Posti e pasti della vita di Gioacchino Rossini nel libro di Ennio Cominetti

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Ah, che bel vivere…che bel piacere…in questa strofa del Barbiere di Siviglia c’è tutto l’amore per una vita da gustare a grandi morsi  di Gioacchino Rossini, il grande compositore marchigiano passato alla storia anche per essere un gaudente amante del ben mangiare.

Il nuovo libro del Maestro organista comasco Ennio Cominetti si intitola proprio “Ah, che bel vivere…” ed è una Guida ai piaceri della tavola e ai luoghi del grande Rossini

A 150 anni dalla morte del maestro pesarese, le sue opere continuano ad essere rappresentate nei più grandi teatri d’Italia e del mondo. Il barbiere di Siviglia, La Cenerentola o La gazza ladra, tanto per citarne alcune, deliziano ancora gli amanti del bel canto così come le sue non meno celebri composizioni, quali lo Stabat Mater o la Petite messe solennelle. Ma Gioacchino Rossini non fu solo un grande compositore, fu anche un uomo di grandi passioni che seppe vivere la vita fino in fondo, non trascurandone i piaceri come quello della tavola che considerava un vero e proprio rito.

Inoltre, essendo celebre e celebrato in ogni parte d’Europa, fu anche un assiduo viaggiatore. Nel corso della sua esistenza soggiornò in molti luoghi, scegliendo infine di stabilirsi in quella che considerò una seconda patria, la Francia, e trascorrendo gli ultimi anni nella sua villa di Passy, nei dintorni di Parigi. Gioacchino Rossini  (1792-1868) visitò diverse volte il lago di Como, ospite della cantante lirica Giuditta Pasta a Blevio e della famiglia Belgiojoso, proprietaria di villa Pliniana a Torno. Proprio sul lago viene ricordato un aneddoto della vita di Rossini: un ammiratore vedendolo  così allegro e pacifico gli chiese se avesse mai pianto in vita sua: ““, gli rispose Rossini, “una sera, in barca, sul lago di Como. Si stava per cenare e io maneggiavo uno stupendo tacchino farcito di tartufi. Quella volta ho pianto proprio di gusto: il tacchino mi è sfuggito ed è caduto nel lago! “.

Un buongustaio ma non di meno una persona dotata di un grande senso dell’humor il nostro Gioacchino. Tra le frasi che gli furono attribuite e che, forse, meglio lo definiscono vi sono: “L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore” oppureNon conosco un lavoro migliore del mangiare” ed ancora:” Per mangiare un tacchino dobbiamo essere almeno in due: io e il tacchino” ed infine un motto che racchiude tutta la sua filosofia di vita: “Mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita”.

Il libro di Ennio Cominetti è una piacevole lettura per tutti, vi si scoprono le passioni golose di Rossini e i luoghi della sua vita. Ricordiamo, per curiosità, un piatto celebre che da lui prende il nome, il famoso filetto alla Rossini dove alla carne bisogna aggiungere foie gras, tartufo nero, vino di Madera, una bella porzione di burro e sale quanto basta, per continuare con i suoi Maccheroni sempre alla Rossini, ripassati in padella col tartufo, i suoi pasticci d’oca, e anche nel suo piatto preferito come una semplice insalata sapeva mettere del suo con un condimento a base di mostarda, limone, pepe, sale, olio e una bella immancabile manciata di tartufo, infine, tanti dolci dagli ingredienti a prova di colesterolo.
Con una alimentazione giornaliera di questo tipo Rossini era affetto da tanti problemi di salute, primo tra i quali una grave degenerazione all’apparato uro-genitale che ha influito sulla sua celebre ipocondria, con la quale ha dovuto lottare tutta la vita. Insomma, l’altra faccia di  un eterno gaudente.

“Ah, che bel vivere…” di Ennio Cominetti (edizioni Eurarte pagine 184, Euro 15,00), ripercorre la biografia del maestro mettendone in luce proprio questi aspetti più familiari e privati, con puntualità, ironia e quel pizzico di curiosità che le vite dei grandi sempre suscitano.

ennio cominetti

Per chi fosse interessato può ricevere il libro sino al 31 Agosto 2018 senza aggravio delle spese di spedizione. Richiedere,  comunicando nominativo ed indirizzo, a info@eurarte.it

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