L’assessore contestato:”Voglio risolvere i problemi dei miei concittadini: io non scappo….” foto

Francesco Pettignano ci manda una lunga lettera dove ripercorre la sua vicenda personale. E rilancia:"Se un commissario non votato da nessuno dice che devi lasciare la nave si può anche disobbedire"

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Una lunga lettera aperta a città ed organi di informazione. Una riflessione a tutto tondo dalla sua uscita da Forza Italia al rientro in giunta con la “bandiera” di Fratelli d’Italia. Con annesso – prevedibile – seguito di polemiche fericvo. Francesco Pettignano rompe il silenzio e vuole spiegare. “Da lontano…..” come precisa lui. Perchè è di nuovo in giunta e perchè ha deciso di non lasciare l’incarico tanto contestato. Riportiamo integralmente il suo intervento che ci ha mandato oggi in redazione.
Mi rendo conto che quanto accaduto negli ultimi giorni non è usuale, e vi assicuro che l’avrei volentieri evitato. 
Molti di voi mi conoscono personalmente per il lungo trascorso amministrativo che ho alle spalle, per ben 4 volte i cittadini comaschi mi hanno conferito l’onore di essere eletto e di sedere sui banchi del consiglio comunale.
Ribadisco che chi mi conosce sa che prima ancora dell’appartenenza politica ho sempre privilegiato il rispetto per le istituzioni. 
Visto che da giorni gli organi di stampa mi chiedono di chiarire la mia posizione anche rispetto agli attacchi ricevuti, spiego brevemente i fatti, per far meglio comprendere gli stessi e le motivazioni che mi hanno indotto ad effettuare le scelte che oggi sono oggetto della cronaca politica.
Il giorno giovedì 8 Novembre alle ore 23:05 ricevo una chiamata dal commissario provinciale di FI signor Mauro Caprani, nella quale mi comunica che, a seguito di una riunione politica dei coordinatori della coalizione di maggioranza, nella quale erano emersi dissensi tra Lega e Fratelli d’Italia sul tema sicurezza (peraltro poi immediatamente ricomposti) aveva deciso di ritirare la delegazione di Giunta. 
Ho fatto presente quanto quella decisione, non concordata, fosse priva di senso politico, amministrativo ed umano.
A tale mia affermazione chiuse perentoriamente la chiamata, avvisandomi che era già convocata per il giorno successivo una riunione dell’intera delegazione di Forza Italia a Palazzo Cernezzi. 
Il giorno venerdì 9 novembre alle ore 17:00 si è svolta la suddetta riunione, durante la quale ho rimarcato il mio disappunto circa la scelta prospettata da Caprani; tuttavia ho dovuto abbandonare la seduta poco prima della fine per problemi familiari, dopo aver chiesto di essere messo al corrente dell’eventuale decisione per esprimere, o meno, la mia condivisione.
Dopo pochi minuti sono stato chiamato dalla giornalista di Espansione TV, la quale mi chiedeva di confermare l’uscita della delegazione di FI dalla giunta; non essendo stato avvisato della decisione che era stata presa in mia assenza, ho dovuto riportare l’idea che già avevo espresso in riunione, ovvero il mio disaccordo, in quanto ritenevo la scelta basata su motivazioni poco chiare (perché una questione tra due partiti deve ricadere sulle decisioni di un altro partito?).
Vengo successivamente a sapere dall’allora Capogruppo di FI Antonio Tufano che, dopo il mio abbandono dalla riunione, è stato presentato un documento già pronto con tutte le firme dei consiglieri riguardante il ritiro della delegazione di Forza Italia dalla giunta, a patto che a tale conclusione aderissero anche gli assessori.
Date le mie dichiarazioni alla giornalista (che sottolineo essere state le stesse espresse in riunione) il Commissario Provinciale Mauro Caprani avrebbe detto al Capogruppo Tufano che io non avrei mai più fatto parte della giunta.
Il capogruppo stesso, avendo capito che gli accordi riguardanti il consenso da parte di entrambi gli assessori non erano stati rispettati, ha chiesto subito di ritirare la propria firma dal documento.
In riunione di maggioranza, tenutasi il giorno 12 novembre, poco prima del consiglio comunale, Antonio Tufano ha dichiarato pubblicamente e con fermezza la sua decisione, chiarendo a tutta la maggioranza quanto nei giorni precedenti era accaduto, annunciando inoltre di voler abbandonare il gruppo di FI, aderendo al gruppo misto.
Da quel momento è stato chiaro per tutti che l’obiettivo di Caprani, nascosto dalla patetica giustificazione del dissenso tra altri partiti, fosse quello di liberarsi di un soggetto scomodo (e considerato poco amico), dotato di testa propria e che poco rispondeva agli “ordini” di partito, non certo, di questo ne sono convinto, finalizzati alla buona amministrazione della città. 
La Decisione di Caprani, e presumo di Fermi, appariva peraltro incoerente con l’insistenza con cui lo stesso Fermi, all’epoca  commissario provinciale di FI, mi pregò di entrare in lista in virtù del mio consenso elettorale.
Nei giorni successivi alla riunione nessuno ha avuto la decenza di chiamare e avvisarmi sulla decisione presa, se non 3 giorni dopo (lunedì 12 novembre), a poche ore dal consiglio comunale, con un messaggio da parte del commissario Signor Mauro Caprani, nel quale invitava gli assessori a dimettersi “per aprire una fase nuova del governo della città, per una riorganizzazione di idee, di modalità di lavoro e di rapporti civili tra gli esponenti della maggioranza”.

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