Piazza De Gasperi, “coprifuoco” e polemiche:”Campanello di allarme per questa giunta” foto

La nota è di Svolta Civica dopo che il Tribunale ha intimato al comune di far cessare l'attività alle 22:"Enorme contraddizione per una città turistica"

La notizia continua a far discutere: il Comune di Como ha avvisato i commercianti di piazza De Gasperi di togliere i tavolini dei loro locali alle 22 di sera al posto delle 24. Lo scenario potrebbe concretizzarsi all’inizio della settimana prossima: a seguito delle rilevazioni fonometriche sui decibel serali disposte dal Tribunale a tutela di una famiglia della piazza che ha intentato causa, ecco che sono emersi dati superiori al previsto. Ma l’assessore al commercio, Marco Butti, si sta adoperando per cercare di trovare una soluzione adeguata pur nel rispetto delle decisioni del Tribunale cittadino.

 

Oggi prende posizione il gruppo di Svolta Civica con i suoi rappresentanti (Nessi, Minghetti e Traglio)

Far cessare l’attività dei pubblici esercizi in Piazza De Gasperi alle 22 è una contraddizione enorme per una città che vuole avere la purché minima ambizione turistica. Siamo di fronte a un corto circuito tra le legittime istanze di una parte di popolazione residente e l’altrettanto legittima esigenza di dare a specifiche zone una vocazione tesa all’accoglienza, allo svago e alla promozione turistica della città.
Stupisce il fatto che il Comune abbia subìto la procedura che ha coinvolto anche il Tribunale di Como. Un’amministrazione ha proprio il compito di saper trovare le misure corrette perché esigenze e diritti di parte trovino un bilanciamento e una sintesi per il bene comune che coinvolge tutti i soggetti in campo.

Secondo Svolta Civica il caso di piazza De Gasperi è solo uno “dei molti campanelli d’allarme che sentiamo ormai troppo spesso suonare nel campo del settore Cultura e Turismo, di cui dovrebbe occuparsene l’amministrazione“.
Svolta civica, inoltre, lamenta il fatto di non intravedere alcun disegno generale e organico che sappia dare alla città la giusta spinta sul piano turistico-culturale in maniera lungimirante, la mancanza di un disegno complessivo e di figure che dovrebbero sviluppare questa progettualità.