecnologici che si potevano ipotizzare un tempo.

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Questa la trama: Ben, Wolfgang e Darren sono tre ragazzini videodipendenti che di notte immaginano avventure nello spazio e di giorno si addormentano sui banchi di scuola. I loro sogni diventano realtà quando scoprono un campo sferico di energia magnetica, che Wolfgang riesce a controllare con il suo computer. Decisi a perseguire il loro piano, costruiscono una navicella spaziale con quello che trovano e partono per lo spazio. La traballante astronave è risucchiata da una molto più grande e i tre astronauti improvvisati si trovano alle prese con piccoli extraterrestri verdi, che raccontano della loro passione per i programmi televisivi del pianeta Terra. Queste nuove amicizie non sono viste di buon occhio dal padre dei giovani alieni.

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Il Festival si chiude alle 12.00 nella Sala Turca del Teatro Sociale di Como, con la presentazione del libro edito da Imprimatur Il quinto dominio. L’autore, Antonio Valenzi, dialoga con il direttore del Festival, Giorgio Gosetti. Il romanzo è un’analisi assai verosimile e puntuale della situazione economica italiana, dei manager che hanno in questi anni preso il posto delle figure ben più carismatiche di imprenditori che hanno segnato, e mosso, l’Italia dal secondo dopo guerra fino agli anni 90. Raramente sulla scena noir abbiamo visto indagare il Dipartimento di Intelligence Economica dei Servizi d’Informazione e avere come fulcro delle indagini le nuove “rotte” di internet.

«Nell’epoca complessa della “geopolitica del caos” – sottolinea Valenzi – si avverte la necessità di riscoprire il baricentro degli stati nazionali dopo il trentennio delle spinte della globalizzazione. Il genere letterario della spy story è il terreno sul quale la cultura popolare può tentare di spiegare i fenomeni in corso in un momento in cui la storia, dopo che ne è stata preconizzata la fine, sembra essersi rimessa prepotentemente in moto».