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Terragni per i bambini, l’appello di Claudia: “Chi con me nel 1947 all’Asilo Sant’Elia?” fotogallery

Grandi emozioni ieri all’inaugurazione della mostra di Giuseppe Terragni dedicata all’Asilo Sant’Elia ed organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Como Centro Città, che si terrà alla Pinacoteca Civica dal 8 giugno al 4 settembre.

Terragni per i bambini: la presentazione della mostra

La mostra è parte di un progetto più grande che punta a rendere la sua sede uno dei punti di riferimento culturale della città tramite la rivalorizzazione e progettazione degli spazi.

L’esposizione è anche un’occasione per ricordare l’operato dell’architetto Giuseppe Terragni, la cui arte razionalista, visibile negli arredi dell’Asilo Sant’Elia, dimostra la modernità dell’artista nel considerare le esigenze dei bambini come “piccoli uomini”.

Ed è proprio questa sensibilità di Terragni verso i bambini che l’assessore alle Politiche Educative Amelia Locatelli ha celebrato nel discorso di apertura della mostra, riconoscendo l’importanza dei bambini come uomini del futuro.

La mostra non è, però, solo una celebrazione delle opere dell’artista, ma anche un’occasione per rivalorizzare l’Asilo Sant’Elia, che, come ha dichiarato la curatrice della mostra Roberta Lietti, è stato molto dimenticato negli ultimi anni. L’asilo si trova nella parte periferica della città (via dei Mille), ed era, al tempo di Terragni, destinato ai bambini più poveri, le cui madri spesso lavorano agli opifici della città.
Con grande commozione, ha esortato i cittadini ad “amare” l’architettura, conservando e visitando anche questo nascosto capolavoro comasco. Stesso invito anche da parte dell’architetto Paolo Brambilla, apparso visibilmente commosso.

Ed è proprio grazie ai cittadini di Como che la mostra è stata possibile: molti comaschi hanno infatti regalato le proprie testimonianze come frequentatori dell’Asilo Sant’Elia. Tra questi, abbiamo intervistato la signora Claudia Longoni, che ha frequentato l’asilo nel 1947 e che ha offerto alla mostra la sua testimonianza e la sua foto di classe, nella speranza anche di poter ritrovare i suoi compagni d’infanzia da tempo perduti.