Crisi a Como. Forza Italia e sindaco non in sintonia, opposizioni scatenate:”A casa” foto

Niente giunta, solo appoggio esterno a Landriscina. Le note di Pd, Svolta Civica, le "graffiate" di Rapinese.

Opposizioni scatenate a Como in queste ore dopo la decisione della delegazione di Forza Italia – che ha incontrato il sindaco Landriscina – di non voler rientrare in giunta con nessun assessore dopo aver fatto uscire sia Amelia Locatelli che Francesco Pettignano, ora passato in Fratelli d’Italia. Il partito di Berlusconi, che rigetta l’accusa di avere voluto aprire questa crisi comunale – ma il segretario provinciale parla di sferzata alla maggioranza per ripartire – ora ha assicurato a sindaco e giunta un appoggio esterno su alcuni argomenti e temi. Ma non vuole più far parte della giunta cittadina in questo momento.

La domanda sorge spontanea: come può andare avanti il sindaco ora ? Landriscina non esclude nulla – neppure il gesto eclatante delle dimissioni – ma continua sempre a cercare una possibile e molto difficile soluzione. Per trovare un nuovo assessore al posto della LOcatelli (Amelia) oppure “sacrificare” un uomo della giunta attuale per ripristinare le quote rosa. Scenario molto completto.

E in queste ore anche le “frecciate” dell’opposizione compatta nel chiedere le sue dimissioni.

 

LA NOTA UFFICIALE DI SVOLTA CIVICA

Il dado è tratto: con l’annuncio di Forza Italia di non voler rientrare in giunta, ma di concedere un mero appoggio esterno, Mario Landriscina non ha più una maggioranza stabile.

E se le parole valgono ancora qualcosa, riportiamo quelle rilasciate dal sindaco in una recente intervista: La città non ha bisogno di un governo incerto. Mi pare di capire, a conti fatti, che se una qualsiasi delle tre forze principali di maggioranza (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) si dovesse ritirare io non potrei governare. Dovrei riconsegnare la città. Ma, creda, mi pare ci siano elementi positivi”.

Cosa vedesse di positivo Landriscina in questa situazione ormai grottesca, fatichiamo a capirlo. Pare chiaro, invece, che l’amministrazione si sia infilata in un vicolo cieco, che, nella migliore delle ipotesi, vedrà il sindaco galleggiare, mercanteggiando con i vari alleati ogni singolo provvedimento, ponendosi costantemente sotto ricatto. Altro che “nuovo patto per la città”: questi signori un patto l’hanno sottoscritto poco più di un anno fa e l’hanno già tradito.

La città non merita tutto ciò: Landriscina abbia un sussulto di dignità, ponga fine a questo spettacolo indecoroso e chieda scusa ai comaschi con le proprie irrevocabili dimissioni.

 

E QUELLA DEL GRUPPO CONSILIARE PD

Forse è l’ora di staccare la spina: l’amministrazione comunale di Como non regge più. Lo dicono le forze interne alla maggioranza, lo sta ventilando senza troppi giri di parole il sindaco”, non ci sono dubbi sull’impossibilità di continuare così la strada dell’attuale governo del capoluogo per il Pd cittadino. Le parole del coordinatore provinciale di Forza Italia e le interviste che sta rilasciando Mario Landriscina “tracciano chiaramente lo stato di crisi assoluta interna alla coalizione che, dopo solo un anno e mezzo, sta emergendo”, dicono Stefano Fanetti, Patrizia Lissi, Gabriele Guarisco, consiglieri comunali del Pd, e Tommaso Legnani, segretario cittadino.

 

Forza Italia parla di immobilismo, di impegni presi e non mantenuti, di necessità di cominciare a lavorare. Insomma, certifica il fallimento della Giunta Landriscina – continuano i dem –. E il sindaco non è meno severo con se stesso e i suoi alleati: da medico, usa la terminologia che più si addice a questa amministrazione e parla di accanimento terapeutico. D’altra parte, perché un professionista come lui dovrebbe continuare a rimanere tra le mani di partiti il cui modo di fare politica non condivide affatto? Parole sue, non nostre”, sottolineano ancora Fanetti, Lissi, Guarisco e Legnani.

 

 

A rincarare la dose, in queste ore, anche i cinsiglieri di opposizione Rapinese e Anzanldo. Nella loro quotidiana stroncatura du “Rapinews24” i due puntano l’indice contro sindaco e partiti che lo sostengono, Fratelli d’Italia in particolar modo. “Caro Mario – dice in un post Rapinese – non so se ci vuole più coraggio ad andare avanti in queste condizioni o lasciare la città. Di sicuro – aggiunge ironico – il coraggio a te non manca visto che Pettignano l’hani nominato per ben due volte. Detto tutto…..