Cimitero di Erba pulito e senza erbacce. Ma quello di Camerlata non è così….. fotogallery

Situazione diametralmente opposta. Una nostra lettrice ci spedisce alcune foto per un confronto: beh, giudicate voi....

Il confronto. Che suona anche molto impietoso in questi giorni di accese polemiche sulle condizioni dei vari cimiteri di Como. Le foto – che certificano una situazione diametralmente opposta – che l’ha inviata in redazione una nostra lettrice (Claudia) che proprio ieri è stata al cimitero principale di Erba a trovare i parenti deceduti. E poi, proprio perchè ha voluto fare un paragone, ci ha spedito anche alcune foto scattate a quello di Camerlata in via Varesina. Da una parte ordine e pulizia, dall’altra erbacce che in qualche caso coprono anche le tombe.

E la situazione è destinata a restare così ancora per alcuni giorni. Perchè il Comune di Como non ha ancora deciso cosa fare per migliorare una situazione che è sotto gli occhi di tutti coloro che ogni giorno vanno al cimitero. Camerlata, ma non solo: tanti altri in queste condizioni dopo che l’azienda che si è aggiudicato l’appalto per la pulizia ha rinunciato all’incarico. Lasciando i cimiteri della città in queste condizioni. Davvero precarie. Ma dalle segnalazioni ricevute il degrado riguarda anche lo stato dei cestini: molti pieni a non svuotati da tempo ci scrivono alcuni nostri lettori.

 

NOTA DEL PD DI COMO SULLA QUESTIONE CIMITERI

Non è la prima volta che lo notiamo: in Giunta non si parlano tra di loro. E così anche sui cimiteri, gli assessori Negretti e Bella danno per trovata una soluzione. Pettignano dice che sostanzialmente non c’è. Che si decidano”, lo fanno notare Stefano Fanetti e Gabriele Guarisco, capogruppo e consigliere comunali del Pd, dopo che in poche ore i tre assessori comaschi hanno fatto dichiarazioni contrastanti tra loro.

Intanto, sottolineano ancora Fanetti e Guarisco, “i cimiteri sono allo sbando, i cittadini sono furiosi, il degrado è alle stelle. Lo abbiamo sempre detto, con Lucini sindaco, che la gestione dei camposanti non era una passeggiata. All’epoca ci dileggiavano, ma riuscivamo, anche grazie ai volontari, a mantenere almeno una situazione dignitosa. Ora, Landriscina e i suoi non solo non vogliano l’aiuto di chicchessia, ma non sanno nemmeno uscire da questo triste impasse”.