Fallimento Casinò, curatori al lavoro per la riapertura: tanta preoccupazione foto

Resta il nodo dei quasi 500 dipendenti. Domani incontro con il giudice delegato per capire la strada da seguire.

Nessun intervento diretto del Ministero:”Non sussistono soluzioni politiche percorribili” fanno sapere i sottosegretari del Ministero dell’Interno, il comasco Nicola Molteni ed il collega Stefano Candiani dopo il fallimento – con relative preoccupazioni per il futuro occupazionale dei dipendenti – del casinò di Campione d’Italia. “Seguiamo con estrema attenzione la vicenda anche per le pesanti conseguenze sull’occupazione – scrivono i sottosegretari -. Occorre attendere le verifiche da parte degli organi della magistratura fallimentare anche per accertare le responsabilità gestionali. Ma non sussistono soluzioni politiche da percorrere….”.

 

La situazione resta delicatissima a Campione d’Italia. Attività della notissima casa da gioco bloccata dopo questa notizia-choc. Ora, in tempi strettissimi, i tre curatori del fallimento scelti dal giudice (Giulia Pusterla, Sandro Litigio ed Elisabetta Brugnoni) già domattina incontreranno proprio il giudice delegato Alessandro Petronzi. Tante cose da affrontare, ma una su tutte: il possibile esercizio provvisorio del Casinò, dunque la sua riapertura. Lo sperano i quasi 500 dipendenti, moltissimi dei quali sono comaschi.

 

LA NOTA DELLA CGIL COMO

Il fallimento dell’azienda è sempre un evento fortemente negativo per i lavoratori e per l’economia generale di un territorio. Nel caso del casinò di Campione, siamo davanti aa una situazione drammatica: “In un comune con meno di duemila abitanti – commenta Giacomo Licata, segretario generale Cgil Como –  fallisce l’unica azienda del territorio che occupa cinquecento persone. Inoltre, si dice che il Comune dovrebbe passare dagli attuali 104 dipendenti a circa venti. Inutile, quindi, sottolineare quanto sia drammatico il momento”.

Stupisce il silenzio della politica: “Fra le istituzioni – aggiunge Licata –  e chi ha responsabilità di Governo nessuno ha sentito l’esigenza di portare solidarietà ai lavoratori e soprattutto preoccuparsi di analizzare con i soggetti coinvolti le possibili soluzioni. A Campione  c’è un problema di ordine pubblico e di tenuta sociale di una comunità. Il nostro territorio, che tra l’altro esprime importanti figure sia in Regione sia nel Governo e, ha urgente bisogno di attenzione. Chiediamo al Ministero degli Interni, al Prefetto e alle istituzioni politiche ed economiche tempestivi interventi.   Per quanto riguarda l’azione sindacale, siamo impegnati a tutelare i lavoratori utilizzando tutte le procedure che le norme consentono, a cominciare da una richiesta di incontro ai curatori per verificare se possono esserci le condizioni per disporre l’esercizio provvisorio, che eviti la sospensione delle attività economiche senza retribuzione