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Le rubriche di CiaoComo - TRAVELCHEF

In un angolo della campagna bresciana si racconta una nuova cucina d’autore foto

A Pudiano, piccolo borgo nonchè frazione di Orzinuovi,  comune della Bassa Bresciana, si trova una dimora del XVI secolo circondata dai campi.
Proprio qui, tra le mura di questo edificio storico, all’interno di quello che fu il fienile, lo chef Simone Breda con la sua compagna Liana Genini, maître e sommelier, ha aperto nella Primavera del 2016 il suo ristorante Sedicesimo Secolo che prende il nome proprio dallo storico edificio.

Passato e Presente si fondono insieme in un ambiente caldo, accogliente ed intimo. Un restyling di grande pregio ha mantenuto intatta la struttura, le mura in pietra e le travi in legno del soffitto. Gli arredi minimali ed eleganti e un interessante progetto di light design rendono gli spazi molto armoniosi e raffinati.
Lo chef Simone Breda sta facendo parlare di se sul territorio. Tenace, caparbio ed appassionato del suo lavoro, Simone si è raccontato, a tavola, davanti a uno dei suoi signature, il “Risotto al brodo di croste di grana, melanzana viola e fumo di fieno”…
Una vera delizia per il palato!

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Chef  Simone Breda, quale è la sua idea di cucina?
La cucina è per me divertimento! E’ scoprire cose nuove partendo dalla ricchezza del mio territorio e giocando con un’interessante materia prima. E’ creare nuovi piatti, personali che sono il frutto di ogni mia esperienza.
Cosa vuol dire fare una “cucina gastronomica” in un territorio difficile come la Bassa Bresciana?
E’ una bella domanda! E’ prima di tutto una sfida una grande sfida!
Ciò mi motiva, ogni giorno, a fare sempre meglio cercando, passo dopo passo, di alzare sempre un pizzico l’asticella ad ogni cambio carta.
Il mio obiettivo è proporre, sempre, ai clienti sapori nuovi ed inediti…
Secondo lei, verso quale direzione sta andando la cucina italiana?
La cucina italiana è sempre più internazionale; le contaminazioni con altri paesi sono sempre più marcate nella proposta gastronomica di molti ristoranti.
La cosa può essere interpretata positivamente o negativamente. E’ tutto sempre molto personale.
L’importante, per me è, non dimenticare mai le mie origini e il risultato finale che non dovrebbe mai andare a discapito della materia prima e del gusto.

 

Il suo ristorane è presente su tutte le più importanti guide gastronomiche italiane. Su Le Guide de L’Espresso 2019 ha ricevuto un cappello. Tra qualche settimana uscirà la Rossa. Cosa si aspetta per il 2019?
Mi aspetto un anno di crescita per il nostro ristorante; un anno nel quale continuare a camminare sulla nostra strada con passione, determinazione e tanti sogni. Le guide sono uno strumento importante: portano nuovi clienti al ristorante. La speranza è quella di ottenere risultati migliori con un ristorante “sano” che lavora bene.

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Sara Biondi