Rapina al casinò, altri due in manette: ora manca solo l’autore materiale foto

Sono ritenuti i basisti assieme all'altro dipendente già fermato nelle scorse settimane. Si continua a lavorare assieme alle autorità svizzere.

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Ulteriore sviluppo oggi per la clamorosa rapina alla casa da gioco di Campione d’Italia dello scorso 28 marzo: i carabinieri del comando provinciale, su indicazione della Procura, hanno fermato altri due presunti basisti del colpo. Entrambi fermati in mattinata, l’altro complice (Bernasconi) già in carcere da qualche settimana. Ora le indagini puntano a risalire all’esecutore materiale che era a volto coperto quando ha minacciato due dipendenti facendosi consegnare i soldi della cassa: 756.000 franchi svizzeri.

Ecco il comunicato ufficiale reso noto dal Procuratore di Como Nicola Piacente poco fa

 

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI COMO

 

 

Comunicato stampa

 

In data odierna il Nucleo Carabinieri di Campione d’Italia ed il Nucleo Investigativo del Reparto Operativo – Comando Provinciale Carabinieri di Como hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Como nei confronti di

Marco ROBUSTELLI e Severino MATTERI quali presunti responsabili, in concorso con l’ex dipendente della Casa di Gioco di campione d’Italia, Roberto Bernasconi e con una quarta persona non ancora identificata, della rapina aggravata commessa ai danni della predetta casa da Gioco il 28.3.2018.

 

In base alle indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Como (corroborate anche grazie alla cooperazione fornita dalle Autorità elvetiche), consistite anche nella analisi delle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza interno alla Casa da gioco, nonché dei contatti telefonici intercorsi tra i tre indagati nelle date prossime alla rapina, i Carabinieri hanno potuto  individuare in Roberto BERNASCONI  un concorrente nella rapina, unitamente all’ ignoto esecutore materiale, armato e travisato con baffi e naso posticci, nonché, nei due arrestati, gli ideatori ed istigatori della stessa.

 

Su istigazione dei due arrestati il Bernasconi ha invero fornito un contributo significativo alla realizzazione della rapina:

  • ha scattato fotografie all’interno della casa da gioco, si da permettere al rapinatore travisato di studiare preventivamente i luoghi e di orientarsi,
  • ha consentito a questi di utilizzare l’ascensore di servizio del Casinò, riservato al personale e munito di badge,
  • ha agevolato l’ingresso e la libera circolazione presso la casa da gioco del correo non ancora identificato,

ha permesso a quest’ultimo di  raggiungere il secondo piano dello stabile, lasciando appositamente aperta una porta al secondo piano, attraverso la quale l’ignoto rapinatore travisato raggiungeva l’area casse al primo piano.

 

Qui,  dopo aver colpito con un pugno ed aver minacciato rispettivamente il dipendente SIVALLI ed il dipendente CURATI con una pistola, il rapinatore non ancora identificato li costringeva a consegnargli la 756.122,29 franchi svizzeri.

 

In base alla citata attività di indagine, si altresì accertato che la moto Yamaha utilizzata per la rapina è transitata per Campione d’Italia, proveniente dal territorio italiano, il 27 e 28 marzo 2018, con alla guida, verosimilmente il rapinatore non ancora identificato.

 

Infatti, in base alle riprese video effettuate dalle telecamere installate presso la casa da gioco, si è avuto modo di ritenere che la rapina per cui si procede era stata programmata per il 27.03.2018 e che – per una mera casualità era sfumata, in quanto il BERNASCONI ed il correo non erano riusciti ad incrociarsi nell’ascensore (come invece avverrà il giorno successivo) e il secondo non aveva potuto introdursi all’interno del Casinò.

 

In data odierna si è altresì data esecuzione da parte dei Carabinieri ad una articolata attività di perquisizione.

 

Le indagini continuano, grazie anche alla cooperazione sinora fornita dalle Autorità elvetiche,  finalizzate alla individuazione del quarto responsabile ed al rinvenimento della somma sottratta.

 

12.7.2018

 

Il procuratore della Repubblica

Nicola Piacente

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