Rodero, la maestra uccisa dal cognato. La Procura chiede il carcere a vita per Egli foto

La vicenda aveva suscitato grande sconcerto a ridosso del confine. Durissime parole dell'accusa:"Colpa estremamente grave, la sua"

Oltre due ore di requisitoria, a volte anche dura nei contenuti. E parole forti per Michele Egli da parte del Procuratore pubblico Pamela Pedretti che ha chiesto il carcere a vita per il 43enne accusato di avere ucciso – stangolandola con una sciarpa – la cognata e maestra Nadia Arcudi nell’ottobre del 2016 per poi gettarla in una scarpata a Rodero, vicino alla strada. Egli rischia, insomma, il carcere a vita. Nel pomeriggio parleranno i suoi legali Maria Galliani e Luca Marcellini.

nadia arcudi iccusa bosco rodero

«Non si può parlare di sincero pentimento. Ma di sincero timore per quelle che saranno le conseguenze nella sua vita» così Pedretti. Che ha aggiunto:«La colpa di Egli è estremamente grave, non ci sono dubbi. Ha ucciso una persona a cui voleva bene come una sorellina, una persona con cui aveva un ottimo rapporto. Per futili motivi e con modalità perverse» così l’accusa come riferisce il quotidiano online Tio.ch che sta seguendo l’udienza in presa diretta.