Centro migranti di via Regina: interrogazione a Salvini per l’improvvisa chiusura foto

La deputata del Pd Chiara Braga chiede chiarimenti al MInistro dell'Interno sulle valutazioni fatte.

Un’interrogazione al Ministro dell’Interno per fare piena chiarezza sulla improvvisa decisione di chiudere il centro di prima accoglienza di via Regina a Como: quali sono state le valutazioni compiute dalle istituzioni competenti in merito non solo alla chiusura del campo ma anche alla gestione dei futuri flussi migratori che ancora, inevitabilmente, si verificheranno nel territorio comasco. Perché, banalmente, i migranti non scompariranno con la chiusura del centro”. Lo dichiara la deputata comasca del Partito Democratico Chiara Braga, annunciando la presentazione di un’interrogazione al Ministro dell’Interno Salvini sullo sgombero attuato qualche giorno fa e sull’intenzione comunicata ufficialmente di chiudere definitivamente il campo governativo di prima accoglienza di via Regina entro dicembre prossimo.

Decisioni assunte e attuate, – continua la Braga – senza nessuna comunicazione, senza nessun coinvolgimento, confronto o dialogo con quella parte di società comasca impegnata sul fronte della solidarietà che in questi anni ha messo a disposizione, in modo costruttivo e generoso, le proprie competenze, disponibilità e risorse per gestire al meglio l’accoglienza, collaborando con le istituzioni e le forze di polizia, soprattutto nei momenti di emergenza e di maggiore criticità, come avvenuto nell’estate del 2016. Occorre inoltre – prosegue la deputata dem – fare chiarezza su altri aspetti: qual è stato il luogo di destinazione dei settanta migranti trasferiti in fretta e furia da Como; quale sarà la destinazione prevista delle altre persone attualmente ancora ospitate nel centro; quale destinazione avranno l’area e le strutture dopo lo sgombero definitivo; se corrisponda al vero che l’Amministrazione comunale di Como, come dichiarato dal Sindaco Landriscina, non sia stata informata dal Ministero dell’intenzione di trasferire le prime 70 persone