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Ethereum VS Ethereum Classic

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Chi segue il mondo delle criptovalute saprà che il 2016 è stato un anno difficile per Ethereum. In questo caso non ci stiamo riferendo alle quotazioni della criptovaluta, ma alla scissione che ha portato alla creazione di Ethereum Classic, che da allora viene scambiata in modo indipendente. La tecnologia blockchain, infatti, consente di intervenire sul codice che costituisce la “catena di blocchi” per modificarlo, introducendo nuove regole. Proprio questa è l’operazione che ha portato alla formazione di Ethereum Classic, un po’ come successo al Bitcoin con la creazione di Bitcoin Cash.

Ma andiamo con ordine. Tutto è cominciato nel giugno del 2016 a seguito di un attacco hacker. Il fondo venture capital DAO (Decentralized Autonomous Organization), specializzato in investimenti su start-up utilizzando gli smart contract, ha subito il furto di circa 3,6 milioni di Ether, corrispondenti a circa 50 milioni di dollari al cambio di allora.

A seguito di questo evento la comunità Ethereum discusse a lungo cosa fare per risolvere il problema ed evitare il verificarsi di attacchi simili in futuro. La community decise di optare per un cosiddetto hard fork della blockchain, cioè lo sviluppo di una nuova catena con regole diverse da quelle originali. In particolare, il nuovo codice permise di restituire gli Ether rubati annullando di fatto l’attacco hacker. In opposizione al “nuovo” Ethereum, scambiato come ETH, nacque Ethereum Classic, scambiato come ETC. Le due blockchain sono identiche fino ad un centro punto (per la precisione il blocco 1920000), mentre da lì in poi presentano un codice diverso.

Una delle principali differenze tra Ethereum ed Ethereum Classic è proprio che quest’ultimo non può essere modificato, ma continua – e continuerà – ad utilizzare il codice originale del progetto Ethereum come è stato concepito in origine. Ad esempio, su Ethereum Classic non è stata implementata la tecnologia Proof of State (PoS), che invece è stata introdotta su Ethereum “normale”. La versione Classic, inoltre, non può contare sul team di sviluppatori che invece lavorano per la versione ufficiale e non ha nemmeno l’appoggio dei creatori del progetto. Anzi, da alcuni, Ethereum Classic è considerato un tentativo di affossare la celebre criptovaluta.

Il fork portò ad una differenziazione anche nei principi delle due community: per quella di Ethereum Classic il codice è il principio fondante, mentre per quella di Ethereum il codice rappresenta solo una guida, ma le decisioni fondamentali possono venire prese dall’uomo (ad esempio per risolvere bug, come nel caso DAO).

Dal momento che entrambe le criptovalute rientrano tra le dieci più scambiate, per gli investitori si pone l’incognita di quale scegliere. Chi era proprietario di Ethereum al momento del fork si è visto assegnare lo stesso controvalore in Ethereum Classic, in pratica ha guadagnato dei toker gratuiti. Se invece si deve valutare l’acquisto oggi, a quasi due anni dalla scissione, bisogna tenere in considerazione diversi fattori: ad esempio, ETC ha meno accordi commerciali rispetto a ETH ed è meno accettato dalle ICO (offerte iniziali di criptovalute).

Inoltre, Ethereum ha in programma alcuni aggiornamenti per il futuro, tra cui quello per poter effettuare più transazioni al secondo al fine di rivaleggiare con i circuiti di pagamento classici come VISA. Insomma, Ethereum è la criptovaluta ufficiale, Ethereum Classic una sorta di clone, che però vanta un vasto seguito ed una elevata capitalizzazione. Solo il futuro ci dirà quale delle due riuscirà a prevalere.

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