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Ombre che imprigionano la luce, 7 opere di Giuliano Collina in mostra nel Ridotto del Teatro Sociale foto

Oggi pomeriggio alle 18.00 apre nel Ridotto del Teatro Sociale di Como (ingresso da via Bellini 1), Giuliano Collina LE OMBRE, una mostra organizzata dalla Società Palchettisti del Teatro Sociale di Como con il patrocinio e il contributo del Comune di Como in occasione degli ottant’anni del pittore comasco. Dopo l’inaugurazione l’esposizione potrà essere visitata a ingresso libero fino al 21 Dicembre con orari di apertura dalle 16.00 alle 18.30.

giuliano collina ombre

Il prossimo 9 dicembre Giuliano Collina compirà ottant’anni. La Società Palchettisti del Teatro Sociale di Como festeggerà questo evento con una mostra nelle sale del Ridotto del Teatro in cui saranno esposti sette dipinti che appartengono al più recente ciclo creativo dell’artista lariano. Realizzate nel 2018, Le ombre sono dipinti si grandi dimensioni caratterizzati da «qualcosa di limaccioso, una materia pittorica ricercatamente impura, una densità nebbiosa che imprigiona la luce», come scrive Roberto Borghi nella presentazione.

In occasione di questa personale, Collina ha dipinto appositamente per la Sala dello Zodiaco, uno degli ambienti più suggestivi del Ridotto, un vasto polittico intitolato Moltitudine: la platea. Quale luogo migliore per ammirare quest’opera che il Teatro Sociale.

giuliano collina ombre

Non è la prima volta che le sale del ridotto si aprono all’arte, anzi è una vocazione antica,  il presidente della Società Palchettisti, avvocato Claudio Bocchietti, ricorda come nel 1764 la Società Palchettisti del Teatro Sociale di Como fu concepita al fine di creare un luogo di cultura aperto alla città e al suo territorio, “Sin dalla sua costituzione e attraverso l’azione dei suoi soci, la Società Palchettisti ha partecipato alle vicende cittadine ed europee, alimentando gli ideali risorgimentali e contribuendo allo sviluppo dell’Italia liberale e di quella repubblicana.  Alessandro Volta, Giovan Battista Giovio, Giovanni Pietro Porro, Ugo Foscolo, Stendhal, Giuditta Pasta, Vincenzo Bellini, Franz Liszt sono solo alcune delle figure culturali europee che hanno permesso al Teatro Sociale di diventare uno dei più vitali teatri italiani. Eretto nel 1813, ‘il Sociale’ è uno dei pochi in Europa tuttora di proprietà privata: i Palchettisti hanno sempre provveduto alle ingenti spese richieste dallo stabile e, ora come 250 anni fa, continuano a devolvere ogni provento disponibile della Società a favore di una sempre maggiore diffusione della cultura in Città”.

giuliano collina ombre

Non è un caso che la prima mostra d’arte a Como si svolse, nel 1855, proprio nelle Sale del Ridotto del Teatro. Oggi come allora il foyer e la Sala Zodiaco accolgono opere d’arte, una continuità sottolineata dal presidente Bocchietti  “Con l’esposizione di alcuni dei più recenti lavori del Maestro Giuliano Collina, la Società Palchettisti, grazie all’idea e al lavoro del Consigliere Massimiliano Mondelli,  riprende una antica tradizione e rafforza la propria vocazione di protagonista di una cultura aperta e partecipata. I Palchettisti sono particolarmente lieti di esporre l’opera di Giuliano Collina e annoverare quest’ultimo fra le figure rilevanti che hanno contribuito al successo e alla vitalità del Teatro Sociale di Como e della sua Società».

Collina è un patrimonio della cultura comasca e alla presentazione odierna la presenza del Sindaco Mario Landriscina suggella un legame tra l’artista e la città che domenica 9 dicembre alla Pinacoteca Civica, si concretizzerà con una celebrazione pubblica degli ottanta anni del Maestro Giuliano Collina durante la quale il pittore donerà alla città un’opera della sua ultima serie “Lavori in corso”, opera che che sarà esposta sino al 6 gennaio 2019. Insieme al Sindaco rappresentavano l’amministrazione di Como il consigliere Franco Brenna, a capo della Commissione Cultura, e Antonietta Marciano funzionario dell’Ufficio Cultura.

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Le Ombre di Giuliano Collina

«Stando a quel che scrive Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, la pittura è nata “dall’uso di contornare l’ombra umana con una linea”. Le ombre di Giuliano Collina sono scaturite da un processo antitetico: gradualmente, nel corso degli ultimi tre decenni, le raffigurazioni di uomini e di oggetti che popolavano la pittura dell’artista lariano hanno perso i contorni, sin quasi a dissolversi in mera energia cromatica in alcuni dipinti della più recente serie delle Tovaglie. Le prime presenze umbratili sono affiorate in uno degli Inerti, un ciclo dedicato a scene di cantieri e a ‘nature morte edilizie’. Le ombre, in quel caso, galleggiavano un po’ incerte su di una melmosa pozzanghera. Anche in questi ultimi dipinti permane qualcosa di limaccioso, una materia pittorica ricercatamente impura, una densità nebbiosa che imprigiona la luce. Per molti decenni quella di Collina – pur non essendo mai realistica, preservando anzi un’ipotesi di visionarietà – è stata una ‘pittura di figure’. Ora, con l’avvento delle Ombre, sembra essere diventata ‘di controfigure’: di doppi, di sosia, di stranianti riverberi che, proprio come nel polittico con cui termina questa mostra, si godono lo spettacolo della loro evanescenza». (Roberto Borghi)