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14 settembre 1943: assalto al treno della Croce Rossa Internazionale alla Stazione di Merone

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Il più grande assalto al treno della storia fruttò 2,6 milioni di sterline nel 1963 ai rapinatori del postale Glasgow – Londra, a Merone si ridusse con pacchetti di sigarette, farina, marmellata e cioccolato purgante di cui qualcuno fece le spese per diversi giorni.

La fame, l’esasperazione per la mancanza di tutto, spinsero la popolazione civile ad assalire a Merone, nel settembre del 1943, poco dopo l’armistizio, un treno, di notevoli dimensioni che portava pacchi della Croce Rossa Internazionale per i militari alleati rinchiusi nel campo di Grumello al Piano nella bergamasca. Ma, dopo l’8 settembre, i prigionieri erano fuggiti e quindi la Croce Rossa, portò il treno che proveniva dalla Svizzera nel deposito di Asso. L’assalto iniziò nella stazione di Canzo‐Asso. Poi il convoglio fu spostato ad Erba, dove subì un nuovo assalto, infine, il 14 settembre, fu portato a Merone, dove arrivò gente anche dai paesi vicini e cominciò il saccheggio finale dei pacchi di viveri e medicinali. Intervenne una squadra di soldati tedeschi di stanza a Erba per bloccare la scorreria e in quel frangente rimase ucciso il Capo Stazione di Merone Mario Costantino, reo di non aver eseguito l’ordine di spostare il treno.

L’episodio è ricordato dalla lapide e dall’articolo di giornale, situati nella sala d’attesa delle Ferrovie Nord di Merone e, a 75 anni di distanza, è stato rievocato nei giorni scorsi all’interno del progetto Brianza Culture della Biblioteca Comunale di Merone in collaborazione con l’Associazione Amici della Biblioteca e con il contributo di Fondazione Cariplo

La rassegna intitolata AUTUNNO 1943 vuole riscoprire e approfondire quei terribili mesi di guerra. Tre incontri, dal 14 al 28 settembre, che allargheranno lo sguardo da particolare al generale, dalla piccola Merone all’Italia, passando per la Brianza.

Generico

Nel primo incontro, tenutosi venerdì scorso, il prof Antonio Molteni ci ha raccontato dell’assalto al treno della Croce Rossa avvenuto nella stazione di Merone il 14 settembre 1943. L’incontro si è sviluppato su tre punti fondamentali della storia. Il racconto del liber cronichus della Parrocchia di Merone redatto da Don Mario Caldirola, parroco di Merone dal 1932 al 1960. Le difficili condizioni del vivere all’epoca. E le testimonianze sull’assalto al treno.

Dopo una carrellata iniziale sui principali eventi della storia tra l’inizio della seconda guerra mondiale e l’anno 1943, si è passati poi agli eventi narrati nel liber cronichus in cui il parroco tiene un diario del periodo in cui lo scrive con una particolare attenzione ai fatti locali.

Pomeriggio del 14 settembre 1943, Merone: alla stazione vengono svaligiati otto carri ferroviari destinati ai prigionieri inglesi. Sopraggiungono i tedeschi di stanza ad Erba, cade vittima il sottocapostazione Sig. Costantino, e tre altri furono feriti.

Vi sono molte controversie riguardo l’omicidio del ferroviere Costantino, per questo motivo sono stati intervistati diversi testimoni dell’epoca. Primo fra questi l’ex partigiano Nicolini che ricorda esserci stato un subbuglio generale e afferma che a sparare il colpo fatale per Costantino sono stati i tedeschi.

La signora Negri, la signora Borgonovo e il signor Benvenuto ricordano che molti paesani parteciparono al saccheggio con carretti e carri. I pacchi contenevano soprattutto sigarette ma anche abiti e scarpe e cibo come cioccolato, latte condensato e the.

Il signor Benvenuto ricorda anche che il direttore della cementeria (gerarca fascista) chiese che il treno venisse mandato nello scalo ma il capostazione si rifiutò. In seguito al saccheggio arrivarono Carabinieri, tedeschi e fascisti per disperdere la gente.

Rimane tutt’ora un mistero chi sia stato a esplodere il colpo fatale per il ferroviere, non ci furono mai indagini o inchieste.

Leonardo Berra

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